Va di moda l'underground stradale-ferroviario

 

Va di moda l'underground stradale-ferroviario, progetti per buchi un po' ovunque; nuove strade provinciali, Tav-Tac incluso ovviamente, mentre la galleria di Martignano è prossima all'inaugurazione. Ma c'è anche qualcuno che ha fatto la grande pensata - stavolta aerea - di una bella valorizzazione turistico-economica collegando con due funivie, grosso modo all'altezza di Levico, l'altopiano di Lavarone e la Panarotta.  Cambierà qualcosa nel caos dei trasporti e della viabilità urbana, extraurbana, nazionale e transnazionale? In peggio o in meglio?

La morfologia di questo territorio è ben visibile e i più avvertono l'eccesso dei pesi e degli inquinanti vecchi e in calendario. Se il "sopra" è pieno, o verso saturazione, si è scoperto che basta nasconderci "dentro" gli eccessi. E l'ingombrante Tav-Tac la fa da padrone assoluto. Basterebbe un po' di applicazione per scoprire che costi e impatti sono maggiori, e diversamente maggiori, sotto anziché sopra, ma tant'è: basta che non si veda o che se ne parli il meno possibile.

Sembra che solo così si possano mettere d'accordo i sindaci del Comprensorio C5 sul progetto del cosiddetto " quadruplicamento " della ferrovia del Brennero, ieri in assemblea a Aldeno.

Anziché Treno ad alta velocità o capacità, si preferisce chiamarlo con altri diminutivi o vezzeggiativi. E ormai un luogo comune: si vedano le analogie con la pubblicità ingannevole sul " termovalorizzatore " anziché quella più realistica e pericolosa dell'inceneritore. I sindaci sembrano accontentarsi di un "sia fatto purché non sul mio" o che sia fatto sotto terra; come se  il sotto fosse di tutti ovvero di nessuno. Prefigurando per il futuro dei propri elettori qualche decennio di nuovo vitale caos con aggiunti inquinamenti. Ma ce n'è bisogno?

Aggiungiamo uno spunto di riflessione, stralciando un minimo calcolo sui costi ambientali dal dossier informativo, prodotto da cittadini trentini contrari all'Alta velocita Verona-Brennero-Monaco.

" ... La TAV S.p .A. ha dichiarato che nella nuova galleria appenninica sulla tratta tra Roma e Firenze per un km di ferrovia in galleria sono state necessarie 12.200 tonnellate di acciaio. Partendo da questo dato ufficiale, dobbiamo concludere che per il solo tunnel di base del Brennero (55 km) sarebbero necessarie circa 671.000 tonnellate di acciaio. Ciò vuol dire 1.254.000 tonnellate equivalenti di petrolio, cioè 3.724.000 tonnellate di C02 (anidride carbonica) emesse nell'atmosfera e circa 824.000 tonnellate di polveri. "

Se la matematica non è un'opinione, per la nuova mega pensata underground, 40 km da Cadino fino a Borghetto, dei signori del Tav-Tac e dell'assessore Grisenti servirebbero dunque 488.000 tonn di acciaio, 912.000 tonn equivalenti di petrolio, con 2.708.000 tonn di CO2 emesse in atmosfera e una produzione di circa 600.000 tonn di polveri.

Non si capisce quanto tutto ciò possa giovare ai cosiddetti benessere e sviluppo del Trentino, sia del presente come del futuro. Forse anche su questo capitolo della carenza di informazione si dovranno portare puntuali, critiche e valutazioni, altre. Tanto da far conoscere ai trentini ogni negatività sull'"affare del secolo".

Stupiscono alcuni passaggi e analogie della cronaca sull'assemblea di Aldeno: da un lato si afferma che "la linea  ad alta capacità è studiata principalmente per il rapido trasporto delle merci", dall'altro ci viene ricordato che" basta... commettere degli errori strutturali... quando furono dismesse le linee ferroviarie locali... Bisogna quindi valorizzare e potenziare ancor più quelle attuali."

Non è chiaro cosa c'entri il via vai di merci verso l'Europa, in cui l'Italia sembrerebbe costretta a diventare la "piattaforma logistica" e nulla più, con i pendolari che vorrebbero andare in treno in giro per il Trentino-Alto Adige.

Trento, 18 Marzo 2007

Paola Ianes, Claudio Avi, Emilio Manfrini

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