L'eredità del tunnel del Brennero

 

Resto allibita nel leggere con quanta sicumera, frutto del Convegno tenutosi il 30 marzo presso il Rainerum, la CGIL ha sdoganato il tunnel del Brennero affidandosi alle certezze scientifiche del relatore tecnico invitato. Prima di tutto vorrei fare alcune considerazioni sul metodo: per prima cosa perché al Rainerum? Possibile che in tutta Bolzano non sia trovata una sala pubblica disponibile? In ogni centro civico ve ne sono di ogni dimensione e prezzo e poi nella sede della CGIL non c'è forse la sala dei convegni (sic) Di Vittorio, tra l'altro con l'impianto per la traduzione simultanea, rinnovata, presumo, anche con il contributo degli iscritti?

E poi, il segretario Sola afferma che tutti i cittadini devono essere coinvolti, ma allora non si fa un convegno il venerdì mattina, giornata lavorativa, ma si promuove un dibattito dove tutti possono partecipare ed esprimere la propria posizione.

Entrando nel merito dei contenuti poi mi sembra ancora più grave il fatto che, a parte alcuni invitati contrari all'Eurotunnel, si sia scelto di affidare la valutazione tecnica del progetto al solo professor Raffaele Mauro senza che ci fosse contraddittorio. Ricordo che circa un mese fa il prof. Claudio Cancelli, ingegnere del Politecnico di Torino, in un'affollata e serale conferenza pubblica si era espresso altrettanto scientificamente in modo totalmente opposto.

E poi alla tv il segretario provinciale Sola dice testualmente che si deve dare fiducia all'(unico) tecnico poiché non abbiamo le competenze per valutare scientificamente il progetto. Ma crede ancora nell'autonomia e indipendenza della scienza? E crede anche in Babbo Natale e nella Befana? Sarebbe interessante organizzare un “centro di raccolta” a futura memoria dove si potrà verificare fra quarant'anni (quando sarà presumibilmente conclusa) se l'opera prospettata, oltre a favorire i grandi interessi economici, darà benefici ambientali e strutturali; una certezza fin d'ora c'è: che la pagheremo tutti questa opera faraonica con le nostre tasse e la lasceremo in eredità ai nostri figli.

 

Franca Caruso, Bolzano

Alto Adige – Corriere dell'Alto Adige, 3 aprile 2007

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