Cispadana, passaporto per il tunnel

Parla il vicepresidente veronese di A22: con 100 km in più saremo più forti

 

VERONA - Il giorno dopo il colpo grosso della prima vittoria della cordata A22, alla Regione Emilia-Romagna, nella gara dei promotori della futura Autostrada Cispadana - opera da 1 miliardo e 100 milioni che collegherà Reggiolo-Rolo sull'A22 con Ferrara Sud sulla Padova-Bologna - il vicepresidente veronese di Autobrennero Gino Zardini commenta: «Se riuscissimo - con i nostri costruttori partner - ad aggiudicarci anche la futura gara per la costruzione (le risorse finanziarie non ci mancano) e poi anche la gestione, metteremmo le basi per uno sviluppo strategico dell'asse Autobrennero verso l'Adriatico. Avere 67 km in più, e potenzialmente gli altri 60 da Ferrara al mare (Ravenna-Porto Garibaldi) dove ci sono già le quattro corsie, significa aumentare di un quarto la nostra forza. E avere ancora più credibilità per il rinnovo della concessione dell'Autobrennero, che scade nel 2014. Tutto si lega al grande progetto del tunnel, per il quale tra 7 anni avremo accantonato 550 milioni, sperando che qualcuno ci interpelli, visto il ruolo non piccolo che abbiamo nella partita».

Allora non è vero che voi «golpisti» padani pro-Grisenti avete rovesciato Willeit per asfaltare tutto il Nord Italia a scapito dei progetti ferroviari? «Willeit l'abbiamo convinto a cavalcare il progetto in cui non aveva creduto. Le infrastrutture hanno bisogno di grandi progetti e di solidità finanziaria. L'intermodalità gomma-rotaia è una strada obbligata. L'importante è scegliere lo sviluppo a tutto campo, superando l'angustia delle visioni provincialistiche».

Zardini il veneto come Grisenti «l'emiliano» (così si è confessato ieri all' Adige: due (auto)treni in corsia di sorpasso sulle altre autostrade.

pgh

 

Valdastico e Bbt un doppio «no»

 

 

BOLZANO/TRENTO - Una manifestazione alla quale hanno preso parte circa alcune centinaia attivisti si è svolta a Campo di Trens vicino al valico di confine con l'Austria contro la realizzazione del tunnel di base del Brennero (Bbt, in tedesco). La manifestazione è stata organizzata dai comitati Stop Bbt, Stop Transit e da No Tav provenienti dalla regione austriaca del Tirolo e dall'Alto Adige, con una rappresentanza di una trentina di anarchici di Rovereto.

La manifestazione si è svolta pacificamente e senza incidenti. I manifestanti hanno chiesto la chiusura di tutti i cantieri per i lavori di preparazione del traforo e la riduzione del numero di mezzi pesanti che transitano lungo il Brennero, sostenendo che la realizzazione dell'infrastruttura comporterebbe gravi danni all'ambiente.

I manifestanti hanno proposto invece che sia incentivato e rafforzato l'uso della ferrovia già esistente. La manifestazione ha ottenuto anche l'adesione dei Verdi altoatesini e di Rifondazione comunista.

Intanto, sul fronte infrastrutture c'è da registrare la polemica della Cgil, nella persona del suo responsabile industria Paolo Burli, contro l'Associazione industriali di Trento, la cui neopresidente ha ribadito che è ora e tempo di realizzare finalmente la Valdastico nord per collegare Vicenza con Trento.

La Cgil cita uno studio della Fondazione Nord Est secondo cui gli imprenditori chiedono il potenziamento della ferrovia del Brennero piuttosto che il completamento della A31. Senza dimenticare che il presidente della Regione Veneto Galan, due settimane fa, anche in contrapposizione con la presidente vicentina e leghista della Serenissima, Manuela Dal Lago, ha detto che il potenziamento della Valsugana è preferibile alla Valdastico «che i trentini non digeriranno mai e che rischia di diventare una perdita di tempo».

«La presidente degli industriali Ilaria Vescovi non dimentichi - dice Burli - il risultato dell'indagine della Fondazione Nord Est sugli imprenditori trentini che non credono più nella priorità del completamento della A31. La maggioranza di questi ha infatti dichiarato di ritenere fondamentale, piuttosto, il potenziamento della ferrovia del Brennero. Vescovi non si faccia scavalcare in lungimiranza dai suoi associati. Il Trentino non può rimanere inchiodato ad un dibattito vecchio di trent'anni». Paolo Burli si riferisce alla ricerca che a maggio aveva rilevato il gradimento degli imprenditori rispetto a diversi progetti infrastrutturali. Dall'indagine risulta che il 31,5% degli intervistati trentini promuove il tunnel del Brennero, mentre solo il 26,6% degli imprenditori considera prioritaria la Valdastico. Ancora più significativo il dato su tutto il campione di imprenditori del Nordest: solo il 6,2% vuole la Valdastico, mentre la stragrande maggioranza - il 55% - reclama la variante di Mestre. Insomma, anche gli imprenditori trentini non parteggiano più incondizionatamente per la A31. Per la Cgil le sfide per lo sviluppo sono altre. «Oggi l'economia - conclude Burli - non viaggia più solo sulle autostrade. C'è la rotaia, ma le infrastrutture indispensabili per creare sviluppo sono anche altre, quelle informatiche e quelle immateriali, come la conoscenza. Su queste bisogna puntare per rafforzare il sistema economico trentino».

l’Adige, 29 luglio 2007

 

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