Marmotte a morte. Pessimo esempio


Mi è stata recapitata una lettera, come probabilmente a tutti gli abitanti della provincia, da parte degli uffici provinciali. La missiva, consistente in tre pagine scritte nelle tre lingue, era sormontata dall'effigie a colori del nostro (di chi?) beneamato (da chi?) presidente (di che?).

In essa si parlava degli innumerevoli vantaggi del tunnel del Brennero, senza comunque accennare ai costi proibitivi, ai decennali disagi per i residenti ai margini del lungo cantiere e dall'irreversibilità dei danni idrogeologici provocati da un'opera del genere, tanto caldamente auspicata dal Faraone pusterese. Ma – guarda guarda – non è forse lo stesso che predica la necessità dello sterminio delle marmotte che, scavando qualche piccolo cunicolo, distruggono la fiorente ed intensiva agricoltura a 2300 metri di quota?

Già, perché non va a vedere come vengono trattate le marmotte in Austria, sul Grossglockner o sul Grossvenediger, dove sono considerate un'insostituibile attrazione turistica?

Giancarlo Mariani, Bolzano

Corriere dell'Alto Adige, 29 giugno 2007

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