COMUNICATO STAMPA

Tarquinia, 14 aprile 2007

 

A Tarquinia è in corso un digiuno ad oltranza di un gruppo di cittadini contro la conversione a carbone della centrale Enel di Torre Valdaliga nord.

A Roma, a Trento, a Genova, a Napoli e tra poco a Forlì e Bolzano centinaia di cittadini si sono messi in fila in una catena del digiuno contro la costruzione/ampliamento di inceneritori/gassificatori di rifiuti.

 

 

Sabato 14 aprile 2007

queste istanze si incontrano

in un momento di aggregazione e reciproca solidarietà

dando vita ad una giornata comune di digiuno

che vedrà a fianco dei cittadini del comprensorio di Civitavecchia,

arrivati al 16° giorno di digiuno ad oltranza,

rappresentanti di Genova, Roma, Trento, Forlì e Napoli

provenienti da giorni, mesi e anni di digiuno a staffetta.

 

Il Movimento No Coke Alto Lazio che da 16 giorni ha iniziato lo sciopero della fame collettivo in opposizione alla conversione a carbone della centrale di Civitavecchia Torre Valdaliga Nord, si sta battendo per la tutela del territorio e per il ripristino della democrazia, preoccupato della diffusione di gravissime malattie tra i residenti già rilevate dai medici di base.

Nel comprensorio insistono tre gruppi a turbogas ed uno ad olio combustibile a sud di Civitavecchia, due a carbone a nord, otto a turbogas e quattro ad olio a Montalto di Castro.

 

Nel merito delle ricadute sulla salute pubblica aggiungiamo la sintesi in premessa dello studio di Fano, Forestiere, Papini, Tancioni, Di Napoli e Perucci su "Epidemiologia & prevenzione" - Anno 30 (4-5), Luglio-Ottobre 2006

"Obiettivi: l'area di Civitavecchia è interessata da diversi decenni da un quadro ambientale complesso per la presenza di insediamenti energetici e industriali. E' attualmente in opera la riconversione a carbone di una centrale termoelettrica. Obiettivo di questo studio è valutare lo stato di salute della popolazione residente, utilizzando gli archivi di mortalità e le schede di dimissione ospedaliera.

Disegno dello studio: sono stati calcolati i Rapporti Standardizzati di Mortalità (SMR, 1997-2001) e di ospedalizzazione (SHR, due periodi: 1997-2000 e 2001-2004) per causa e per genere con il metodo indiretto, con i relativi Intervalli di Confidenza al 95%, utilizzando la popolazione della regione Lazio come riferimento.

Risultati: si è osservato un aumento della mortalità e nei ricoveri per alcune patologie tumorali: in particolare si è rilevato un eccesso significativo di mortalità negli uomini per tumore polmonare (osservati 134, SMR = 120) e tumore della pleura (osservati 8, SMR = 516). Si è riscontrato un aumento per aumento di asma bronchiale nei bambini (periodo 1997-2000 maschi: osservati, 73, SMR = 177; femmine, osservati: 40, SMR = 157). Infine, i dati del Registro regionale dialisi evidenziano un aumento di incidenza di insufficienza renale cronica negli uomini nel periodo 2001-2004 (osservati 28, SMR = 156).

Conclusione: lo studio ha evidenziato degli eccessi di morbosità e di ricoveri ospedalieri nei residenti a Civitavecchia per diverse patologie tumorali. In vista dei cambiamenti ambientali previsti si raccomanda un accurato monitoraggio epidemiologico per le patologie risultate in eccesso (tumori del polmone e della pleura, disturbi respiratori nei bambini, malattie renali)."

 

A seguire:il comunicato comune, e i tre comunicati locali, di Roma, Trento e Genova, e quelli predisposti per la GIORNATA COMUNE DI DIGIUNO dalle diverse realtà presenti a fianco delle mobilitazione dei cittadini di No Coke di Civitavecchia e Tarquinia: Trento (e Bolzano), Roma-Malagrotta, Genova-Scarpino, Forlì e Napoli.

 

I cittadini di Trento, Roma, Genova, Napoli (e Forlì dall’8 maggio) che stanno digiunando contro la costruzione di impianti pericolosi per la salute e ambientalmente insostenibili ritengono che un diverso sistema di gestione dei rifiuti non solo è possibile, ma si impone come metodo per dare alle popolazioni l'effettiva possibilità di farsi soggetti e promotori di una rinnovata coscienza ambientale. Rinnovamento auspicabile in una moderna democrazia partecipata e legato alla conoscenza dell’importanza e della necessità della riduzione dei consumi, del riciclo e del riutilizzo di materia in quanto risorsa esauribile.

È dimostrato che il bilancio energetico complessivo è decisamente (decine di volte) a sfavore dell'incenerimento, che è una scelta politica di corto respiro e energivora che solo trasforma il rifiuto in residui pericolosi, ceneri e emissioni tossiche (centinaia di tipi), con uno scarso recupero energetico e con i maggiori costi e vincoli a carico della comunità. 

In questo contesto è semplicemente scandaloso e paradossale che amministrazioni provinciali e regionali che hanno cercato consensi in nome della partecipazione e della sostenibilità ambientale stiano permettendo la costruzione di un gassificatore a Malagrotta (vero cratere alla periferia della capitale con la megadiscarica, la raffineria, i depositi di gas e l’inceneritore di rifiuti ospedalieri), la progettazione e la costruzione di inceneritori a Trento, a Genova, a Napoli, a Forlì.

