Fermiamo il tunnel del Brennero

 

Lunedì 11 giugno, nel padiglione del comune di Prati di Vizze (BZ), c'è stata una serata "informativa" durante la quale sono stati illustrati alcuni aspetti relativi alla realizzazione del Tunnel di base del Brennero (BBT - acronimo di BrennerBasisTunnel). Quest'opera TAV è inserita nel cosiddetto corridoio TEN (Trans European Networks) Berlino - Palermo.

Il presidente della giunta provinciale di Bolzano, Luis Durnwalder, l'europarlamentare Ebner (entrambi SVP), assieme ai responsabili della società BBT (ing. Facchin per la parte italiana, ing. Bergmeister per la parte austriaca) ed il Dr. Ciaravolo funzionario di RFI hanno finalmente incontrato la popolazione di Prati di Vizze e dell'Alta Valle Isarco (Wipptal). Sul palco si trovava anche il Dr. Huber, il solerte e poliedrico funzionario provinciale, responsabile dell'ufficio di valutazione d'impatto ambientale, coinvolto nel progetto con diversi ruoli e funzioni (che molti hanno fatto notare essere parzialmente in palese conflitto fra di loro) e la cui imparzialità la si può desumere dal fatto che ha denunciato al provveditorato una maestra perchè ha collaborato a realizzare con alcuni studenti (fuori dagli orari scolastici!) degli striscioni contrari al BBT.

Un incontro con il presidente della giunta provinciale, uno dei più attivi sostenitori dell'opera, era quanto auspicato da mesi dal comitato civico STOP-BBT di Prati e Vipiteno (1) che si batte contro la realizzazione del tunnel e che ha denunciato la mancanza d'informazione rispetto a quest'opera ciclopica. Il comitato, in rappresentanza della popolazione che ha massicciamente aderito alla sottoscrizione di un documento di denuncia/istanze, consegnato il 25 febbraio al sindaco di Val di Vizze, voleva però una "vera" serata informativa. Veniva richiesto un dibattito aperto, con pari opportunità di esposizione delle proprie tesi, sia ai tecnici e politici favorevoli alla realizzazione del tunnel che a quelli contrari.

Lunedì sera sedevano invece sul palco i soli suddetti sostenitori dell'opera, ed al pubblico è stata data un'ora di tempo per effettuare interventi. Alle domande, che potevano avere una durata massima di tre minuti, doveva corrispondere una replica da parte dei relatori della durata di cinque minuti ciascuno, poi ridotti a tre in seguito alle proteste del pubblico.

Queste premesse hanno contribuito ad aumentare il malumore nella sala gremita al limite della sua capienza.

Le oltre 600 persone presenti, per la maggior parte cittadini del Comune di Val di Vizze, Vipiteno e della Wipptal, ma c'erano anche una decina di rappresentanti di gruppi ambientalisti e No TAV di Trento e Bolzano ed alcuni cittadini del Tirolo del nord, hanno subito fatto capire ai politici presenti, accolti all'esterno della sala con striscioni "STOP-BBT" e bandiere "Kein BBT - No TAV" (appese da mesi anche alla maggior parte delle case del paese), che anche la popolazione del Sudtirolo non è più disposta ad accettare passivamente né che le decisioni passino sopra le loro teste, né che le dichiarazioni dei propri rappresentanti deformino la realtà.

Un esempio: il 20/12/2005 Durnwalder dichiarava che la popolazione altoatesina è stata capillarmente informata (2), per poi smentirsi affermando durante il suo intervento: “la BBT SE avrebbe potuto iniziare molto prima con le attività di informazione!”, e sostenendo che la reazione negativa della gente è dovuta in parte a un difetto d'informazione.

Nonostante i fedelissimi "precettati" dalla SVP, fra cui molti consiglieri comunali dei comuni della Wipptal, abbiano svolto, anche se col passare del tempo con sempre minore convinzione, la loro funzione di claque, la maggior parte del pubblico, composto anche da molti iscritti, elettori ed alcuni coraggiosi eletti della stessa SVP, sottolineava con bordate di fischi, risa ed interruzioni le numerose inesattezze ed incongruenze degli interventi dei politici.

