Nota di Nimby trentino

 

I Verdi (solo altoatesini?): tra contraddizioni e conflitti, verso elezioni.

Singolare l’indifferenza con cui il consigliere comunale verde Helmuth Moroder, peraltro solo ingegnere, non si deve occupare delle note conclusioni del workshop all’Eberle del 2-3 aprile 2007 - su http://www.provincia.bz.it/lpa/news/news_i.asp?art=164358&HLM=1, secondo le quali “il numero di particelle emesse dall’inceneritore è paragonabile con la quantità emessa da una macchina diesel”.

Nemmeno si chiede perché, malgrado quelle (r)assicurazioni sulla pubblicazione di alcuni contenuti di quel workshop, vagamente promessa entro giugno, a distanza di 4 mesi la questione sia ancora in… alto mare.

Delle due l’una: o alcune relazioni degli esperti, sconosciute ai più, non combaciavano con certe volontà e quelle rassicuranti certezze o prima è meglio definire più nel “merito” l’iter del bando per l’assegnazione dei lavori dell’inceneritore alla cordata altoatesino-emiliana-ecc. O forse si studia o ci si accapiglia su come combinare un altro workshop ancor meglio rassicurante del primo che faccia “chiarezza” su alcune non del tutto rassicuranti valutazioni (secretate?) degli esperti.

Così in Südtirol, con le complicità, le finzioni e la tutela dell’immagine anche dei Verdi, si va verso la limitazione o la censura dell’informazione, della conoscenza e della sua diffusione.

Che altre complicità vedano protagonisti alcuni rappresentanti del nascente “partito democratico” altoatesino non può che lasciare del tutto indifferenti anche i Verdi; si tratta di un progetto – altrimenti soprannominato “Korazzata con feritoie”, altro che riproposizione delle geometrie della montagna - di poco più di 5 milioni di euro iva esclusa. Ad esempio quelle che vedono tra i progettisti dell’inceneritore l’arch. Claudio Lucchin, collaboratore professionale dell’assessore comunale all’urbanistica Silvano Bassetti e suo sostenitore alle comunali del 2005, e l’ing. Michele Carlini, cognato del medesimo assessore.

Così in Südtirol si va verso la spartizione e diffusione della ricchezza (e) dell'Autonomia.

Su tutto ciò Moroder, Kury, Dello Sbarba ed altri tacciono. Le ragioni sembrano ormai note ai più: se qualcuno rimettesse in discussione il piano provinciale altoatesino “salterebbe” qualcuno e qualcosa.

Ci sarebbe di mezzo anche la biodiversità nelle Alpi su cui la Cipra, ambiente molto conosciuto allo stesso Moroder, si spende in fiumi di chiacchiere sullo “sviluppo sostenibile-compatibile” attraverso incenerimenti.

Ci sarebbero di mezzo altre singolarità, come la critica della medesima Cipra nei confronti del “Piano d'azione dell'UE recentemente annunciato, che stabilisce una riduzione delle emissioni di CO2 inferiore rispetto a quanto finora previsto.” Alla presidenza di Cipra siede Damiano di Simine di Legambiente non “pregiudizialmente” contraria agli inceneritori, eccellenti emettitori di CO2 ecc.

Quel Di Simine, da poco presidente di Legambiente di quella Lombardia in cui troneggia un inceneritore da 800.000 tonn/anno, di cui alla recente sentenza di condanna della Corte di giustizia europea.

 

IERI

 

I VERDI

Kury: «La Provincia blocchi il progetto»

 

BOLZANO — I Verdi hanno da sempre osteggiato la scelta della costruzione del nuovo inceneritore di Bolzano. Lo smaltimento dei rifiuti, sostengono, potrebbe essere realizzato con altri metodi meno costosi e meno inquinanti. Almeno questa è l'opinione di Cristina Kury, la quale confida in un ripensamento da parte della giunta provinciale.
Consigliera Kury, si riparte con il bando per l'appalto del nuovo impianto...
«C'era da aspettarselo. Sapevo che difficilmente la giunta provinciale avrebbe cambiato rotta. La strada l'avevano già iniziata a percorrere con il primo bando ed era logico proseguire. L'unica cosa che mi chiedo è il perché si sia preparato un bando che almeno nelle linee generali è uguale al precedente».
I Verdi non concordano?
«Assolutamente. Lo abbiamo detto e ripetuto non solo a livello provinciale, ma anche in consiglio comunale e circoscrizionale. A nostro avviso esistono altre forme per lo smaltimento dei rifiuti. La raccolta differenziata, come avviene, e con successo anche, in altre realtà al di fuori della provincia, sta dando risultati apprezzabili. La nostra soluzione, quindi, è di incentivarla lasciando da parte il nuovo inceneritore. Per questo spero che la giunta riveda le decisioni».
Metterete in preventivo anche delle manifestazioni?
«Sicuramente. Ma prima le concerteremo con i consiglieri comunali».

E. B.

 

Inceneritore: bando pronto, si riparte
Mussner: appalto entro ottobre, i lavori saranno ultimati in due anni

 

BOLZANO - Si riparte con l'inceneritore. L'assessore provinciale ai lavori pubblici ha pronto sul suo tavolo il secondo bando per la gara d'appalto per la costruzione del nuovo impianto che, entro il 2010, dovrà sostituire quello esistente. La pubblicazione è prevista nei prossimi giorni, anche perché Mussner intende rispettare i tempi. L'obiettivo è quello di ultimare i lavori nel 2009 e di metterlo in funzione nel 2010. Rispetto alla prima gara d'appalto, nella quale erano stati presentati solamente tre progetti, peraltro bocciati in quanto giudicati inadeguati, le caratteristiche e le specifiche tecniche non sono cambiate. L'unica differenza è che alle ditte che risponderanno al bando della Provincia si chiedono nei preventivi maggiori specifiche tecniche sui materiali e sulle tecnologie che verranno usate per i filtri e per la realizzazione del camini di espulsione. Invariato, invece, il costo, che non dovrà superare i 98 milioni di euro, e la quantità di rifiuti che sarà possibile smaltire, fissata in 130 mila tonnellate.

«La prima volta le ditte che avevano partecipato alla gara non avevano risposto adeguatamente alle nostre richieste - spiega l'assessore -. Per questo abbiamo previsto nel nuovo bando che i progetti dovranno essere più accurati e particolareggiati proprio sulla parte filtri e camini». Il risultato che persegue Mussner non è quello del gioco al ribasso, piuttosto quello di cercare un'azienda che sia in grado di fornire un impianto tecnologicamente all'avanguardia. «Cerchiamo il meglio - spiega - in quanto il nuovo inceneritore oltre a rispondere a determinati parametri di sicurezza dovrà durare almeno 35 anni. Un investimento del genere non può e non deve essere limitato».

È evidente che la linea seguita dall'assessore e dal suo staff è di individuare un progetto le cui caratteristiche diano risposte adeguate al pericolo di inquinamento. Non è un mistero che le obiezioni dei comitati, che si sono dichiarati contrari alla realizzazione dell'impianto, riguardano proprio l'emissioni di polveri sottili.

«Prestiamo attenzione alla tutela dell'ambiente - aggiunge Mussner - perché in nessun modo ci dovrà essere una ricaduta negativa per la città di Bolzano e per la popolazione». E su questo punto l'assessore tiene a sottolineare che, sebbene nei piani della giunta sia anche previsto l'utilizzo dell'impianto anche per i rifiuti provenienti dagli altri comprensori della provincia, non ci sarà un aumento del traffico dei rifiuti su strada: «Il trasporto avverrà solamente su rotaia ed i punti di scarico saranno diversi e ubicati nelle vicinanze dell'impianto. Non si vuole, infatti, che i rifiuti siano trasportati attraverso la città o comunque ne attraversino una larga parte».

La gara avrà tempi di svolgimento brevi. Entro ottobre la commissione presieduta dal direttore dell'ufficio impianti di smaltimento dei rifiuti, Georg Simeoni, concluderà l'esame dei progetti che, questa volta, l'assessore si augura più numerosi della prima gara.

Al precedente bando avevano partecipato tre cordate di imprenditori: una capeggiata dalla Unieco di Reggio Emilia, una dalla Termomeccanica Spa di Milano alleata alla Zimmerhofer di Campo Tures ed una terza, perfetta espressione dell'imprenditoria locale, guidata dalla Atzwanger spa in cui figurano anche la Oberosler cav. Pietro di San Lorenzo di Sebato, la Seeste Bau, la Stahlbau Pichler, la Hafner e la Cosbau di Bolzano, la Wipptaler Bau di Colle Isarco e la Ladurner spa di Lana. Nessuno dei tre progetti era stato giudicato idoneo. «Questa volta credo che l'esame sarà molto più rapido - aggiunge l'assessore - anche perché sappiamo cosa cerchiamo».

