Nota di Nimby trentino

 

Al Ministro delle infrastrutture Antonio Pietro e al signor Walter Huber suggeriamo un corso accelerato sulla mobilità sostenibile e ambientalmente compatibile e sulle buone maniere nella classe della maestra di Prati di Vizze. E guai agli indisciplinati che vorrebbero marinare le lezioni.

 

La polemica
Striscioni di protesta con gli alunni
Prati di Vizze, maestra nel mirino

 

BOLZANO. Lo scontro tra gli ambientalisti e la Volkspartei si fa sempre più aspro e non risparmia nessuno. L'ultima polemica investe in pieno il paesino di Prati di Vizze dove 900 cittadini hanno aderito al comitato Stop Bbt. In pratica ogni due case c'è uno striscione contro il tunnel.

Un piccolo gruppo di militanti munito di striscioni contro il traforo si è presentato a Steinach per far sapere al coordinatore del corridoio Berlino Palermo, Karel van Miert, che non tutti sono favorevoli alla galleria. La minimanifestazione ha fatto infuriare Walter Huber, capo del dipartimento ambiente della Provincia, in pratica il funzionario che mette la firma sulle valutazioni di impatto ambientale. Un tecnico, si potrebbe dire. Ma in Alto Adige amministrazione e politica spesso sono difficili da distinguere e Huber, più realista del re, ha deciso che i manifestanti non la dovevano passare liscia. «Quegli striscioni li hanno fatti i bambini della scuola di Prati con la loro insegnante. Questo è vergognoso» si lamenta Huber che ha pensato bene di allertare la sovrintendenza denunciando l'insegnante. Il sovrintendente alla scuola tedesca, Peter Höllrigl, conferma: «Ci è arrivata una segnalazione e ho preso contatto con il dirigente scolastico del distretto. Chiaro che verificheremo la segnalazione». A che cosa possa andare incontro la maestra non si sa, Höllrigl si limita a dire che «bisognerà fare chiarezza su questo episodio».

Il paese però si schiera dalla parte dell'insegnante e diversi genitori ribadiscono la loro fiducia nella maestra. Questi striscioni sono stati fatti fuori dall'orario scolastico. Questo — sottolineano i rappresentanti del comitato Stop Bbt di Prati — è un vero e proprio tentativo di intimidazione. Chi non si adegua agli ordini della Volkspartei viene sistematicamente minacciato». Ma ciò che più fa arrabbiare gli ecologisti è l'atteggiamento del capodipartimento Huber. Lui dovrebbe pensare agli aspetti ambientali del progetto, dovrebbe fare delle valutazioni imparziali ma questo episodio dimostra che Huber agisce per conto della Svp. Come se non bastasse — proseguono i responsabili del comitato — intere classi vengono indottrinate dai vertici della Bbt che omettono sempre di citare le problematicità di questo progetto».

Il braccio di ferro è destinato a durare ancora a lungo visto che i comitati non hanno alcuna intenzione di darsi per vinti.
M. An.

 

Tunnel, Di Pietro a Prodi « Ora basta tergiversare »
Il ministro: « Rischiamo di perdere i fondi Ue »

 

BOLZANO — «Non intendo rimanere con il cerino in mano. Il governo, se vuole accedere ai finanziamenti europei, non può più tergiversare». Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro sembra aver ricevuto immediatamente il messaggio lanciato dal coordinatore del corridoio 1, Karel van Miert che, nel corso della sua visita in Tirolo, aveva esortato il governo italiano e quello austriaco a stanziare i fondi ed elaborare i progetti definitivi delle infrastrutture transeuropee. Ma soprattutto il ministro sembra aver capito benissimo che a Bruxelles non si scherza e che, se vuole ottenere i fondi per la Torino Lione, il tunnel del Brennero e le altre grandi opere, il governo italiano deve stringere i tempi e, soprattutto, dimostrare di essere credibile.

