Traffico merci, Brennero fanalino
In 25 anni cresciuto del 117%, ma solo il 10% viaggia su treno

 

TRENTO - Una dozzina e più di miliardi di euro per un tracciato di 410 chilometri dalla Germania all'Italia di cui 216 in galleria.

Il tunnel di base del Brennero dovrebbe rappresentare la «panacea» al previsto collasso dell'asse strategico che collega l'Italia al resto dell'Europa.

Eppure, dicono le statistiche, il traffico passeggeri ferroviari sarà destinato a calare (da 1,7 milioni l'anno del 1999 a 1,5 del 2015). Eppure, dicono sempre le statistiche, le giornate di congestione sull'A22 (nel 2003) sono state «appena» 22 e concentrate in occasione delle grandi migrazioni dei turisti.

Troppi numeri sono ancora sconosciuti al grande pubblico e l'auspicato dibattito (promesso in Trentino sia da Dellai sia dall'ormai ex assessore Grisenti) sulla portata della faraonica struttura non è ancora decollato. E pare che un battagliero comitato stia nascendo per contrastare la realizzazione dell'opera.

Nell'ultimo quarto di secolo il volume delle merci trasportate nell'arco alpino è cresciuto del 117% schizzando dai 50,7 milioni di tonnellate del 1980 ai 110,2 del 2004.

Solo che in Svizzera quasi il 65% viaggia su rotaia mentre in Austria e Francia si arriva al 23%. L'asse del Brennero è il fanalino di coda di questa graduatoria: appena il 10,2% delle merci nel 2004 venivano spostate in treno.

Dopo alcuni anni di relativa calma, il traffico dei mezzi pesanti ha ricominciato a crescere: «Ad un punto di crescita del Pil - aveva ricordato nei giorni scorsi il presidente degli artigiani Dario Denicolò citando le stime dell'Unione Europea - corrisponde un aumento dei 2-3% dei passaggi».

Per questo, secondo gli esperti, occorre affrettare i tempi per la realizzazione del tunnel di base del Brennero che gli autotrasportatori tutti non indicano come elemento risolutore.

Il problema sarebbe quello dei mezzi pesanti che costituiscono tuttavia «solo» il 26% dei transiti: il numero è praticamente raddoppiato (93,5%) negli ultimi 15 anni, da circa 9 a 17,5 milioni. Nello stesso periodo sono tuttavia schizzati anche i passaggi dei veicoli leggeri: erano circa 23 milioni e sono diventati 50.

Le proiezioni stimano per il 2015 fra i 71 ed i 94 milioni di passaggi con un'incidenza dei mezzi pesanti sempre uguale (poco più di un quarto).

L'Europa crede nell'asse Palermo-Berlino che è poi quella di una nutrita schiera di turisti che ancora frequenta il Belpaese.

Gli esperti sembrano concordare sul rischio di «saturazione» delle infrastrutture del valico (autostrada e ferrovia): per il 2015 si stimano altri 16 milioni di tonnellate l'anno lungo la ferrovia ed altri 42 milioni lungo l'A22.

Egoisticamente, il Trentino Alto Adige potrebbe interrogarsi sull'indotto del flusso commerciale: solo il 12% dell'area di destinazione ed il 12% dell'area di origine è la regione. La Lombardia, ad esempio, incide per il 30% come destinazione ed il 19% come provenienza. Per Veneto e Friuli, invece, il Brennero è uno sbocco significativo per l'export (20%).

Mattia Eccheli

l’Adige, 15 luglio 2007

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