«Inceneritore, progetto da bloccare»

Gara fallita, ambientalisti all'attacco. Repetto: bando troppo complesso

 

BOLZANO - Gli ambientalisti tirano un sospiro di sollievo e sperano. Il fallimento della gara per l'appalto della costruzione del nuovo inceneritore, allunga i tempi ed apre qualche spiraglio ad un eventuale ripensamento da parte della giunta provinciale. Claudio Vedovelli, dell'associazione che si sta battendo contro il nuovo impianto per lo smaltimento dei rifiuti, auspica, infatti, un cambiamento di quelle che sono le strategie della giunta sullo smaltimento di rifiuti.

Si apre, insomma, un nuovo scenario che, a detta di Vedovelli dovrebbe essere utilizzato per l'elaborazione di strategie diverse. «La raccolta dell'umido e quella porta a porta devono essere potenziate - tuona il responsabile dell'associazione - perché rappresentano una valida strategia. La nostra speranza è che alla fine i lavori si blocchino da soli, non appena ci si renderà conto degli enormi danni per la salute delle persone». Vedovelli fa anche balenare anche qualche sospetto sull'esito dell'appalto. «Le valutazioni della commissione che ha esaminato le offerte presentate mi lasciano alquanto perplesso. Non riesco a capacitarmi come tre aziende grandi come quelle che hanno aderito all'asta non si siano attenute alle prescrizioni ricevute. Eppure si tratta di un impianto non di certo trascendentale».

Le indicazioni contenute nel bando di gara, a giudizio di Vittorio Repetto, vice presidente di Assoimprenditori, erano troppo complesse. «Non è la prima volta che si verifica in un appalto provinciale che già in partenza era troppo complesso. Evidentemente c'è da rivedere ancora qualcosa».

Questo genere di gare, secondo Repetto, è particolare e non tutte le aziende sono in grado di rispondere adeguatamente anche perché a volte si cerca di stringere i cordoni della borsa. Evidentemente la bassa partecipazione è dovuta anche al fatto che moltissime aziende del settore sono impegnate nella costruzione di analoghi impianti.

Alla gara di appalto vi ha preso parte anche una cordata di otto aziende, perfetta espressione dell'imprenditoria locale, guidata dalla Atzwanger spa. Il presidente Paul Atzwanger sta cercando di capire con i partner quali siano i punti contestati dalla commissione che ha respinto le tre offerte. «Si tratta, come si evince dal verbale, esclusivamente di problematiche tecniche - rileva -. Evidentemente i nostri tecnici hanno commesso qualche errore oppure non hanno saputo cogliere l'importanza di alcuni punti specifici richiesti nel bando di gara». Nei prossimi giorni Paul Atzwanger assieme ai responsabili delle altre aziende valuterà la risposta della commissione esaminatrice per decidere se partecipare o meno alla nuova asta. «Non abbiamo ancora preso una decisione definitiva, perché non conosco le intenzioni degli altri partner che, in fondo, potrebbero scegliere anche altre strade».

A difendere la correttezza del lavoro della commissione che ha esaminato, bocciandoli, i tre progetti, Valentino Pagani, responsabile dell'ufficio appalti dell'assessorato ai lavori pubblici. «Le direttive in proposito erano molto chiare e ben specificate. È importante che tutti gli aspetti siano chiariti prima dell'assegnazione dell'appalto. Dobbiamo verificare, non solo a parole, che chi partecipa sia in grado di rispettare gli impegni presi. È meglio intervenire prima che dover correre ai ripari quando poi è troppo tardi».

Il responsabile degli impianti provinciali Georg Simeoni, dal suo canto, avverte a chiare lettere che si tratta di un progetto inderogabile. L'attuale impianto deve essere sostituito al più presto, perché sta esaurendo la sua capacità operativa. A giudizio di Simeoni, infatti, la presenza solo di tre aziende alla gara di appalto «è dovuta alla forte richiesta di impianti di smaltimento dei rifiuti. Sono molti i centri che in Italia stanno seguendo questa politica che è l'unica percorribile». Simeoni concorda in pieno con le indicazioni scaturite dalla commissione perché l'impianto di Bolzano deve essere all'avanguardia per offrire maggiori garanzie sulla tutela della salute dei cittadini. «Certo i tempi ora stringono - avverte -. Il nuovo bando conterrà le stesse prescrizioni del precedente, anche se vi saranno delle piccole modifiche, ma non nelle parti essenziali. Si tratta di un grande investimento e ci sono dei parametri dai quali non si deve assolutamente derogare».
Enrico Barone

 

L'assessore provinciale

Mussner avverte: «Si va avanti»

 

