La replica

«Ecco perché riteniamo giusto fare il polo latte»

 

Le affermazioni riportate nell'intervento di Roberto Cappelletti sull'Adige dell'11 aprile in merito alla costituzione di un polo unico del latte in Trentino, meritano una replica e qualche ulteriore considerazione.

Esse, a nostro avviso, sono sbagliate, distorte e non rappresentano assolutamente la realtà delle cose in Trentino, dove invece ci sono regole, procedure e rispetto di standard produttivi altamente garantisti dei valori della nostra tradizione e legame al territorio. La scelta di fare un polo unico del latte alimentare significa contenere i costi e concentrare le attività industriali senza disperdere in sprechi energetici le attività produttive già in essere.

Presentare in Trentino un progetto che permetta di utilizzare un solo sito produttivo, un solo contenitore che ci rappresenta tutti, un unico soggetto commerciale, significa fare una scelta di risparmio economico e ambientale. Si pensi solo al numero minore di automezzi che utilizzeremo per consegnare le merci, senza più sovrapposizioni ed inutile inquinamento. Il risparmio generato sarà ristornato per intero ai nostri soci conferitori, senza dimenticare che tutto ciò permette di rendere fattibili e sostenibili gli investimenti necessari per aumentare le garanzie sul prodotto.

Vogliamo anche ricordare che l'adesione al caseificio sociale è una libera scelta degli allevatori. Essa richiede però la condivisione piena di un progetto di mutualità cooperativa, che guarda allo sviluppo di lungo periodo e al raggiungimento di un benessere comune.

Il conferimento totale della produzione agricola, che vale per il latte come per qualsiasi prodotto agricolo, ha rappresentato un fattore chiave del successo della filiera agricola cooperativa in Trentino. Altrimenti, ognuno può scegliere di organizzare autonomamente la propria attività, e distribuire le proprie produzioni secondo la propria logica aziendale. Ma fuori dalla cooperazione.

È importante affermare con grande forza che l'attività di produzione del latte può garantire un livello di reddito solo se fatta con numeri minimi in grado di generare delle remunerazioni dignitose e rispettose dei rapporti con il numero di animali e di territorio lavorato e con volumi molte volte più piccoli rispetto a quelli esistenti in altre regioni a noi vicine.

Il modello rappresentato e idealizzato nell'intervento è anacronistico e irrealizzabile ai tempi nostri, anche se comprendiamo il richiamo alla passione, ai valori legati alla alimentazione, al territorio e alla qualità che rappresentano il nostro credo quotidiano.

Ci rendiamo conto che non è facile garantire reddito alla produzione agricola, in particolare quella zootecnica. Ci impegniamo ogni giorno a produrre con qualità e attenzione ai costi. Siamo convinti che l'accordo che abbiamo appena sottoscritto costituisca un passaggio fondamentale per restituire al settore competitività e fiducia nel futuro. Il resto è filosofia.

Cooperative Latte Trento e Caseificio Pinzolo Fiavé Rovereto

 

l'Adige, 14 aprile 2007

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