La legge finanziaria 2007, imponendo il 50% di raccolta differenziata al 2009 e il 60% al 2011 (da intendersi quali obiettivi gradualmente migliorabili verso un'effettiva e prioritaria centralità gestionale anteposta a quella dello smaltimento, come dimostrano i valori dell’80% di rd già raggiunti da diverse realtà italiane), ha tracciato la strada per una gestione dei rifiuti non fintamente sostenibile, che va percorsa nella consapevolezza di ridurre il duplice oltraggio cui viene sottoposto l’ambiente naturale: da una parte deve fornire le risorse per lo sviluppo e dall’altra è costretto a riceverne gli scarti.

Una politica di riduzione integrata dalla minimizzazione-riduzione della produzione di rifiuti anche tramite il riuso a monte della raccolta differenziata, seguita a valle dal trattamento meccanico biologico del residuo(minimalee gradualmente riducibile dopo il "porta a porta"), ed evitando la produzione di CDR, non ha confronti in termini di risparmio energetico, inquinamento, emissione di CO2 e occupazione di operatori.

 

Il digiuno è una civile forma di opposizione di chi sente il dovere di dimostrare la contrarietà

verso un'"opera" violenta qual è un impianto altamente inquinante

come un centrale termoelettrica a carbone o un inceneritore/gassificatore,

ritenuti la negazione di un responsabile e sostenibile approccio

alla questione energetica e/o dei rifiuti.

Chi digiuna si augura che il suo sentire possa trasmettere altro sentire

in chi ricopre incarichi di responsabilità pubblica nei confronti della collettività.

"Sentire" che significa passione, competenza e lungimiranza;

le caratteristiche che dovrebbero contraddistinguere chi fa azione politica.

 

 

ROMA

MARRAZZO E VELTRONI OSTAGGIO DEI RIFIUTI

Procedono a ritmo serrato i lavori per la realizzazione del GASSIFICATORE dei rifiuti a Malagrotta nel più totale silenzio istituzionale di Comune e Regione.

I cittadini, i comitati, le associazioni RIFIUTANO la monetizzazione della salute;

un cratere alla periferia di Roma con cave, inceneritore di rifiuti ospedalieri, raffineria, depositi di gas, megadiscarica non può ospitare altro!

Nessun investimento reale in PREVENZIONE, RIUSO, RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA, RICICLAGGIO E COMPOSTAGGIO, mentre l’Italia è ancora oggi l’unico Stato dell’Unione Europea che dà incentivi e sovvenzioni statali all’incenerimento dei rifiuti e il gassificatore di Malagrotta, non ancora funzionante, avrà i CIP6!

CHI GUADAGNA DA TUTTO QUESTO?

 

 

TRENTO

I NUMERI CONTRADDITTORI DELL’INCENERIMENTO

La Provincia Autonoma di Trento ha deciso, d'intesa con il Comune capoluogo, di costruire un inceneritore a Trento. Siamo la seconda provincia in Italia per quantità di raccolta differenziata ed è stato redatto un nuovo aggiornamento del Piano di smaltimento dei rifiuti che prevede la riduzione del rifiuto indifferenziato e l'aumento della Raccolta Differenziata verso obiettivi importanti, ancorché migliorabili.

PER GIUSTIFICARE LA COSTRUZIONE DELL’INCENERITORE È STATO POSTO L’“OBIETTIVO LIMITE”: 175 KG DI RIFIUTO INDIFFERENZIATO PER ABITANTE/ANNO E IL 65% DI RD, IN CONTRADDIZIONE CON LO SPIRITO DEL MIGLIORAMENTO.

Nimby trentino chiede che venga stralciato il progettato inceneritore per poter investire verso una reale riduzione della produzione dei rifiuti, il riciclo e il riutilizzo della materia “rifiuto” e per la tutela della salute dei cittadini e la salvaguardia del territorio. Se questo non è lo spirito e l’obiettivo con cui ci si muove, allora

A CHE PRO PORSI OBIETTIVI TANTO AMBIZIOSI?

 

 

GENOVA

27 E 31 LUGLIO 2006: DUE DATE DA RICORDARE

Comune prima e Provincia (ATO) poi, approvano il piano di fattibilità dell’INCENERITORE di Genova.

Un MEGA IMPIANTO, tipo Brescia, da costruirsi A SCARPINO nella discarica a cielo aperto più grande d’Europa DOVE VERRANNO ALLOCATE anche LE CENERI TOSSICHE prodotte. Sulle alture di Sestri, IN UN PONENTE MARTORIATO DA 50 anni di SERVITU’, A UNA MANCIATA DI KM DAI BACINI IDRICI DELLA CITTA’ E BARICENTRICO RISPETTO ALL’INTERO ARCO LIGURE.

In una Genova dove l’inquinamento ha spesso superato i limiti consentiti.

IlCorriere Sestrese, da oltre 100 anni voce della comunità locale, considerata la pericolosità delle emissioni e il grave inquinamento che l’impianto spargerà per un raggio di oltre 30 Km, si oppone alla combustione dei rifiuti e chiede alle amministrazioni che vengano ridiscusse le programmazioni territoriali, cancellato il progetto inceneritore e siano adottate politiche concrete di riduzione della produzione dei rifiuti, di riciclo e di riutilizzo nel rispetto del territorio, dell’ambiente e della salute dei cittadini. Digiunare tutti insieme sarà il modo di codificare la presa di coscienza dei genovesi su un problema così grave per la comunità. Una presa di coscienza che faccia propria la domanda:

PERCHE’ NON RISPETTARE LA NOSTRA CITTA’?

 

 

 

Il comunicato di No Coke Alto Lazio

 

Il comunicato di Nimby trentino e Ambiente e Salute - Bolzano

 

Il comunicato della Rete Regionale Rifiuti del Lazio

 

Il comunicato de Il Corriere Sestrese

 

Il comunicato del Tavolo delle Associazioni - Forlì

 

Il comunicato del Comitato Allarme Rifiuti Tossici - Napoli

 

 

 

 

 

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