I contrari all'opera

Ecologisti: « Tonino, da Mani pulite a mani in pasta »

Azioni di protesta a Bolzano e Vipiteno. Lobis: la Svp non spenga il cervello

 

BOLZANO - Gli ambientalisti stanno preparando una contestazione, anche se questa volta di proporzioni limitate, nei confronti del ministro delle infrastruttura Antonio Di Pietro. Per due ore, domani pomeriggio nella centralissima piazza del Grano, i rappresentanti del comitato «no Tav» distribuiranno volantini ed altro materiale contro il tunnel. Lo slogan è anche abbastanza indicativo: «Da Mani pulite a mani in pasta». Nella loro protesta gli ambientalisti ribadiscono la protesta che da tutte le parti monta contro la grande opera. Quello che appare preoccupante è che ai contestatori di casa si stanno aggiungendo anche i gruppi «notav» della Val di Susa gli stessi che stanno organizzando la manifestazione del 12 maggio a Bressanone.

I Verdi, invece, seguono attentamente l'evoluzione non solo dei lavori e della progettazione del tunnel di base del Brennero, ma anche le polemiche e le contestazioni che si accendono a margine. Il grido di allarme lanciato, in occasione della presentazione del bilancio della Fercam, da Thomas Baumgartner sul rischio che il tunnel, da solo, alla fine potrebbe non essere sufficiente a risolvere il problema del traffico pesante sull'autostrada, trova pienamente d'accordo Markus Lobis.

Il portavoce dell'europarlamentare verde Sepp Kustatscher, infatti, è dell'avviso che di pari passo con l'avanzamento dei lavori del tunnel deve procedere anche il potenziamento della rete ferroviaria. «Non è un mistero - rileva Lobis - che oggi il traffico su ruote costi di meno del trasporto in ferrovia. Lo andiamo ripetendo da tempo. E questo è un errore tremendo perché dovrebbe essere il contrario. Al momento esistono troppi interessi che sono legati alla strada».

Ovviamente e gli ambientalisti lo ammettono è un nodo che non può essere sciolto dalla BBT, ma piuttosto dalla politica.

«È una scelta da fare ad altri livelli. È la politica che deve dare una risposta a questo perché la decisione compete al management delle ferrovie che deve mettere il proprio personale nelle condizioni migliori per operare».

Lo sviluppo della rete ferroviaria dovrebbe prendere in considerazione anche il potenziamento della rete locale e l'integrazione con la metropolitana di superficie. «La percentuale maggiore del traffico ferroviario - rileva Lobis - si svolge su tratte che non superano gli 80 chilometri . L'esempio da seguire è quello svizzero dove questa integrazione funziona alla perfezione».

Il cambiamento di rotta, però, non deve limitarsi solamente alle ferrovie ma deve avvenire anche sul fronte dei costi. Markus Lobis, infatti, non risparmia critiche alla grande distribuzione che al momento è riuscita a trasferire il 70 per cento dei costi di trasporto sulle spalle dei contribuenti, mentre l'incidenza finale che va a pesare nelle tasche del consumatore incide solamente per l'uno per cento del prezzo totale».

Il vero segnale forte, secondo Lobis, dovrebbe arrivare dalla comunità europea, come è stato chiesto nella riunione svoltasi in Austria, che dovrebbe assicurare la totale sparizione del traffico pesante dall'arteria autostradale non appena il tunnel del Brennero entrerà in funzione.

I verdi, tuttavia, domani non presenzieranno all'incontro con il ministro alle infrastrutture Antonio Di Pietro. «Non siamo stati invitati - ammette Lobis -, ma a Vipiteno ci saremo, almeno per guardare in viso i maggiorenti della Svp per ricordare loro di non spegnere il cervello quando saranno in riunione».

E. B.

Corriere dell'Alto Adige , 22 aprile 2007

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