In ballo una poltrona da 2 miliardi di euro

Il “tesoretto” per l'Eurotunnel, utili record: ecco perché la società è decisiva

 

TRENTO. Una poltrona da due miliardi di euro. Chi siederà alla presidenza d'Autobrennero avrà nei fatti le chiavi della “cassaforte” della Regione. Domani l'assembla dei soci sceglierà tra l'altoatesino Willeit ed il trentino Grisenti, con quest'ultimo favorito. Uno scontro politico ed economico che vale i due miliardi di euro (330 milioni quelli già accantonati) per l'Eurotunnel, ma anche un utile netto 2006 di 38.4 milioni di euro ed un appannaggio al presidente di A22 da 400 mila euro annui.

Venti di guerra. Da Bolzano arrivano segnali di grande nervosismo alla notizia che Grisenti e Dellai avrebbero ottenuto (seppur di poco, con il 50.7), la maggioranza degli azionisti. Durnwalder (vedi in basso) parla di metodi da vecchia Dc e minaccia il peggioramento dei rapporti con Dellai. In Provincia, a Trento, ci si limita a notare che proprio Durni, all'indomani del voto a lui favorevole in giunta regionale aveva invece escluso questa eventualità. Si rifiuta anche ogni ipotesi di mercanteggiamento e si parla invece di “dialogo tra soci”, negando come “ridicolo” ogni collegamento tra una possibile presidenza Grisenti e il collegamento della Valdastico.

La cassaforte di via Berlino. L'Autobrennero ha già accantonato 330 dei 550 milioni che metterà a disposizione dello stato nel 2014 a scadenza della concessione. Nel piano economico è previsto, oltre ai 550 milioni di euro accantonati, un ulteriore finanziamento di 1 miliardo e mezzo pro-ferrovia. In questo modo la galleria base del Brennero è finanziata. Via libera anche alla progettazione delle tratte d'accesso all'Eurotunnel: costi stimati in 7 miliardi di euro - passanti di Bolzano, Trento e quadrante di Verona, oltre a Bassa Atesina e Ponte Gardena-Fortezza - e finanziamenti certi fino al 2011. I lavori per la galleria di base dovrebbero iniziare nel 2010 e concludersi dieci anni dopo. L'intera opera, ovvero il quadruplicamento della linea ferroviaria del Brennero potrebbe essere terminata nel 2030.

La concessione. I soci di A22 volevano ottenere ancora di più anticipando la gara europea dal 2014 al 2007 con aumenti sostanziosi dei fondi pro ferrovia. Ma il “baratto”, lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Di Pietro giusto lunedì, non è pensabile in ambito europeo.

Il conto economico. Migliorati nel 2006 i ricavi volati a quota 268,6 milioni; il margine operativo lordo (mol) è di 101,1; un utile netto di 38,4 milioni che verrà proposto ai soci di ripartire in 15,3 milioni per un dividendo pari a 10 euro ad azione e 23 milioni in riserva straordinaria. Per altro è arrivata dallo scaligero Bertelli una richiesta che ha fatto letteralmente infuriare Willeit: l'aumento del dividendo da 10 a 15 euro per azione, ovvero del 50%.

Il traffico. Inversione di tendenza rispetto al 2005 con un incremento del traffico leggero del 3,46% e di quello pesante del 3,21%. In termini assoluti i veicoli effettivi transitati sono stati oltre 69 milioni (oltre 40mila veicoli medi giornalieri che hanno percorso l'arteria).

Il personale. In organico ci sono 924 dipendenti fra i quali 6 dirigenti, 32 quadri, 199 impiegati, 356 esattori e 221 operai. Il relativo costo è di 35,6 milioni per salari e stipendi e 12,2 milioni per oneri sociali.

Aree di servizio. Le 22 aree con lo scorso mese di febbraio sono stati in gran parte riassegnate con gara pubblica ed è in via di approvazione il piano generale per la loro ristrutturazione con adeguamento agli standard europei. La gestione delle 24 aree di servizio lungo i 314 chilometri delle corsie dell'A22 garantisce un giro d'affari è di tutto rispetto: 242,8 milioni di euro, per metà fatturati fra Trento e Bolzano.

Gli incidenti. Sulle corsie nel 2006 sono calati a 1.281 (1.484 nel 2005) con un -13,7%; naturalmente i risultati sono ancora più sensibili nella tratta con il vigente divieto di sorpasso fra tir compresa fra Brennero e Ala.

Le criticità. Nel rinnovo delle cariche nella controllata «Str spa» (la società che promuove il trasporto ferroviario intermodale e controlla anche «Rtc spa») il consigliere trentino Celso Pasini ha contestato la scelta di delegare nientemeno che il presidente altoatesino Luis Durnwalder a rappresentare l'A22 nella delicata trattativa per il rinnovo di quel cda: «Impensabile e scorretto che non se ne sapesse nulla». Uno dei tanti segnali.

Gianpaolo Tessari

 

 

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BOLZANO. Lo sprint in vista del traguardo dell'assemblea degli azionisti di Autobrennero di domani si va facendo decisamente “caldo” dopo che la componente trentina, uscita sconfitta dal confronto in giunta regionale dove il sostegno è andato al presidente uscente Ferdinand Willeit - e la Regione come noto è l'azionista di riferimento della società con il 32,28% del capitale - sta sviluppando una serie di contatti e trattative soprattutto con i soci del sud: veronesi, mantovani, reggiani e modenesi.

E si tratta di azioni che hanno fatto letteralmente infuriare il presidente altoatesino Luis Durnwalder soprattutto dopo l'annuncio del sindaco di Mantova Fiorenza Bruioni di dare l'appoggio, con il suo 2,11%, al trentino Silvano Grisenti.

Presidente, a poche ore dall'assemblea degli azionisti abbiamo un quadro ancora molto incerto.

«Purtroppo è così perché qualcuno sta lavorando per far saltare quelle regole non scritte che vorrebbero un sostanziale allineamento alla scelta compiuta dall'azionista di riferimento. E quella scelta dice che il futuro presidente dell'A22 dovrà essere Ferdinand Willeit. Il problema è che tutto questo lavorio sotto traccia va al di là della correttezza».

Sta dicendo che i trentini stanno percorrendo una via parallela per arrivare ad insediare alla guida di A22 il “loro” Silvano Grisenti, incuranti della scelta dell'azionista di riferimento e delle relazioni regionali con voi?

«Esatto. In questo momento siamo costretti a prendere solo atto che non solo si stanno mettendo in campo contatti e trattative che in qualche modo potrebbero far parte del gioco, essere giudicate normali, ma si va ben oltre visto che stanno mettendo sul piatto anche scelte che non sono affatto nella loro disponibilità».

A cosa si riferisce in particolare?

«Mi risulta che stiano promettendo poltrone in società collegate con l'Autobrennero per arriva persino all'offerta di raddoppiare i dividendi della società da 10 a 20 euro ad azione. È una politica che mi risulta del tutto incomprensibile e costituisce una grave scorrettezza. E sì che certi copioni li abbiamo già visti e sinceramente non mi sarei mai aspettato di rivederli e soprattutto di doverci fare nuovamente i conti».

È il copione che nel 1993 ha portato l'A22 forse al momento della sua più profonda crisi cui si riferisce?

«I trentini stanno mettendo in campo scelte strategie e metodi che a suo tempo hanno caratterizzato la vecchia Democrazia cristiana e tutti sappiamo con quali risultati anche in particolare con riferimento al capitolo nero dell'A22, dal quale la società è riuscita a risollevarsi solo grazie all'arrivo proprio di Willeit».

I trentini si stanno muovendo e tessendo una fitta rete di relazioni e di contatti, ma non vorrà farci credere che lei non fa nemmeno una telefonata.

«Le assicuro che non sto facendo proprio nulla anche perché tutti gli azionisti dell'A22 sanno perfettamente come si è comportato Willeit in questi anni e quali risultati il suo rigore ha consentito di raggiungere. Noi non siamo abituati a “vendere” promesse o fumo, ma a farci forti solo di fatti concreti; e credo che quelli siano sotto gli occhi di tutti».

In attesa dei risultati dell'assemblea di domani, cosa succederà presidente se dovesse vincere Grisenti e quindi Willeit uscire sconfitto nonostante l'appoggio dell'azionista di riferimento?

«Domani in assemblea vigono le norme della democrazia e quindi staremo a vedere come va il voto. Certo se Willeit dovesse essere battuto non sarebbe un bel segnale rispetto alla necessaria buona collaborazione fra Bolzano e Trento. Anzi, sarebbe un pessimo segnale, una inutile e dannosa prova di forza destinata a lasciare evidentemente il segno».

Orfeo Donatini

 

Trentino e Alto Adige, 26 aprile 2007

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