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INCENERITORE E MATURITA’

 

 

Ho letto con interesse l´articolo di Zenone Sovilla apparso sull’Adige di ieri.

 

Le questioni di principio sollevate sono di importanza non secondaria, poiché attengono alla "qualità della democrazia". Sempre più, infatti, è centrale l´attenzione a non "svuotare dal di dentro" la pratica della democrazia, per evitare il rischio che - alla fine - essa sia ridotta al pur sacrosanto, ma non sufficiente, aspetto della "forma".

 

Sono assolutamente convinto che, soprattutto nel nostro tempo e a fronte delle nuove sfide tecnologiche, culturali ed economiche, serve una società civile forte e responsabile, capace di costruire livelli sempre più qualificati di partecipazione e di controllo sociale attivo.

 

Tuttavia, venendo al caso in parola (l´inceneritore), mi chiedo se, per qualcuno, una comunità sia testimone di "democrazia" solamente quando e se aderisca alle tesi di pochi "illuminati".

 

In altre parole: se i cittadini non si mobilitano "contro" l´inceneritore, allora vuol dire che non c´è democrazia sostanziale; non c´è consapevolezza; non c´è vero controllo sociale e, dunque, il "potere" può furbescamente fare ciò che vuole?

E se, al contrario, i cittadini fossero più "avanti" non solo della politica, ma anche degli "illuminati" contestatori dell’inceneritore? Se avessero capito che, comunque, un impianto efficiente e sicuro è meglio delle discariche lasciate in eredità alle nuove generazioni? Se avessero capito che puntare sulla raccolta differenziata non è in contrasto con la decisione di costruire un inceneritore qualora - come nel nostro caso - esso sia dimensionato proprio sulla quantità di rifiuto che ragionevolmente, entro i prossimi anni, non può essere raccolta e smaltita in modo differenziato?

 

Se avessero, per caso, dato un´occhiata alla stampa non locale ed avessero appreso che nel mondo occidentale non c´è solo Acerra; c´è anche Bolzano (dove senza tanti psicodrammi si è recentemente deciso di costruire un secondo inceneritore con capacità di 140.000 tonnellate/anno); ci sono città come Vienna, dove gli inceneritori sono costruiti nel centro urbano, o come Parigi, dove uno dei nuovi inceneritori è costruito a fianco della Senna?

 

O se, per avventura, i cittadini avessero deciso di dare fiducia al proprio Comune, alla Provincia, ai molti organismi tecnici e scientifici preposti a dare garanzia per quanto riguarda i pericoli per la salute? Non intendo affatto accreditare arbitrariamente una interpretazione a senso unico della opinione pubblica; tuttavia ritengo quantomeno avventato escludere a priori questo tipo di lettura.

 

In ogni caso, posso assicurare che mai una procedura pubblica è stata sottoposta a momenti informativi e di partecipazione più di quella riguardante l´inceneritore di Trento, senza contare il clamore quasi quotidiano che la stampa locale ha garantito, certamente non nella direzione di negare spazio ed enfasi alle voci contrarie.

 

Ci sono stati almeno dieci incontri ufficiali (con la massima rilevanza pubblica) con vari soggetti pubblici ed associativi ancora prima della approvazione del Piano Provinciale per i Rifiuti (avvenuta il 9 agosto 2003).

 

C´è stata una Conferenza provinciale di Informazione, indetta su proposta dell’opposizione. Ci sono state tutte le attività informative e partecipative riferite alla procedura di Valutazione di impatto ambientale sul progetto di massima dell’inceneritore, con la discussione di 18 pareri proposti da Comuni e soggetti privati ed associativi.

 

Sono stati attivati vari gruppi tecnico/politici di lavoro, in particolare per la definizione del modello di "pretrattamento" del rifiuto.

 

C´è stato un referendum comunale a Trento, annunciato con grande clamore e politicamente "interessante", poiché collocato poche settimane prima del voto per il rinnovo del Consiglio provinciale.

 

Tanto per citare i fatti principali accaduti fin qui. Per il prossimo futuro, proseguiremo con lo stesso metodo: informazione, partecipazione, assunzione di responsabilità, senza paura, di fronte ad un problema che per troppo tempo ha visto prevalere l´attitudine dello struzzo.

 

 

Lorenzo Dellai - presidente della Provincia

 

 

l'Adige, 12 ottobre 2004

 

 

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