BOLZANO - L'assessore ai lavori pubblici Florian Mussner è deciso. Il progetto sull'inceneritore deve andare avanti a tutti i costi. Il ritardo sulla gara di appalto non influirà sulla data d'inizio dei lavori. «Certo le cose non sono andate nel verso sperato, ma la commissione che ha valutato le offerte delle tre aziende in gara si è attenuta a quando contenuto nel bando ci concorso».
Problemi solamente di natura tecnica?
«All'interno del bando c'erano alcune specifiche tecniche alle quali noi tenevamo particolarmente, perché l'inceneritore è un'opera importante e conseguentemente anche le tecnologie utilizzate devono essere più che adeguate. A giudizio dei tecnici alcune condizioni non erano rispondenti ai parametri richiesti e, conseguentemente, si è preferito intervenire bocciando le tre offerte pervenute».
In questo modo i tempi sono destinati ad allungarsi?
«La procedura prevede ora un nuovo bando di gara ed a questo punto speriamo che si presentino anche altre aziende proprio per allargare la scelta. Naturalmente se vorremo rispettare i tempi che ci siamo dati sarà necessario accelerare le operazioni per il nuovo bando».
Cambierà qualcosa rispetto alla prima gara d'appalto?
«Le caratteristiche tecniche resteranno naturalmente invariate, il nostro obiettivo è quello di offrire il meglio alla cittadinanza sia sotto il profilo dell'efficienza, vogliamo infatti degli impianti all'avanguardia, che sotto quello della salute. Saranno rivisti, invece, alcuni dettagli di secondaria importanza».
Da parte delle opposizioni e delle organizzazioni ambientaliste si solleva qualche dubbio sulla regolarità dell'appalto?
«La gara si è svolta in maniera regolare anche perché la commissione nominata è composta da tecnici professionisti di prim'ordine. La bocciatura, lo ripeto, ha riguardato solamente la specifiche tecniche che differivano da quelle contenute nel bando di gara».
E. B.

 

I commenti

Ellecosta: non sprechiamo altro tempo

Moroder: meglio un impianto ridotto

 

BOLZANO - La realizzazione del nuovo inceneritore non si discute. Svp e Verdi, a livello comunale, si sono uniti nel difendere il progetto di costruzione del nuovo impianto. Solo dai Verdi arriva ancora qualche perplessità sulla capacità del nuovo inceneritore che appare sovradimensionato rispetto alle esigenze del capoluogo. Il capogruppo della Stella alpina in Municipio, Oswald Ellecosta, si augura che il mezzo scivolone dell'altro giorno non si riveli un ostacolo più duro del previsto. «Tornare indietro rispetto a quanto deciso significherebbe perdere del tempo prezioso e sprecare del tempo». È il commento lapidario dell'esponente della Svp che plaude anche alla linea seguita dalla giunta provinciale sul rispetto delle condizioni di appalto. «È un grosso investimento e non ci si può permettere di prendere lucciole per lanterne. Una volta che si farlo si deve fare bene».

Anche per Helmuth Moroder, responsabile di Cipra, la mancata definizione dell'appalto non è un ostacolo, ma piuttosto un problema tecnico. Una pausa che, si auspica, serva per rivedere alcuni particolari, come, ad esempio, quello della capacità dell'impianto. «Da sempre siamo favorevoli a questa soluzione che attualmente è l'unica ecosostenibile. Quello che, invece, si dovrebbe rivedere - sottolinea Moroder - è la grandezza dell'impianto. Francamente per fare fronte alle esigenze del capoluogo ne basterebbe uno più piccolo».

La speranza dei Verdi è quella di promuovere nello stesso tempo anche sistemi diversi di raccolta. «È importante incentivare quella differenziata che consentirebbe anche una diminuzione del materiale da incenerire. Attualmente, infatti, il vero problema non è il termovalorizzatore ma l'emissione dei fumi che deve essere sempre tenuta in monitoraggio costante».

La vicenda dell'inceneritore approda anche in consiglio provinciale dove le opposizioni, con una interrogazione, chiedono di conoscere maggiore particolari sulla gara d'appalto. È Donato Seppi, Unitalia, che in una interrogazione, avanza dubbi sulla regolarità dell'asta.

Il rappresentante dell'opposizione di centrodestra, infatti, chiede al presidente Durnwalder di cancellare il sospetto «di un ricorso ad una trattativa privata, per permettere alla giunta, come annunciato dallo stesso Landeshauptmann di scegliere chi meglio crede senza dover sottostare ai dettami legislativi in essere in materia di appalti pubblici». Un semplice sospetto, avverte Seppi, che «deve essere fugato», facendo conoscere i nomi dei componenti della commissione, i particolari del capitolato d'appalto ed anche le garanzie offerte dalle ditte partecipanti per l'eliminazioni delle emissioni nocive.
E. B.

Corriere dell’Alto Adige, 31 maggio 2007
Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci