«Il golf piace ad albergatori e immobiliaristi»

Comitato per il no scettico sul recupero dell'ex Colonia

 

DAIANO - «Una grossa balla per accattivarsi la simpatia degli ingenui che abitano in paese e indurli a considerare favorevolmente la realizzazione del campo da golf in vista del referendum, coprendo la speculazione strisciante».

È tranciante il giudizio di Luigi Ferracini, segretario del Comitato "Golf, no grazie" di Daiano, sull'ipotesi illustrata dal sindaco Roberto Vanzo su l'Adige di mercoledì, di un recupero dell'ex Colonia Pavese come albergo di prestigio, a cura di privati che in compenso godrebbero poi degli introiti derivanti dall'attività alberghiera.

«Oltre che grossa è pure una balla "stagionata" - rincara la dose Ferracini -. Se ne era sentito parlare già nel lontano 1994, quando per supportare i primi discorsi sul golf si fece riferimento al recupero della ex Colonia. Ora sarei proprio curioso di sapere quali sarebbero questi privati interessati ad un'operazione del genere, che ha costi certi altissimi e ritorni molto incerti».

Ma perché il sindaco Vanzo ne ha parlato? «Forse perché, eletto un anno e mezzo fa come persona contraria al campo da golf a Daiano (un po' per convinzione personale, un po' per assecondare il pensiero più diffuso fra i residenti), nell'estate 2006 ha cambiato parere e ne è diventato sostenitore», ipotizza Ferracini.

A favorire il cambio di prospettiva, secondo il segretario del Comitato, hanno contribuito le pressioni di albergatori e immobiliaristi. «Più dei secondi che dei primi - puntualizza -. Se è dimostrato infatti che le ricadute positive di un campo da golf sugli hotel della zona in cui viene realizzato, si notano a medio-lungo termine (diciamo una decina d'anni), per quanti hanno appartamenti o casette in vendita il vantaggio è immediato. Ma c'è di più: a volte basta la semplice notizia che il campo venga costruito per giustificare aumenti di valore del 10-15%».

Secondo Ferracini le manovre speculative legate al campo da golf sarebbero in atto dal 2003, con una regia politica ben precisa e di alto grado a livello provinciale. «Albergatori e immobiliaristi trovano su questo piano i loro veri ed autorevoli interlocutori. L'uscita sul giornale dell'altro giorno, del sindaco Vanzo è ad uso e consumo della gente di paese». Insomma, un po' di fumo negli occhi, par di capire, mentre le proposte e le decisioni serie vengono discusse e prese da altri ed in altre sedi.

«C'è però un elemento con cui tutti questi soggetti devono fare i conti prima di poter muovere ufficialmente un solo passo - sottolinea Ferracini -. Esso si chiama referendum. Il Comitato di cui sono segretario ha raccolto le firme necessarie per indirlo ed ora tutti devono aspettarne l'esito».

Il primo ad essere consapevole che prima va sentito il parere della gente di Daiano, è il sindaco. «Questo lo ha dichiarato all'inizio dell'articolo dell'altro giorno e gliene diamo atto. Anche se - aggiunge con un pizzico di pepe - va detto che non poteva fare altrimenti».

La data per la consultazione popolare potrebbe essere quella del 7 ottobre prossimo: «È quello che ci ha detto in via ufficiosa il sindaco Vanzo, ma una decisione certa non è stata ancora presa».

Ma quali saranno i punti su cui il Comitato contrario al campo da golf farà leva per convincere gli abitanti di Daiano a votare "no"?

«Cercheremo di far capire in primo luogo che un campo di diciotto buche richiede l'utilizzo di 250 metri cubi d'acqua al giorno (che è il fabbisogno d'acqua di tutto il paese); che la spesa per realizzarlo sarà onerosa sia dal punto di vista economico (si parla di un costo di 5 milioni di euro) che ambientale (sarà sacrificata una fascia di bosco splendida per le passeggiate senza parlare dell'utilizzo dei funghicidi per la cura dei green) ed infine che dal punto di vista occupazionale consentirà l'assunzione di due sole persone a tempo pieno e di sette avventizi».

