Nota dell'Associazione Cittadini per il riciclaggio di Brescia
e di Nimby trentino

 

Su http://www.asm.brescia.it/servizi/nettezza/progetto50/home.htm e per quanto non deve accadere a Brescia sembra che le mete siano altre.

Sostenere che i miglioramenti sono possibili “aumentando il numero dei cassonetti per la raccolta di carta, vetro, lattine e organico… Incentivando i momenti di contatto per migliorare la comprensione di questo obiettivo e della raccolta differenziata in generale…”, appare tanto fumosa propaganda quanto sola necessità di mantenere elevata la quantità di rifiuti da conferire all'inceneritore.

Fosse vero il contrario a Brescia e provincia sarebbe già diffuso metodo il “porta a porta”, anche in quelle realtà “dove le operazioni di raccolta sono effettivamente più difficili”, magari prima del 2016.

 

I dati dell'Osservatorio provinciale per il 2005.

Brescia in grave ritardo: solo sette centri sfiorano il 50%.

Le tentazioni dell'inceneritore

«Differenziata» a passo di lumaca

 

BRESCIA. Per il quarto anno consecutivo la raccolta differenziata a Brescia e provincia procede a passo di lumaca, passando dal 32,17 percento del 2004 al 33,22 percento del 2005. Non si è ancora raggiunta quota 35% che il decreto Ronchi imponeva di raggiungere entro il 2003. E nel frattempo cresce ancora la quantità di rifiuti prodotti: 12mila tonnellate in più (10 chili ogni bresciano). Sono i principali dati che emergono dall'osservatorio provinciale rifiuti, presentati ieri dal presidente della Provincia Alberto Cavalli e dall'assessore all'Ambiente Enrico Mattinzoli.

«DIFFERENZIATA» IN STALLO. L'inceneritore Asm brucia il 95 percento dei rifiuti solidi urbani raccolti in provincia (380mila t), evita l'apertura di nuove discariche ma anche il decollo della differenziata. In tutta la provincia sono ancora troppo pochi i comuni che hanno adottato la raccolta «porta a porta», una adeguata differenziazione dell'organico; nessuna amministrazione ha adottato microchip che premino i cittadini più ricicloni, pesando al ritiro dell'immondizia solamente il quantitativo di indifferenziato. Eppure Brescia avrebbe il know-how necessario per poterlo fare. Sia da esempio la vicina provincia di Bergamo, che è arrivata al 51% di differenziata. Provincia molto simile alla nostra per numero di comuni e vastità. Invece nel Bresciano sono solamente 7 i comuni che hanno superato il 45% di differenziata (Adro, Urago d'Oglio, Collebeato, Capriolo, San Zeno, San Paolo, Cologne). Nel contempo ci sono una ventina di comuni (tutti concentrati nelle valli, dove le operazioni di raccolta sono effettivamente più difficili) fermi ad una percentuale di differenziata inferiore al 15%, al pari di certi comuni del Sud Italia. Certamente ha ragione il presidente Cavalli quando sottolinea che «rispetto al 1994 la percentuale di raccolta differenziata è 5 volte superiore», ma il fatto che cresca costantemente la produzione di rifiuti «non è soddisfacente, perchè crea maggiori criticità, maggiori costi».

IL «CASO» BRESCIA. Sintomatico, per l'assessore Mattinzoli, il fatto che il capoluogo, con i suoi 200mila abitanti, abbia raggiunto una percentuale di differenziata di poco superiore al 33%. «Ricordo che i dati riportati sono elaborati rispettando quelli inviatici dai Comuni e secondo un metodo applicato in tutta Italia - aggiunge l'assessore -. Lo dico per evitare polemiche del giorno dopo con il Comune di Brescia, che sostiene di aver raggiunto il 42% di differenziata tenendo conto dei rottami ferrosi stoccati nel termovalorizzatore e della carta raccolta presso gli istituti bancari da altri soggetti oltre ad Asm. Un pretesto chiaramente contestabile: non si calcolano infatti il 30% di ceneri prodotte dal termovalorizzatore». Il dato inquietante riguardante la città è invece un altro: la diminuzione del 100% dei quantitativi di plastica raccolta negli ultimi 5 anni (che quindi viene bruciata) mentre in provincia è cresciuta del 75%. «Per questo chiederemo ad Asm di potenziare il numero di cassonetti per la raccolta della plastica».

STRATEGIE DELLA PROVINCIA. La Provincia di Brescia si sta impegnando da anni per tentare di aumentare la percentuale di differenziata: ha finanziato con 1milione e 150 mila euro il potenziamento delle isole ecologiche - ricorda Mattinzoli -. Applica sconti sui rifiuti conferiti all'inceneritore Asm ai comuni più ricicloni». Ma non basta. L'obiettivo cardine del futuro piano provinciale rifiuti (di prossima approvazione) è il raggiungimento del 65% di differenziata entro il 2016. «Per questo dovremo innanzitutto potenziare in modo massiccio il rifiuto organico, che deve essere di qualità, per poter essere riutilizzato come concime sui terreni agricoli».

Pietro Gorlani

Bresciaoggi, 27 aprile 2007

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