Enrico Barone

Corriere dell'Alto Adige, 3 agosto 2007

 

OGGI

 

L'inceneritore divide. Moroder ammette: tra i Verdi idee diverse

Spagnolli: «Nuovo forno Progetto indispensabile»

Schiatti: si cambi rotta. No del sindaco

 

BOLZANO - La decisione della Provincia di procedere con un secondo bando per la gara d'appalto del nuovo inceneritore riaccende il dibattito sull'impianto. A dare nuovi argomenti al fronte del «no» sono anche i risultati, migliori del previsti, del lancio della raccolta differenziata dell'organico in città. Ma il sindaco è deciso: «Il tempo delle chiacchiere è finito, se rimettiamo in discussione il nuovo forno salta tutto il piano provinciale». Un piano ritenuto accettabile anche dal gruppo comunale dei Verdi, anche se Helmuth Moroder, con onestà intellettuale, ammette che all'interno del movimento provinciale «esistono posizioni non univoche».
LA DESTRA - Luigi Schiatti, consigliere comunale di Unitalia, è appena entrato nel cda della Seab. E proprio in questa sede ha chiesto, nell'ultima seduta, una relazione sull'avvio della raccolta differenziata. «Nonostante il piano sia basato quasi esclusivamente sulla buona volontà dei cittadini - ragiona - si viaggia già sul 40% di frazione umida separata. Ciò dimostra che esistono grossi margini di miglioramento. Credo a questo punto valga la pena di ragionare su un sistema più rigido: per esempio far pagare una quota fissa ai cittadini, da cui scalare un "tot" per ogni conferimento di rifiuti differenziati. Un sacrificio, certo, ma potrebbe valerne la pena per scongiurare la necessità del nuovo termovalorizzatore, o quantomeno per ridurne la capienza prevista e il relativo impatto. Un'occasione da non sprecare».
Schiatti, come gran parte dell'opposizione di centrodestra, non è contrario agli inceneritori in sé, ma alla localizzazione dell'unico impianto provinciale a Bolzano Sud. «È inaccettabile, geograficamente ma anche eticamente - scandisce - la previsione di un unico forno nella conca, a ridosso dei quartieri popolari della città».
L'annuncio del nuovo bando suscita la presa di posizione anche di Pietro Friso, instancabile animatore dei comitati cittadini. «Ci si chiede - scrive - perché la Provincia che tanto tiene a primeggiare nello sviluppo e nella ricerca, non prenda in considerazione lo smaltimento dei rifiuti con trattamento a freddo».
IL SINDACO - Gigi Spagnolli non si sposta di un millimetro dalla sua posizione. «Il consiglio comunale - ricorda - si è già espresso definitivamente approvando il piano rifiuti. Il tempo delle chiacchiere è finito: ogni discorso sull'inceneritore è chiuso. La raccolta differenziata va bene? Non è certo un motivo per cambiare idea sul forno, che è inserito in un piano che riguarda tutta la Provincia, Se si mette in discussione quello, allora rischiano di saltare gli altri elementi, come le discariche o l'impianto dei fanghi nella Bassa. E ricordo che nel bilancio netto dei rifiuti, in base al piano saranno di più quelli esportati dalla città rispetto a quelli importati dalla provincia ».
I VERDI - Il piano rifiuti è stato approvato anche dal gruppo comunale dei Verdi, i cui rappresentanti in Provincia hanno sempre avuto una posizione più critica sul nuovo forno. «È vero - riconosce Helmuth Moroder -, tra noi esistono posizioni diverse in materia. Un'anomalia solo italiana: nel resto d'Europa, i movimenti Verdi sono tutti orientati a favore della termovalorizzazione, che però non va vista in contrapposizione alla raccolta differenziata. Ciò vale anche per il piano altoatesino: è falso dire che il successo della raccolta dell'umido crea problemi all'inceneritore, perché quest'ultimo è stato dimensionato tenendo conto della crescita della frazione differenziata». Un piano sostenuto da Moroder: «Sono per la raccolta "spinta", ma ad oggi il miglior modo conosciuto per trattare il residuo è l'incenerimento con relativo recupero di calore».

Francesco Clementi

Corriere dell'Alto Adige, 4 agosto 2007

 

 

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