Via alla campagna contro il golf
Sit-in del comitato: «Vogliamo informare la gente»

 

DAIANO - «Noi facciamo soltanto informazione, senza voler condizionare nessuno. Vogliamo che la scelta venga operata su dati oggettivi e reali, quando sarà il momento di andare alle urne per il referendum».

Si terrà domenica 7 ottobre la consultazione popolare per sentire i cittadini di Daiano in merito al progettato nuovo campo di golf a 18 buche, che dovrebbe sorgere nelle zone delle «Ganzaie», di «Prabocolo» e di «Badalto», splendide aree prative per le quali si ipotizza una significativa trasformazione d'uso.

In vista di questo importante appuntamento, il Comitato «Golf a Daiano? No grazie!», presieduto da Luigi Ferracini, ha organizzato ieri, per l'intera giornata, un sit-in davanti al municipio, esponendo una articolata serie di documenti, lettere, risposte, articoli di stampa, petizioni, richieste e pareri che riassumono quanto è accaduto finora ed illustrano quelle che potrebbero essere le future prospettive, nel caso in cui la nuova realizzazione dovesse diventare realtà.

«I problemi sono molti» spiegava ieri Dino Ceol, uno degli assertori più convinti del danno che il golf andrebbe a procurare al paese. «In primo piano la salvaguardia dell'ambiente, visto che l'iniziativa provocherebbe grandi stravolgimenti del manto erboso e della flora esistente, a causa dei prevedibili, consistenti movimenti di terra necessari per la creazione dei green, in un'area che, al contrario, dovrebbe essere protetta per le sue pregevoli, uniche tipicità naturali.

Va sottolineato inoltre che un campo da golf a 18 buche richiede la disponibilità di almeno 50 ettari di terreno. Non bisogna poi dimenticare il problema dell'acqua.

Nell'agosto del 2006, da uno studio dell'ex commissario straordinario Armando Paris emergeva che il consumo d'acqua stagionale previsto sarebbe pari a 43.900 metri cubi.

Una valutazione per difetto, visto che va in contrasto con le necessità idriche rilevate da una apposita commissione comprensoriale che è stata istituita nel luglio del 2004 proprio per analizzare la fattibilità dei campi da golf in Fiemme e che stabiliva in 250 metri cubi al giorno, per sette mesi, pari quindi a 52.500 metri cubi totali, le reali esigenze.

Infine, non va sottovalutato il grosso problema del traffico.

Il paese, insomma, non è strutturato per ospitare un impianto di questo genere, per cui, in prospettiva, occorre rivedere la infrastrutturazione viaria, rispetto a quella di oggi che sarebbe del tutto insufficiente».

Ma non è tutto. «Solo per la gestione dell'impianto - fa presente ancora Ceol - si prevede una spesa di 625.000 euro all'anno, 320.000 dei quali per il personale, ed inoltre gran parte dell'area è pubblica, quindi gravata dal diritto d'uso civico del quale i censiti sarebbero privati, su un'area collettiva che, di fatto, diventerebbe una esclusiva prerogativa di pochi».

E poi c'è un ultimo aspetto che al comitato sta particolarmente a cuore e che va a favore del no. «Nonostante le nostre ripetute richieste, non c'è mai stato alcun confronto con la pubblica amministrazione locale. Anzi, ad un certo momento, il sindaco Roberto Vanzo ci ha ufficialmente scritto che, vista la attivazione delle procedure referendarie, non c'era più la necessità di incontrarsi. In campagna elettorale per le ultime comunali, si era dichiarato nettamente contrario al golf. Ora evidentemente ha cambiato idea».

La campagna di sensibilizzazione della gente, sia locale che ospite (e ieri erano molti i turisti che chiedevano informazioni) continuerà anche nelle prossime settimane.

Mario Felicetti

l’Adige, 12 agosto 2007

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