«L’orso non è una pubblicità»
Il naturalista Giorgio Perini: «Speculazioni su Jurka»

 

PERGINE - «Vogliono trasferire l'orsa, attualmente reclusa a San Romedio, a Pergine, in un'area, per giunta, da acquistare con denaro pubblico? È un'assurdità». Da quando si è costituita, negli scorsi giorni, l'associazione «Amici di Jurka», gruppo che si sta ingrandendo a macchia d'olio e che mira a portare il plantigrado in uno spazio limitrofo al castello, Giorgio Perini, naturalista convinto, non si dà pace. Da quel momento le sta provando tutte per evitare che il progetto lanciato dall'assessore al commercio comunale, Marco Morelli, e da alcuni noti imprenditori locali, tra cui spiccano Flavio Pallaoro e Luciano Oss, si concretizzi.

«I protagonisti della speculazione edilizia e commerciale che ha stravolto il volto della città in meno di un decennio, si scoprono ora amanti degli animali e dell'ambiente. Paradossale» esordisce Perini. Aggiunge: «cultura, ambiente e sociale stanno diventando sempre di più funzionali agli affari, contaminandone pericolosamente il valore, nell'indifferenza dell'opinione pubblica. A questa gente dell'orsa non interessa proprio niente. La vogliono utilizzare a fini commerciali. Stop. Hanno intravisto l'affare; la possibilità di attirare, cioè, turisti e curiosi. Se soffre o meno non gli importa nulla».

Le sue parole sono dure. «Mi prendo, ovvio, la responsabilità delle mie affermazioni. Conosco bene gli orsi. Per lavoro, infatti, li ho spesso ripresi nei loro habitat naturali, ad esempio l'Alaska. Realtà dove vengono rispettati, non sfruttati». Il suo è un vero e proprio sfogo: «se i vari Morelli, Pallaoro e i loro compagni d'avventura fossero così innamorati della natura potrebbero impegnare tempo e denaro per migliorare la condizione dei laghi di Madrano, Canzolino e Costa. Specchi d'acqua inquinati e degradati che attendono da decenni un intervento dell'esecutivo perginese. Non parliamo, poi, del Fersina». Non basta. «Se, invece, volessero fare qualcosa per i bambini, potrebbero rinunciare ad edificare gli ultimi spazi verdi rimasti e creare, in quei luoghi, un parco dedicato ai piccoli».

Giorgio Perini spera che gli abitanti del capoluogo perginese non aderiscano alla neonata associazione. «Confido nel buonsenso dei miei concittadini. Ho trovato, ci tengo a sottolinearlo con forza, incredibile la raccolta di fondi. Chiedere dei soldi alla gente per l'acquisto di tre ettari di terreno dove sistemare Jurka, scusatemi, non sta ne in cielo ne in terra. Sono certo, fino a quando non mi verrà dimostrato il contrario, scusate, ma voglio crederlo, che l'amministrazione provinciale non permetterà il trasferimento dell'animale». Pensa con invidia alla politica che altrove, vedi il Canada, si è adottata in materia di orsi. «Lì si prendono dei provvedimenti che mirano soprattutto a tutelare i plantigradi e a creare un rapporto di serena convivenza tra loro e gli uomini. Qui sembra accadere l'esatto contrario». Non si fermerà qui: «seguirò con grande attenzione l'evoluzione della situazione. Gli orsi non sono dei pupazzi o dei gadget pubblicitari».

Nicola Marchesoni

l’Adige, 11 luglio 2007

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