Boato dica no all'inceneritore

 

Nella sua lettera sull'Adige Marco Boato conclude rimarcando che i Verdi sono “l'unica forza politica che ha sempre posto la «questione ambientale» al centro del proprio impegno politico”. Stavolta l'ha scritto per “difendere” Roberto Bombarda (e i Verdi) dalle critiche della signora Serafini sul progettando ampliamento della discarica della Maza, dopo la sua esternazione sullo “schifo” dell'assoluzione dei responsabili della cancellazione del Bus del Giaz.

Nella sua replica, Boato non può non ripercorrere l'iter amministrativo-politico della questione rifiuti, ma tralascia troppi passaggi e riferimenti a quella cruciale, e certamente scomoda, del cosiddetto termovalorizzatore. L'indipendente (nei Verdi) Bombarda, invece, non può dimenticare ed è tra i rari politici trentini della maggioranza provinciale che ha avuto il coraggio e l'onestà di esporre pubblicamente la sue critiche all'inutilità e pericolosità dell'inceneritore di Ischia Podetti. Altrettanto è avvenuto per Fabrizio Miori, assessore all'ambiente ad Arco, che è probabilmente altrettanto critico sia su una politica sui rifiuti ancora carente e incentrata sullo smaltimento, sia sui suoi evitabili esiti che non devono prevedere il mantenimento di enormi quantità di “avanzi” da smaltire in discarica o in inceneritore.

I veterani dei Verdi trentini, invece, non si sono ancora espressi in modo chiaro e… continuativo. È probabile che assisteremo a qualche mezza ammissione sull'”evitabile” camino di Ischia Podetti in prossimità della scadenza elettorale, come puntualmente avvenne durante l'ultima (da l'Adige del 10 aprile 2005: Svolta dei Verdi sull'inceneritore, Boato e Berasi: «Condizioni cambiate, l'impianto non è più scontato»). Da quel maggio seguente, fatta la conta dei voti e assicuratosi un “posto” in comune, il silenzio.

Non ci risultano i “convegni e dibattiti informativi”, negli ultimi 5 anni, ricordati nella replica; fosse vero il contrario si dovrebbe darne l'elenco. Segnalare e denunciare gli scempi al territorio può talvolta convenire: raramente conviene informare pubblicamente, per opporvisi con fermezza e altro senso di responsabilità.

Boato è solito intrattenerci con qualche uscita apparentemente critica e in controtendenza; come quelle sulla “magnadora” o sulle sue preferenze a Willeit, anziché al convinto sostenitore della Valdastico, Grisenti. Continua però a tacere sulla convergenza di entrambi sul tunnel del Brennero e sul Tav. Sui quali, così come sull'inceneritore, Roberto Bombarda e pochissimi altri della “base” (talvolta zittiti) si sono finora espressi in maniera limpida, seppur poco continuativa.

Il lettore avrà ben capito che il ruolo dei Verdi trentini (o altoatesini) è quello deciso dai loro veterani, che preferiscono impegnarsi di striscio sulla “questione ambientale”, essendo ben più remunerative le diplomazie dei rapporti all'interno della (delle) coalizioni di maggioranza. Capita allora che, per non arrischiare il calo dei consensi, scendano in campo a difesa di Bombarda; tra i pochi verdi (tuttora indipendente) che ha (o avrebbe) qualcosa da dire, da proporre e da fare per una reale difesa dell'ambiente trentino.

A un anno e mezzo dalle elezioni, gli auguriamo di saper scegliere per il meglio: la salvaguardia dei “beni comuni” della salute e del territorio. Forse solo così potrà venire un utile contributo anche al senso autentico di tante rinunce e troppi compromessi del cosiddetto ambientalismo verde. Posto che la “questione ambientale” può stare al centro di altro tipo di impegno politico.

Adriano Rizzoli, Nimby trentino

l'Adige, 30 aprile 2007

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