Brochure informative riconsegnate alla Provincia per protesta

Tunnel, nuovo attacco «Fronte internazionale»

No Tav: tutti a Mules. Durnwalder: siete pochi

 

BOLZANO - «Alla prossima manifestazione di fine luglio uniremo i No Tav dal Piemonte fino alla Svizzera». L'appello dei Protezionisti altoatesini arriva il giorno dell'annuncio dell'iniziativa «simbolica» di riconsegna delle brochure informative al «mittente Provincia» contro la realizzazione del nuovo tunnel del Brennero. Rappresentati dei gruppi no Tav e Bbt hanno, infatti, deciso di riconsegnare decine di copie arrivate alle famiglie direttamente al presidente della giunta Luis Durnwalder. Un'iniziativa che sa di provocazione ma più in generale, una presa di posizione dura e convinta da parte degli oppositori più convinti del nuovo mega tunnel del Brennero: «Si tratta di un opuscolo squisitamente propagandistico ed ingannevole, pagato per lo più con i soldi dei contribuenti - tuonano i rappresentanti dei gruppi oppositori - che non da risposte ai quesiti tecnici ma soprattutto, non fa assolutamente chiarezza ai tanti dubbi a alle risposte, che le popolazioni altoatesine e trentine si aspetterebbero riguardo a questo tema». Il comitato «Kein Bbt no Tav» continua quindi la sua lotta, auspicando di allargare la base della protesta, nonostante alcuni lavori lungo l'asse abbiano già preso il via: «Noi non molliamo e continueremo nella nostra battaglia - ribadisce Claudio Campedelli, ambientalista altoatesino nonché uno dei promotori dell'iniziativa di protesta contro la giunta - perché la gente e i cittadini in generale, devono sapere la verità riguardo alle tante speculazioni economiche messe in campo da coloro che non vogliono migliorare la situazione ambientale lungo il tracciato destinato, bensì puntano a favorire gli interessi economici di pochi».

Si annuncia quindi un'estate torrida: «Per il 28 luglio - annuncia Campedelli - abbiamo previsto una manifestazione unitaria, da Campo di Trens a Mules, per ribadire la nostra ferma contrarietà a quest'opera inutile. L'obiettivo è la chiusura di tutti i cantieri». Se da una parte, il fronte contro il tunnel di base promette battaglia, dall'altra, il presidente Luis Durnwalder non si scompone più di tanto, ribadendo la sua ferma volontà al progetto del tunnel: «Andiamo avanti per la nostra strada - afferma - senza farci condizionare da una minoranza di persone, capaci di contestare ma poco propense a proporre alternative costruttive da mettere in campo». Sulla questione relativa alla riconsegna simbolica al mittente di alcune decine di lettere e brochure informative sul tunnel, Durnwalder ci scherza addirittura su: «A fronte delle migliaia di riviste informative spedite in tutto l'Alto Adige - afferma - il fatto che solo alcune decine ci siano tornate indietro, non può che ribadire la maggioranza della popolazione non presti molta attenzione a queste tesi altrui. Per la costruzione della Mebo fu lo stesso poi invece tutti, con il tempo, hanno apprezzato il lavoro e i benefici di quest'opera».

Thomas Laconi

Il summit

 

BOLZANO— Mentre gli ambientalisti affilano le armi, martedì Durnwalder sarà a Vienna per il vertice con i ministri di Italia, Austria e Germania in occasione della firma della richiesta congiunta per il cofinanziamento europeo del tunnel di base del Brennero. Al centro del summit, la firma del «Memorandum of Understanding sulla Galleria di Base del Brennero», ad opera dei ministri, una vero e proprio impegno ufficiale.

 

Verdi

Heiss: «Idealmente siamo con loro»

 

BOLZANO - «I movimenti popolari contro il megaprogetto del tunnel del Brennero stanno facendo la loro parte, mobilitandosi e mettendo il dito sulla piaga. Condividiamo la loro forte criticità ma per ciò che riguarda i Verdi, sappiamo che ci sono altri fronti, basti solamente pensare a quello politico in parlamento, dove agire e portare avanti la nostra protesta.

Hans Heiss, consigliere provinciale dei Verdi, apprezza gli sforzi dei movimenti no Bbt ma preferisce mantenere un profilo basso. Nessun dietrofront «ma la politica del partito ambientalista, pur condividendo le ragioni, preferisce comunque mantenere una certa distanza dai gruppi più estremi del fronte».

Heiss, come giudica l'iniziativa simbolica riguardante la riconsegna degli opuscoli alla giunta da parte dei no Tav?

«È una scelta che si può condividere, in quanto si tratta di una brochure molto povera di contenuti nella quale non emerge certo una spiegazione approfondita sulla questione legata alla politica dell'ambiente e del traffico, anzi. Inoltre sono stati spesi dei soldi pubblici e questo è un punto che noi critichiamo profondamente. La definirei una sparata pubblicitaria, nulla di più».

Pensate di agire di comune intento con i gruppi di protesta?

«Ci mobiliteremo mettendo in campo nuove iniziative simboliche, ricordandoci però di essere soprattutto una forza politica».

L'incontro di martedì prossimo a Vienna tra Di Pietro, Durnwalder e il ministro austriaco Faymann potrebbe mettere la parola fine ai vostri sogni di gloria?

«E perché? La parola passerà alla Commissione europea, che in sede di finanziamenti su progetti futuri, ha come priorità altre strutture, soprattutto nel meridione. Il tunnel di base non avrà vita facile, perché a mio modo di vedere, non rappresenta una priorità assoluta, anzi».

T. L.

Corriere dell’Alto Adige, 7 luglio 2007

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