I due potenti politici si sono trovati ad affrontare una situazione per loro inedita. Abituati a parlare con l'appoggio incondizionato degli astanti, hanno presto dimostrato grande nervosismo. La mancanza degli argomenti di Durnwalder si può riassumere col fatto che a qualunque domanda rispondeva con "qualcosa si dovrà pur fare!"

Incalzati dalle puntuali domande provenienti dal pubblico, anche i tecnici Facchin (BBT) e Ciaravolo (RFI) non erano in grado di fornire soddisfacenti risposte. Quest'ultimo è arrivato addirittura a dire che per la zona di Trento ci sarebbe già la progettazione definitiva, quando gli è stato fatto notare che non è stata ancora presentata quella preliminare. Durnwalder invece ha dichiarato (è evidentemente il suo leit motiv) che in Trentino tutti sono d'accordo con l'opera, mentre poco dopo un rappresentante del gruppo No Tav di Trento lo smentiva facendogli presente che i trentini non si sono espressi sul BBT, semplicemente perchè fino ad oggi sono stati tenuti all'oscuro di tutto. (La provincia di Trento ad oggi ha organizzato un solo incontro pubblico riguardo al tema BBT – un venerdì mattina lavorativo, solo 10 minuti riservati al dibattito)

Ovazioni invece per gli interventi che invocavano una maggiore trasparenza e coinvolgimento della popolazione nelle decisioni, a maggior ragione se queste opere pubbliche sconvolgono la vita di molti cittadini ed implicano investimenti finanziari determinanti un pluridecennale indebitamento pubblico (di tutti i cittadini italiani!).

Molte anche le domande sull'utilità dell'opera che, soprattutto se non preceduta da una nuova politica di gestione del traffico, risulterebbe assolutamente inutile. Perché i trasportatori dovrebbero approfittare del tunnel (tipo e volume della merce permettendo) se il trasporto sulla strada è più economico, più flessibile e non contingentato (come invece l'Unione Europea ha garantito alla Svizzera ultimati i due trafori in costruzione)?

In quest'ottica, importante l'intervento di Gurgisser, portavoce di "Transitforum" (l'associazione austriaca che da anni si batte per il contingentamento dei TIR).

L'Europa, secondo quanto affermato dall'europarlamentare Ebner durante il suo contestato intervento, trarrebbe un grande beneficio economico dall'opera. Se questa affermazione fosse vera, perché il tunnel non viene fatto realizzare dai privati e dato loro in concessione? Oltre ad evitare che ai contribuenti vengano accollati debiti miliardari, successivamente alla realizzazione ci sarebbe l'ulteriore vantaggio di un'oculata gestione dell'opera.

Al termine della serata, i due dirigenti di BBT si sono detti disposti ad una discussione tecnica più aperta, mentre il Presidente Durnwalder non sembra disposto a confrontarsi con esponenti politici aventi opinioni contrarie alla sua.

Il vero volto della politica provinciale è stato smascherato dall'inedita ed inaspettata reazione dei cittadini della Wipptal, e di Prati di Vizze in particolare, e l'aura dorata con cui veniva accerchiato il modello altoatesino-sudtirolese, indicato spesso come esempio di efficienza, correttezza e buona gestione (cosa senza dubbio vera nel passato, sempre meno nel presente), se non si corre ai ripari svanirà presto.

Chiediamo ancora una volta, un confronto aperto, diretto, pubblico, affinché si giunga ad un bilancio preciso sotto tutti gli aspetti (economico, ecologico, energetico) dell'eventuale realizzazione di quest'opera.

Questa volta ci rivolgiamo ai giornali Nazionali nella speranza che possano dare un contributo alla richiesta di maggiore democrazia e trasparenza che la popolazione sudtirolese-altoatesina chiede ai propri politici.

Per il comitato STOP-BBT

Renato Bussola

Prati di Vizze, 15 giugno 2007

1   http://www.stop-bbt.it/

2   ”La popolazione altoatesina è stata informata capillarmente sul progetto del tunnel ferroviario del Brennero, il  Tav.“    http://www.radio.rai.it/cciss/view.cfm?Q_EV_ID=156495&Q_TIP_ID=328

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