Il caso Molveno e le minoranze «inutili»

Da Diario, risponde FdB

 

Abbiamo ricevuto il mandato di rappresentanza da oltre il 45% dei cittadini di Molveno e cerchiamo di assolvere al meglio ai nostri compiti istituzionali. Vogliamo mettere il “Diario” e i suoi lettori al corrente di alcuni episodi che potranno indurre a riflessione coloro che sono convinti che l'attuale sistema elettorale maggioritario sia la formula migliore per garantire lo sviluppo del Trentino.

Prelievo acqua dal lago.

Premettiamo che il lago di Molveno è penalizzato da un pesantissimo sfruttamento idroelettrico e dall'inquinamento provocato dalla qualità delle acque dei suoi immissari (Rio Lambin proveniente da Andalo in primis). Nonostante ciò e nell'imminenza della trattativa per cambiare la concessione idroelettrica in scadenza l'Amministrazione Comunale, senza che la popolazione ne fosse informata, ha favorito un progetto che prevede un nuovo prelievo di acqua dal lago. Come fulmine a ciel sereno, il progetto è arrivato in consiglio comunale per il rito della deroga suscitando una dura reazione della minoranza e della popolazione.

A questo punto alcuni esponenti della maggioranza, caso più unico che raro, sono partiti per una “tardiva” raccolta di firme a sostegno del progetto che ha riscosso buon successo (400 firme). Peccato che nei bar del paese troppe volte si sono sentite, da parte di chi aveva voce in capitolo, esortazioni del tipo “firmate se volete essere assunti come stagionali da...”, e anche di peggio.

Noi, con il sostegno di alcuni operatori turistici, avverso questo progetto e il modo con cui è stato votato in consiglio comunale, abbiamo fatto ricorso al TAR e fino ad ora, in attesa della decisione dei giudici, abbiamo ottenuto, a parte un significativo ancorché insufficiente miglioramento del progetto, l'apertura del procedimento di nostra estromissione dal Consiglio Comunale per sopraggiunta incompatibilità ex art. 21 del TCLR. Della serie: “Le minoranze vanno bene, vanno ancora meglio quando si estinguono”.

Antenne Umts in centro paese.

Recentemente sul tetto di un albergo vicino al centro di Molveno è stata installata, previa concessione edilizia, una antenna per la telefonia cellulare UMTS. Un Comitato spontaneo si è opposto a questa concessione alla luce di un regolamento urbanistico approvato dal Consiglio Comunale nel 2002, sulla base del quale è già stata autorizzata, nel 2003, una antenna. Quella collocata invece sul tetto dell'albergo non rientra in una delle zone approvate dal citato regolamento. Quindi questa ultima concessione è illegittima? Macché, il regolamento è sparito, la cassetta con la registrazione di un Consiglio risulta smagnetizzata, la delibera relativa non si trova più, la relativa cartografia e il regolamento pur presentati e letti in Consiglio sono svaniti e stessa misteriosa sorte hanno subito altre delibere consiliari e giuntali relative alla precedente antenna. Verba volant, scripta...anche! Al comitato contro le antenne non resta che ricorrere al TRGA. Ma non è finita qui: un consigliere del nostro gruppo, che abita vicino all'antenna, risulta tra i ricorrenti al TRGA. “Nessun problema signori, sarà epurato pure lui”. Interesse “troppo” personale alla salute?

La “Gilmozzi” e le varianti intelligenti.

Anche Molveno deve fare i conti con la cd Legge Gilmozzi sulle seconde case: il nostro è un territorio molto urbanizzato e le residue possibilità edificatorie relativamente scarse.

Il Comune ha proposto una variante al PRG nella quale il 20% di edificabilità per le seconde case viene “giustamente” concentrato sui terreni di proprietà comunale e per la parte rimanente, ancora più giustamente (dipende dai punti di vista) sugli unici tre terreni nella disponibilità di tre agenzie immobiliari. Ancora più illuminante il fatto che nelle cartografie del PRG siano già inserite, su questi terreni, le piante degli edifici che, perlomeno ai nostri occhi, non risultano ancora edificati. Ci congediamo con i versi di una canzone di De Andrè: “Non tutti nella capitale sbocciano i fiori del male, qualche...”marachella” senza pretese, l'abbiamo anche noi qui in paese...”

I consiglieri, in estinzione, di “Voltiamo Pagina” Comune di Molveno (Maurizio Giordani)

 

Ancora una segnalazione su come le minoranze vengano viste con fastidio, invece che presenze necessarie di stimolo e controllo, nei Comuni trentini, dove le maggioranze, forti dell'inamovibilità quinquennale e dei condizionamenti che possono esercitare sui censiti, “tirano dritto”. Al di là dei temi specifici (l'urbanistica, che era il vanto del Trentino ne è diventata il male oscuro, il suo tumore) il problema è più grave. Non basta, infatti, “difendere” il Difensore Civico, né scrivere qualche lettera ai giornali, né ricorrere al Tar. Il problema vero è che poco a poco, nelle comunità, va smarrendosi il senso di stima verso il proprio Comune. È il veleno più pericoloso che l'accentramento di poteri senza controllo semina. Se la Provincia non interviene in fretta (saprà ancora farlo?) le conseguenze saranno dolorose, disgregatrici per la stessa autonomia.

Franco de Battaglia

 

Trentino, 20 marzo 2007

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