Südtirol: quando rifiuti fa rima con affari

Cronaca di una vittoria annunciata

 

È sempre interessante osservare i meccanismi dell'informazione di regime. Ieri, 3 aprile 2007, sono state aperte le buste per l'accreditamento dei partecipanti al bando di gara per la costruzione del nuovo inceneritore: un affare da 82 milioni di euro più IVA.

Sul sito internet della Provincia di Bolzano, nessuna notizia al riguardo. Ma una parola sul processo di combustione dei rifiuti, quella sì: da un tavolo di lavoro tenutosi il 2 e il 3 aprile, è emerso che l'attuale inceneritore emetterebbe una quantità di nanoparticelle paragonabili ad un'autovettura diesel.

Ora: sulle problematiche della salute si è già detto. Come si è già detto sull'obbiettività di determinati soggetti invitati a workshop finanziati presumibilmente con fondi pubblici. Ciò di cui non si parla mai abbastanza, e al riguardo i giornali hanno la loro parte non trascurabile di responsabilità, sono gli intrecci tra economia e politica: talmente stretti da rendere indistinguibili gli uni dagli altri. Nella provincia di Bolzano, il fenomeno è, per così dire, ancor più accentuato e diversi fattori concorrono a far sì che una sorta di impunità circondi e tuteli certi intrecci. Quindi non è certo una sorpresa se mancano sempre le informazioni basilari: come quelle relative alle tre associazioni temporanee di imprese che si sono candidate alla costruzione del nuovo inceneritore.

La capofila della prima è la Termomeccanica Ecologia S.p.A. di Milano: tra le imprese locali, la Zimmerhofer di Campo Tures, già nota per aver vinto l'appalto per la costruzione della nuova sede universitaria di via Sernesi a Bolzano e per il coinvolgimento nell'inchiesta Max Valier condotta dal pm Giancarlo Bramante.

La capofila della seconda è la Unieco di Reggio Emilia: un colosso da 600 milioni di euro di fatturato annuo e 1.100 dipendenti, operante nell'area ambientale anche attraverso l'acquisizione di società in tutt'Italia che siano già attive nella trasformazione dei rifiuti in energie alternative.

La terza è la perfetta espressione dell'imprenditoria sudtirolese. La capofila è la Atzwanger SpA di Bronzolo: associata alla Oberosler cav. Pietro SpA di San Lorenzo di Sebato, alla Cosbau SpA di Bolzano, alla Wipptaler Bau SpA di Colle Isarco, alla Stahlbau Pichler Srl di Bolzano, alla Hafner di Bolzano e alla Ladurner SpA di Lana.

La prima e l'ultima sono le imprese che hanno costruito assieme l'impianto di digestione anaerobica di Lana al quale i cittadini di Bolzano conferiscono l'umido. L'ultima è anche la società che tratta le emissioni gassose della discarica di Castelfirmiano, che ha condotto la campagna MyBio per la SEAB (società del comune di Bolzano) e che attraverso una quota pari a 500.000 euro partecipa alla finanziaria sudtirolese Euregio Finance la cui nascita è stata battezzata pubblicamente da Luis Durnwalder il 30 ottobre 2003.

Ecco: di solito le notizie sui fatti si danno contestualmente o dopo che i fatti sono accaduti. Chi vi scrive proverà a farlo prima. Il bando di gara per la costruzione del nuovo inceneritore verrà assegnato alla ATI comprendente la Atzwanger e la Ladurner. E non perché il sottoscritto sia un indovino, ma per altri motivi che sarebbe troppo lungo elencare qui. Comunque il prossimo appuntamento è per il 29 maggio 2007: alle ore 9.15 saranno aperte le buste concernenti le offerte economiche delle tre ATI in gara. Da oggi ad allora verrà effettuata la valutazione cosiddetta tecnica, il cui risultato concorrerà a determinare il punteggio complessivo che decreterà la vincitrice dell'appalto. Si accettano scommesse.

Luca Marcon

http://bolzanoeprovincia.splinder.com/, 4 aprile 2007

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