Due conti sui trasporti

Costi e benefici del metrò di valle

 

Mi fa piacere che in Trentino si possa ipotizzare di spendere cinque miliardi di euro per costruire una serie di tunnel ferroviari allo scopo di trasportare 20.000 persone in più al giorno rispetto a quanto si trasporta attualmente. Mi chiedo: da dove arriva questa cifra? Quali studi, modelli, previsioni statistiche sugli sviluppi tecnologici (ad esempio l'impatto dell'idrogeno come carburante degli automezzi) e sulle dinamiche sociali (ad esempio il «telelavoro») che influenzeranno la mobilità in Trentino nei prossimi 25 anni sono state portate a sostegno del progetto?

Purtroppo finora non se ne è vista traccia sui quotidiani né sulle tv locali, per cui viene da dubitare che forse non esistano. Se il progetto non è ben meditato, si rischia un gran buco nell'acqua, anzi, pardon, nelle montagne! Se invece tali approfondimenti esistono, vorremo subito conoscerli per poterli discutere e valutare!

Si sta parlando di 5 miliardi di euro, contro i 3,9 miliardi previsti per il ponte di Messina, su cui transiterebbero ben più di 20.000 persone al giorno, senza tener conto delle merci e dei treni e nonostante ciò da molti giudicato troppo costoso.

Il Tunnel del Brennero, poi, con i suoi 56 km di doppia canna ferroviaria per collegare il sud ed il centro dell'Europa, ha un costo stimato di 4,5 miliardi di euro.

Il bilancio dell'Unione Europea ha reso disponibili, per il periodo 2007-2013, 8,013 miliardi di euro per tutte le reti transeuropee!!

Forse il progetto da 5 miliardi per le gallerie del Trentino andrebbe confrontato con queste ed altre realtà progettuali alla ricerca di un minimo di plausibilità che per ora, purtroppo, sembra non avere. Persino in Svizzera, allo scopo di approfondire il rapporto costi/benefici, si è deciso di sospendere prudenzialmente la realizzazione del tunnel sotto il Monte Ceneri (Gottardo Sud) sulla linea internazionale che collega, sul suo territorio, le città di Lugano e Bellinzona, ma anche bacini di utenza da decine di milioni di abitanti situati in Svizzera, Germania ed Italia!

Niente ho trovato scritto, poi, circa i costi di gestione; fatte le gallerie, infatti, bisognerà pur far circolare i treni: e quanto si dovrà spendere ogni anno per farlo? E dopo aver speso 5 miliardi per linee ferroviarie tra Trento e la periferia con collegamenti punto-punto e senza quasi fermate intermedie, rimarrà qualcosa per migliorare la mobilità all'interno delle valli?

Sembra, per ora, un progetto che, pur tentando di dare una risposta ad una probabilmente legittima esigenza di mobilità dalle valli verso Trento e viceversa, è stato presentato con un po' troppa avventatezza; a meno che, invece, non sia supportato realmente da studi e considerazioni tecnicamente, economicamente e socialmente molto consistenti. Ma dove sono? Chi li ha visti o ha potuto consultarli? Spero mi siano sfuggiti, a me come a molti altri. Ma se ancora non fossero stati eseguiti, come temo, in qual modo ci difenderanno i nostri politici dagli attacchi all'Autonomia che vengono sempre più virulenti da parte di tanti amministratori del resto d'Italia che non hanno abbastanza risorse per assicurare ai loro cittadini i servizi fondamentali?

Spero che venga avviata una seria riflessione sull'utilità reale, sul rapporto costi/benefici proiettato nei prossimi decenni, e sulla fattibilità tecnica ed ambientale di questo nuovo sistema ferroviario; e che vengano considerate anche alternative meno costose come il potenziamento delle ferrovie esistenti, magari il ripristino di quelle dismesse e, perché no, la realizzazione di nuove ferrovie di superficie.

Agostino Alessandrini

l'Adige, 27 giugno 2007

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