In una lettera indirizzata al presidente del consiglio Romano Prodi e a tutti i ministri che compongono l'esecutivo, Di Pietro avverte che «non si può più tergiversare». Adesso è arrivato il momento dell'azione. «Non intendo rimanere con il cerino in mano» avverte il ministro che ricorda che «ora la palla è passata ai singoli governi e anche il nostro deve fare la sua parte. Non possiamo più tergiversare, non fosse altro perchè entro sessanta giorni dobbiamo presentare i progetti se vogliamo sperare di essere ammessi ai finanziamenti». L'allarme lanciato dal presidente della commissione Trasporti dell'Europarlamento, Paolo Costa, sul rischio che l'Italia perda la sfida per aggiudicarsi i fondi europei viene preso molto sul serio dal ministro Di Pietro. «In Italia ci sono quattro progetti che possono ottenere il cofinanziamento europeo: il Tav Torino — Lione, l'introduzione del sistema Ertms sulla Genova Rotterdam, il traforo Brennero e la Trieste Divaccia per un importo ancora da definire». La Torino Lione costerà allo stato 1 milione di euro, 250 milioni la Genova Rotterdam mentre per il tunnel sono necessari 900 milioni di euro, ovvero il 15 per cento del totale dei costi. I casi sono due: o l'Italia confida nell'impegno massiccio della società che gestirà l'A22 (che dovrebbe coprire almeno il 20 per cento dei costi) oppure toccherà agli altri soci di Bbt aprire i cordoni della borsa. In pratica toccherebbe alle province di Bolzano, Trento e Verona dovrebbero tirar fuori 100 milioni a testa. Una bella stangata anche per amministrazioni autonome dal punto di vista finanziario come il Trentino e l'Alto Adige. Poi c'è la tratta di accesso sud il cui costo si aggira sui 4 miliardi di euro e che non potrà beneficiare dei contributi Ue ma dovrà essere finanziata dalle casse dello Stato.

Ma più che sull'entità della spesa che dovrà accollarsi lo Stato, il dibattito si concentra sui contributi europei. I soldi, in tutto 6,8miliardi, verranno messi a bando e solo i progetti più meritori potranno ottenere il finanziamento di Bruxelles. «Per avere speranze di accedere a questi finanziamenti dobbiamo essere credibili nelle decisioni politiche, concreti nei progetti tecnici e certi nel calendario delle realizzazioni. Esigenze che — continua il ministro delle Infrastrutture — si scontrano con il nodo politico da risolvere a monte che riguarda la condivisione del progetto da parte delle istituzioni e delle forze politiche e sociali coinvolte». Di Pietro chiede anche di affrontare il nodo delle reti transeuropee nel prossimo consiglio dei ministri o in un altra riunione fissata ad hoc vi sia una discussione immediata e franca sull'argomento.

Intanto da Bruxelles interviene l'eurodeputato dei Verdi Sepp Kusstatscher che sottolinea come «non sia stata presa alcuna decisione su quali opere l'Ue finanzierà. Chi dice che la commissione destinerà un miliardo al tunnel Brennero mente» tuona Kusstatscher.
Marco Angelucci

 

In Austria
Capitali privati. Sogno tirolese

 

BOLZANO — Le grandi opere non fanno venire il mal di testa solo al governo italiano. Il dibatto sul come e dove reperire le risorse per finanziare il potenziamento della ferrovia è aperto anche in Austria ed in particolare in Tirolo dove il governatore Herwig van Staa continua a sostenere l'ipotesi di un coinvolgimento di investitori privati e della Baviera.

Il presidente Stoiber però, nel corso della sua visita in Alto Adige ha messo in chiaro che la Baviera si concentrerà sulla realizzazione della tratta di accesso nord ma che da Monaco non arriverà nemmeno un cent per la realizzazione della galleria di base.

 

Corriere dell’Alto Adige, 25 maggio 2007

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