Pietro Gottardi

l'Adige, 15 aprile 2007

 

 

Ex «Colonia Pavese» hotel sul golf

Daiano, progetti di sviluppo soltanto dopo il referendum

 

DAIANO - La variante al Prg approvata giovedì scorso dalla giunta provinciale permette di progettare il campo da golf a 18 buche in località Ganzaie. Ma il Comune, cautamente, frena e incrocia le dita.

«Abbiamo promesso alla popolazione che l'avremmo ascoltata - spiega il sindaco Roberto Vanzo - e lo faremo. Il referendum promosso dal "Comitato del no" dovrebbe svolgersi all'inizio di ottobre: meglio attendere quella votazione, prima di progettare lo sviluppo dell'area».

Ma Vanzo lascia intendere che sotto la coltre di larici e prati di Ganzaie ribolle già l'iniziativa privata: «C'è un progetto di larga massima redatto da un tecnico, si sono mossi gli albergatori della zona e l'operazione ci preme perché consentirebbe anche di programmare il recupero dell'ex Colonia Pavese come albergo di prestigio, impostato sul benessere».

L'idea, anticipata dal sindaco, è quella di affittare o dare in comodato l'immobile (girato dalla Provincia al Comune nel 1987) per un periodo molto lungo a privati, che si dovrebbero accollare l'onere della sua trasformazione godendo poi degli introiti derivanti dall'attività alberghiera, legata alla pratica dello sci e del golf.

È un'idea ancora abbozzata, ma importante perché costruisce un contesto per il percorso golfistico, che così non sarebbe «una cattedrale nel deserto».

L'altro punto di favore sottolineato da Vanzo è il fatto che l'area tra Daiano e Carano è in gran parte di proprietà dei due Comuni, mentre il progetto alternativo ipotizzato a Predazzo e Ziano (in posizione baricentrica rispetto alle due valli di Fiemme e Fassa) avrebbe bisogno di lunghe e costose pratiche di acquisizione.

Fin qui, i punti a favore dell'allestimento del golf a Ganzaie. Ma la delibera approvata giovedì dalla giunta provinciale contiene anche rilievi critici non di poco conto. Il primo, mosso dal Servizio aziende agricole della Provincia, mette in evidenza «l'assenza di documentazione volta a dimostrare l'importanza dell'iniziativa per il contesto economico locale». Un rilievo, se si vuole, simile a quello mosso anche dal Servizio turismo che prende sì atto della destinazione, ma ritiene opportuno che «la scelta per un impianto a 18 buche sia avvalorata da una programmazione come minimo di valle», soprattutto perché si tratta di un progetto che richiede «investimenti pubblici d'interesse non meramente comunale».

Il parere richiama alla mente lo studio consegnato da Giuliano Gabrielli, della Federazione italiana golf del Trentino, a Comuni e Comprensorio, in cui si sostiene che un campo a 18 buche collocato a Predazzo-Ziano potrebbe registrare 10-11 mila accessi per stagione, numero destinato a diminuire del 30% spostando il percorso in zona meno centrale, come Daiano.

Critico infine il Servizio foreste, non per quanto riguarda gli aspetti urbanistici ed economici, bensì strettamente ambientali. Per il Servizio, la compresenza di campo da golf e bosco sostenuta nella variante al Prg in realtà non è possibile: i sette ettari di larici che sarebbero interessati dalla realizzazione del campo non sono solo «piante», ma «uno degli elementi maggiormente caratterizzanti il bosco della Bassa Val di Fiemme e, più in generale, un elemento paesaggistico ambientale distintivo». Insomma, se si progetterà un campo, a questo elemento bisognerà prestare un'attenzione non solo formale.

G. Car.

l'Adige, 11 aprile 2007

 

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci