L’eminenza rossa

 

Non fosse stato per la questione di Euregio Finance e del suo amministratore delegato, chi scrive non avrebbe mai saputo nulla né di Gilberto Gabrielli, né tantomeno del suo curriculum. E mal gliene sarebbe incolto: nel senso che il nostro, bolzanino di nascita e con una gioventù di “militanza” al fianco degli attuali maggiorenti (per così dire) dei DS locali, di carriera ne ha fatta in abbondanza.

Laureato in sociologia nel 1970 all’Università degli studi di Trento, per qualche anno riveste l’incarico di responsabile della formazione professionale, della cultura e di altre funzioni per la Provincia autonoma di Bolzano. Nel 1976 abbandona l’amministrazione pubblica per un incarico presso una casa editrice, salvo poi farvi ritorno con un altro incarico nell’ambito della formazione, nell’Eni e la Montedison di Mario Schimberni.

E dove, come ricorda il giornalista Oscar Giannino, ha l’occasione di entrare in amicizia con Giovanni Consorte: ovvero lo stesso ex presidente di Unipol al centro delle vicende odierne che vedono una richiesta di autorizzazione sull’uso delle intercettazioni telefoniche delle conversazioni telefoniche svoltesi tra Piero Fassino, Massimo D’Alema, Nicola La Torre e, per l’appunto, Giovanni Consorte per le vicende UNIPOL-BNL.

Dalla Montedison, Gilberto Gabrielli passa prima in Cimo, poi nel 1995 alla filiale italiana di ABM Ambro: la più grande banca d’Olanda e l’ottava in Europa, e con la quale prende parte sia alla scalata di Roberto Colaninno a Telecom Italia attraverso la partecipazione azionaria detenuta nella banca Antonveneta, che alla privatizzazione e successiva vendita di SEAT (società editrice delle pagine gialle) sempre al Roberto Colaninno presidente di Telecom Italia.

Nel 1997 viene candidato direttamente dall’allora segretario del PDS Massimo D'Alema alla guida del Monte dei Paschi di Siena ed in opposizione all’altro candidato interno, tale Silvano Adriani: su entrambi ha la meglio un presidente di “transito”, ovvero quel Luigi Spaventa che l’anno successivo assumerà la presidenza della CONSOB. Si rifà con un posto nel consiglio di amministrazione delle Ferrovie dello Stato SpA.

Nel 2000 lascia ABN Amro e assieme ai soci Vittorio Merloni (settore elettrodomestici), Tonino e Giampaolo Angelucci, padre e figlio nonché imprenditori romani operanti nelle cliniche private e già editori del quotidiano l’Unità e di seguito de Il Riformista (considerato di area dalemiana), rileva dal Tesoro la COFIRI SpA (compagnia finanziamenti e rifinanziamenti), con la strategia di farne una banca d’investimento del tipo di Mediobanca o MCC (Medio Credito Centrale). Dopo il via libera all’acquisto da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato del 19 gennaio 2001, Gilberto Gabrielli ne diviene il Presidente.

Nel 2003, e come spiega il giornalista Massimo Mucchetti, a causa di “contrasti insanabili” con gli altri due soci Vittorio Merloni e Giampaolo Angelucci cede la presidenza di COFIRI ad Ernesto Monti. Nello stesso anno, attraverso la finanziaria di diritto olandese Olot BV e in collaborazione con Alpenair Srl, fonda Euregio Finance: nella quale, come descritto ad inizio pagina, assume il ruolo di amministratore delegato a fianco del presidente Franz Senfter. E con la quale, il 28 febbraio 2006 riceve l’incarico ufficiale di advisor per il modello di finanziamento del tunnel del Brennero.

Insomma: dalla citazione del suo nome in una sentenza della Corte Costituzionale del 1975 ad oggi, sono passati 32 anni. Nel corso dei quali il sessantenne bolzanino protagonista di questa cronaca e tra le altre cose anche presidente dell’università IULM di Milano dal 2000 al 31 ottobre 2005, ha costruito un solido rapporto sia con gli attuali vertici nazionali dei DS, che con il mondo della finanza e dell’imprenditoria che si richiama alla medesima formazione politica di cui sopra. Non male per un ex di Lotta Continua: pardon, Lobby Continua.

(fine prima parte)

Bolzano, 30 luglio 2007

Luca Marcon, http://bolzanoeprovincia.splinder.com/

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