Aem: «Più forti noi, più forti i trentini»
Zuccoli: alleanza alpina a partire dalle centrali

 

MILANO - Il giorno dopo le nozze dell'anno (l'annunciata fusione tra Aem Milano e Asm Brescia, che ha fatto nascere Aesm, il terzo colosso dell'energia in Italia), lo sposo milanese - Giuliano Zuccoli, presidente di Aem (nella foto d'archivio con Dellai) - è stanco ma soddisfatto, soprattutto per il responso della Borsa (ieri +4,93% Aem, +3,77% Asm, Edison +3,6%).

Presidente Zuccoli, i trentini sono soci di Asm e vostri partner in Edison attraverso Delmi: buone notizie anche per loro?

«I trentini - e gli altoatesini - sono nostri alleati, sono stati fondamentali per l'operazione in Edison, antica e blasonata azienda. Io sono un valtellinese e credo molto nell'alleanza delle Alpi».

La partita decisiva per i prossimi anni in Trentino sarà quella delle centrali idroelettriche.

«E in questa partita il nostro rafforzamento in Edison porterà a una rivisitazione e a un riequilibrio dei rapporti, in modo che i territori siano in grado di farsi ascoltare, senza nulla togliere alle logiche di business».

E sul fronte multiservizi?

«L'obiettivo è fornire servizi efficienti e qualità a prezzi migliori».

Voi però avete dovuto architettare una «governance duale», con sdoppiamento di gestione e sorveglianza, posti distribuiti col bilancino e due direttori generali, per non scontentare nessuno.

«È un abito tagliato su misura, tenendo conto di aziende storiche cresciute all'ombra dei campanili. Non sono i professori che possono inventarsi le formule di governance, perché non conoscono il territorio. L'importante è che il consiglio di sorveglianza esprima le visioni degli azionisti pubblici, mentre nel consiglio di gestione i manager si muovano, non condizionati dalla politica, per fare il loro mestiere, cioè creare utili per gli azionisti».

Una governance duale potrebbe essere un modello anche per la progettata super-holding multiservizi del Trentino che dovrebbe incorporare le aziende minori?

«Perché no? La rappresentanza dei territori è importante, l'efficienza di gestione anche: vanno di pari passo. Il mio modello di riferimento è quello renano, Rwe».

Lei ha detto: dopo la fusione possiamo diventare predatori, ed evitare di essere prede. Le multiservizi minori del Nord sono destinate ad essere mangiate dai lombardi?

«No, io mi riferivo all'Europa. È lì che possiamo giocarcela, adesso, con i concorrenti più grossi. In Edison noi italiani ci siamo rafforzati, e possiamo affrontare la sfida della liberalizzazione che solo l'Italia ha fatto davvero, perché altri hanno mantenuto i loro monopoli. Per quanto riguarda il resto del Nord, credo che dobbiamo considerarci alleati, e abbassare i ponti levatoi. Non per operazioni di conquista, ma per nuovi patti federativi».

Tra gli scenari futuri per Trentino Servizi ci sono un'alleanza con Verona e Bolzano, o l'ingresso diretto nella multi-utility del Nord. Lei come la vede?

«Credo che le aggregazioni debbano procedere per gradi. Come si è visto per il nostro accordo tra Milano e Brescia, sono operazioni che hanno bisogno di tempo».

pgh

 

Dellai: anche i Comuni imparino ad aggregarsi

 

TRENTO - «La fusione tra Aem e Asm determina un quadro positivo. E anche la nostra presenza in Delmi (di cui Dolomiti Energia detiene i 10%, ndr) potrebbe essere trasformata alla luce della nuova situazione», dice il presidente della Provincia di Trento Lorenzo Dellai.

Delmi possiede il 50% di Transalpina Energia (fifty fifty con i francesi di Edf), che a sua volta controlla il 60% di Edison. Ma, al di là delle future strategie finanziarie, a Dellai preme soprattutto la prospettiva dell'alleanza industriale: «Noi siamo legati sia ai milanesi sia ai bresciani, e la loro fusione valorizza ancora di più le nostre collaborazioni in atto. Inoltre, mi pare che non vogliano fermarsi qui, si parla già di un'estensione dell'aggregazione all'Emilia-Romagna. Ebbene, spero che questo sia di sprone anche ai nostri Comuni, affinché si proceda sulla strada dell'integrazione tra le aziende locali: solo rafforzando la massa critica delle multiservizi anche a livello provinciale, potremo avere vantaggi economici ed evitare di essere fagocitati dalle realtà più grosse vicino a noi».

Insomma, il presidente trentino vede bene un'aggregazione in un'unica superholding - Dolomiti Energia, nel progetto EuroPraxis - di tutte le ex municipalizzate trentine, per poi dialogare su una base di maggiore forza con il colosso lombardo. Rispetto alla partita più importante della produzione, quella delle centrali idroelettriche in scadenza di concessione, Dellai non vede né particolari vantaggi né complicazioni dal matrimonio Aem-Asm: «Il percorso di confronto con gli attuali gestori Enel ed Edison è già tracciato da tempo, e prosegue nei tempi previsti».

Intanto, oltre alla Borsa, anche gli analisti ieri hanno promosso la fusione. Report positivi dalle banche d'affari: per esempio Morgan Stanley ha alzato il target price (prezzo obiettivo) su Asm da 4,40 a 5,40 euro, e Cheuvreux per Aem (ai massimi storici con Edison) da 2,76 a 3,25 euro. Standard and Poor's invece ha messo sotto osservazione i rating della due società, quello di Asm (A+) con implicazioni negative e quello di Aem (BBB) con segno positivo. Dialoghi pre-aggregativi proseguono con Linea Group (Cremona, Pavia, Lodi, Rovato e Crema) ed Enia (Reggio Emilia, Parma, Piacenza).

I due partner si spartiranno le presidenze di Edipower e Edison, il cui ad Quadrino ha definito «il rafforzamento dei soci italiani molto positivo» anche in vista della scadenza 2008 del patto di Edison che, ha assicurato, verrà rinnovato. E a quel punto toccherà a Delmi, il socio italiano di cui la nuova superutility sarà capofila, esprimere la presidenza.

l’Adige, 6 giugno 2007

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci