Comunicato stampa

Sulla diffusione di notizie su certi “allarmi”

per le proteste contro la realizzazione del progetto del tunnel del Brennero

 

Proprio nel momento in cui comincia a crescere il rifiuto di pagare esorbitanti costi collettivi (meno risorse disponibili, meno servizi sociali, crisi ambientali) per gli affari di pochi, scendono in campo – anche sulla stampa locale – le sirene degli “allarmi terroristici” lanciati dai dossier degli investigatori del Ministero degli Interni.

Gli stessi “allarmi” lanciati a suo tempo, invano, dai media locali e nazionali anche contro il movimento della Val Susa.

L’intento è il medesimo: seminare e incutere paura alle persone in modo da allontanarle dalla partecipazione e impedire così l’esercizio di alcune tra le libertà fondamentali: la libertà di espressione, la libertà di manifestare, la libertà di opporsi.

Si tenta di ridurre a delinquenti coloro che si informano, partecipano, cercano di capire e lottano per il rispetto e la tutela del territorio e della salute e si oppongono all’idea che il futuro di tutti venga saccheggiato e desertificato per renderlo, da parte di pochi, ancora più inospitale.

 

Ambiente e Salute, Nimby trentino,
NO Inceneritore NO TAV - Trento, NO TAV / Kein BBT - Bolzano

Bolzano-Trento, 24 maggio 2007

 

 

Alto Adige–Trentino, 21 maggio 2007

 

No tunnel, allarme per il Brennero

Dossier dell’Ugicos: timori per azioni degli anarchici trentini

 

BOLZANO. Allarme rosso per il tunnel del Brennero: gli anarchici che a livello regionale hanno il quartier generale a Rovereto potrebbero preparare azioni «forti», per cercare di bloccare la realizzazione del mega progetto.

Di questo, che sarebbe qualcosa di più di un semplice rischio, si parla a margine del dossier che l’Ugicos, ovvero l’ufficio centrale per le investigazioni generali e le operazioni speciali, ha consegnato al ministero dell’Interno. L’attenzione degli investigatori è concentrata in particolare sul Trentino, dove negli ultimi mesi si sono verificati quattro episodi che vengono definiti di solidarietà agli arrestati nell’ultima operazione contro il brigatismo e quindi di carattere eversivo. Si va dalla stella a cinque punte disegnata sui muri interni del municipio di Riva alla scritta con lo spray all’interno dello stabilimento Dana di Spini di Gardolo. Scritta contro la polizia e la Digos in particolare.

Sono complessivamente 215 gli episodi che vengono riportati nelle 30 pagine del dossier di cui 12 sono stati rilevati in internet. Molte segnalazioni riguardano scritte contro la polizia o in solidarietà agli arrestati, ma ci sono anche tentativi di incendi ai danni delle abitazioni di dirigenti della Digos e false bombe fatte ritrovare in centri commerciali.

La prima volta che Trento viene nominata nel rapporto è alla fine di febbraio quando all’interno dello stabilimento Dana di Spini di Gardolo viene ritrovata (e denunciata ai carabinieri) la scritta «Fuori i compagni dalle galere - dentro la Digos e le camice nere».

La differenza rispetto ad altre scritte che si trovano lungo i muri della città anche all’indomani dell’uccisione dell’ispettore Raciti allo stadio di Catania, è che a Spini la scritta viene fatta all’interno dello stabilimento e non lungo la strada.

Il secondo episodio è del 5 marzo quando viene colpito il municipio di Riva.

Sui muri interni, viene ritrovata una scritta in stampatello preceduta da una stella a cinque punte non cerchiata e senza la sigla Br «Ci siamo, colpiremo Pd, Bo, Tn» ossia Padova, Bologna e Trento. Il giorno dopo, sempre a Riva, la nuova scoperta dei carabinieri che sullo scafo di un’imbarcazione all’interno del piazzale di proprietà del circolo «Fraglia della vela», trovano disegnata una stella a cinque punte con la scritta «Ci siamo».

Passano solo pochi giorni e il 13 sempre di marzo viene segnalato al ministero dell’Interno il quarto caso trentino. Siamo sempre a Riva del Garda, all’interno della palazzina «Liberty center» (dove ha la sede l’Unione commercio e albergatori) viene scoperta la scritta «Così va meglio colpiremo». A corredo ancora la stella a cinque punte.

Oltre alle scritte c’è però come detto allarme, per quanto il movimento anarchico, radicato nel roveretano, dopo aver partecipato alla «battaglia» per la val di Susa, si starebbe preparando a fare contro la costruzione del tunnel del Brennero.

Finora le manifestazioni di protesta si sono sempre svolte in maniera pacifica, ma se dovessero «intervenire» gli anarchici, tono e in particolare modalità di protesta cambierebbero radicalmente. Ed è questo che spaventa.

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci