Nota di Nimby trentino

 

Prevenire è meglio che costringere alla retorica delle “compensazioni” o (far finta di) curare a disastro compiuto.

Poco illuminanti le dichiarazioni del presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, e del nuovo Presidente di A22, Silvano Grisenti.

Dai Corrieri dell'Alto Adige e del Trentino del 3 maggio 2007:

Durnwalder, in occasione della visita in Alto Adige del primo ministro della Baviera, Edmund Stoiber, insieme a una folta delegazione del suo partito: «Noi e i bavaresi siamo fatti della stessa pasta, crediamo nei valori cristiani e a livello europeo difendiamo gli interessi delle regioni di montagna».

Grisenti: «La lungimiranza e il coraggio dimostrato dai nostri "vecchi" su A22 devono essere da noi imitati, per lasciare ai nostri nipoti un'eredità positiva».

 

TAV in Toscana: fino a più di un miliardo di euro di danni

Comunicato stampa - Firenze, 2 maggio 2007

 

TAV in Toscana, fino a più di un miliardo di euro di danni secondo i periti della Procura: Idra prende carta e penna e scrive una lettera alle popolazioni della Val Susa e della Val Sangone.

Combattere le “grandi opere” che depredano l'erario e l'ambiente non è solo un diritto democratico: è un dovere civile.

Dopo la diffusione dei dati relativi all'ammontare del danno ambientale provocato in Toscana dal TAV secondo le stime dei periti della Procura di Firenze nel processo penale a carico dei costruttori della linea ad Alta Velocità  Firenze-Bologna (tuttora largamente incompiuta), l'associazione ecologista indipendente Idra – parte civile nel processo – ha voluto informarne subito i cittadini del Piemonte che si battono contro la devastazione paventata come conseguenza del progetto Alta Velocità Torino-Lione.

Idra è e resta in prima linea, naturalmente, anche nella battaglia contro il “buco” erariale prossimo venturo che la delicatissima città di Firenze si attende dall'attuazione del ciclopico sottoattraversamento di una città più volte alluvionata anche nella storia recente: due tunnel di 7 km contro-falda e una stazione faraonica da posizionare vicino al subalveo del torrente Mugnone (esondato l'ultima volta nel '92), che servirebbe in realtà due soli binari AV, uno per il treno che arriva da nord, l'altro per il treno che arriva da sud...

Il tutto in mano a una contestatissima architettura contrattuale: da una parte la figura del “general contractor”, dall'altra l'aggiudicazione con la tecnica del “massimo ribasso” (il 25% sulla base d'asta!).

 

Questo il testo inviato ieri da Idra al sito web di riferimento delle popolazioni piemontesi:

http://associazioni.comune.fi.it/idra/inizio.html, 3 maggio 2007

 

Alle popolazioni della Val di Susa e della Val Sangone

Cari amici,

vi inviamo la pagina del quotidiano La Nazione che annuncia oggi l'entità del danno ambientale provocato dalla TAV in Mugello (fino a 1174 milioni di euro) secondo la valutazione fatta dai periti della Procura. Come sapete, infatti, l'intera cantierizzazione TAV in territorio toscano è sottoposta dal febbraio 2004 a un processo penale presso il Tribunale di Firenze, nel quale la nostra piccola associazione Idra è parte civile.

Non avevamo forse tutti i torti dunque - qualche settimana fa - quando consideravamo difficilmente inquadrabili, a una prima lettura, i risultati del calcolo dell'entità dei danni ambientali provocati dalla cantierizzazione TAV in Mugello (53 milioni di euro) secondo la stima del Ministero dell'Ambiente, anch'esso parte civile nel processo.

Il fatto è che molti di noi si domandano come facciano a proporsi nel ruolo di parte civile in questa vicenda quelle stesse autorità pubbliche (dal Governo centrale alla Regione Toscana agli Enti Locali) che avrebbero potuto e dovuto assicurare l'utilità pubblica dei progetti, il rispetto della trasparenza, della democrazia e delle normative nell'assunzione delle decisioni, la sostenibilità finanziaria e ambientale della “grande opera”, un'architettura contrattuale non sfavorevole per l'erario, l'affidabilità dei progetti, la credibilità degli esecutori, l'efficacia dei controlli, la tutela dei diritti dei lavoratori... e risultano invece aver concorso – esercitando in certi casi, o subendo, pressioni non indifferenti – a che le cose andassero nella direzione esattamente contraria!

Possa questo pessimo esempio di amministrazione della cosa pubblica e dei beni comuni che proviene dalla Toscana servire di monito alle autorità responsabili della proposizione di “grandi opere” analoghe, e suggerire nell'opinione pubblica la necessaria vigilanza affinché sia allontanata definitivamente da voi e da ogni altra regione del “Bel Paese” ogni minaccia di devastazione simile a quella che il paesaggio storico e il delicatissimo territorio del Mugello hanno dovuto subire mentre si apriva nelle casse dello Stato una voragine ancora non definitivamente valutabile, a danno delle presenti e delle future generazioni!

Firenze, 1 maggio 2007

 

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