Fiavè, ancora una serata informativa con tanta gente

Biogas, i dubbi crescono. Si cala la carta referendum

 

FIAVÈ - Referendum sull'impianto centralizzato di biogas e ricerca di soluzioni alternative: queste le due tesi fondamentali proposte ancora una volta dal Comitato iniziative Giudicarie Esteriori nella serata informativa di venerdì al teatro parrocchiale di Fiavé, gremito da ben centocinquanta persone, tra cui molti allevatori della zona.

Per l'occasione il Cige aveva invitato Armando Giongo del Comitato territorio e salute di Campiello di Levico, località nota per l'impianto di compostaggio che ha sconvolto la vita dei residenti della frazione valsuganotta, e l'ingegnere ambientale Silvia Franceschi. Da entrambi sono emersi dei pareri negativi allo studio. Giongo, pur riconoscendo che il biogas non è paragonabile al compostaggio, ha fatto un appello al sindaco di Fiavé affinché si interpelli la gente del posto prima di costruire opere impattanti, per evitare errori come quello di Campiello; l'ingegner Franceschi ha invece esposto alcuni dati su come l'impianto non risolva il problema dell'azoto e solo in parte quello degli odori, auspicando quindi la ricerca di altre soluzioni magari meno redditizie ma che risolvano i problemi ambientali.

Da parte sua il presidente del Cige Giovanni Cisaro Martinoli, dopo aver ricordato che questa situazione deriva dalla scelta sbagliata riguardante gli allevamenti di tipo industriale, ha chiesto al sindaco Nicoletta Aloisi di promuovere un referendum a riguardo, ora che tutta la popolazione è informata. Idea subito criticata da Alessandro Carloni, presidente della Cogegas (la cooperativa di allevatori creata ad hoc), secondo il quale il referendum non va fatto su argomenti tecnici. Aloisi, invece, pur non rispondendo direttamente alla richiesta di referendum, ha invitato il Cige a proporre soluzioni alternative all'impianto di biogas.

Dopo numerosi interventi del pubblico che hanno protratto l'incontro sino a tarda ora, ennesimo segno della sensibilità della popolazione all'argomento, interessante l'intervento del consigliere provinciale dei Verdi Roberto Bombarda, il quale ha sottolineato come ogni impianto, sia esso centralizzato o meno, debba avere come obiettivo principale la risoluzione di problemi ambientali e solo secondariamente quello della produzione di energia e debba funzionare esclusivamente con prodotti del luogo. Bombarda ha poi auspicato che ci si affidi a più di una voce a riguardo (molte critiche, sia dal Cige che da Giongo, sono state rivolte all'operato dell'Istituto agrario di San Michele, realizzatore dello studio) e che, prima di agire, ci si interroghi se l'attuale modello di agricoltura vada bene per i prossimi decenni, evitando di costruire quella che, nel caso qualche azienda agricola chiudesse (dai numeri si evince che in valle il settore agricolo è in calo), rischierebbe di diventare una cattedrale nel deserto. Da notare come il Cige abbia sposato in toto la posizione del consigliere dei Verdi.

A. Z.

l'Adige, 1 aprile 2007

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