Adamello: 184 atterraggi in sette giorni
Questo il costo ambientale della messa a Passo Lobbia

 

VAL GENOVA - Che probabilmente si fosse superato il segno della ragionevolezza nella frequenza di voli in elicottero sul Parco dell'Adamello - Brenta, lo si era intuito una decina di giorni fa, quando nel corso della riunione a Strembo del comitato di gestione dell'Ente, alcuni membri avevano ufficialmente sollevato il problema.

La vicinanza temporale del V° «Pellegrinaggio dei giovani alla Croce dell'Adamello - Punta Giovanni Paolo II» svoltosi l'8 luglio scorso, lasciava supporre che vi fosse un nesso tra l'evento trasmesso in Eurovisione e le prese di posizione all'interno del comitato.

A suffragare totalmente questa impressione, ieri - su precisa richiesta del giornale l'Adige - la Provincia nella persona dell'accountable manager del Nucleo Elicotteri ingegner Claudio Bortolotti ha fornito i dati relativi all'attività di volo per la messa in ricordo di Giovanni Paolo II.

Ebbene, nella sola giornata di domenica 8 luglio, i due elicotteri Ecureil (info su http://it.wikipedia.org/wiki/Eurocopter, nota di Nimby trentino) della Provincia hanno effettuato 62 atterraggi nel cuore dell'Adamello. Voli andata e ritorno dal fondovalle per accompagnare a Passo Lobbia autorità ecclesiastiche e civili che dovevano presiedere e presenziare alla celebrazione eucaristica. Voli per recuperare a fine giornata materiale e tecnici Rai. Ma non solo, parrebbe.

Una mezza conferma viene da Bortolotti in persona: «Quel giorno non c'ero, ma a me risulta che in totale siano state portate in elicottero circa 60 persone - afferma -. Tutte persone di una certa età e a me non sembra che per un evento del genere sia una cifra così esosa».

Impossibile sapere chi - autorità a parte - abbia beneficiato del passaggio sugli elicotteri: il dato certo, accanto a quello degli atterraggi, è quello delle ore di volo avanti e indietro dall'Adamello: nove ore e 3 minuti in totale, così suddivise per macchina: 5 ore 10' per quella che ha effettuato 40 atterraggi e 3 ore 53' per quella che ha effettuato i restanti 22.

Costo dell'«operazione trasporto in vetta»? «Posso dire che il costo al minuto dell'Ecureil che come Provincia pratichiamo ad esempio ai Comuni è di 13 euro» afferma Bortolotti, il che significa - per nove ore e rotti di volo - 7.059 euro.

I dati relativi alla giornata clou dell'evento in Adamello, non esauriscono però una certa iperattività degli elicotteri nella prima decade di luglio, giustificata con la necessità di preparare a dovere l'appuntamento.

Nel dettaglio il 2 luglio sono stati effettuati 14 atterraggi per il trasporto di generatori corrente della Provincia e 7 per il trasporto di persone; il 4 luglio 11 atterraggi per i generatori e 2 per trasporto persone e materiali; il 5 luglio 13 atterraggi per trasporto materiale e tecnici Rai; il 6 luglio 36 atterraggi per trasporto materiale e tecnici Rai; il 7 luglio 21 atterraggi per trasporto tecnici Rai e l'11 luglio 18 atterraggi per trasporto al gancio per recupero dei generatori della Provincia.

Tirando le somme, in sette giorni in cima alla Val Genova sono stati effettuati 184 atterraggi per un totale di ore 29.06' di volo (dato comprendente i trasferimenti per e dall'Adamello) e per una spesa - in base al dato fornito da Bortolotti - di 22 mila 698 euro.

Cifre che colpiscono e che sottoponiamo al responsabile del Nucleo Elicotteri per un commento: «È innegabile che in quei giorni ci sia stato un traffico di elicotteri notevole - ammette Bortolotti -. Posso peraltro assicurare che esso era legato alla specialità dell'evento che si andava a preparare e che ha consentito al Trentino di andare in Eurovisione per due ore».

Si potevano utilizzare gli elicotteri con più parsimonia? «Come ho già detto, io non c'ero e quindi non posso rispondere in modo esaustivo. Quel che posso dire, però - argomenta Bortolotti - è che per portare in quota le attrezzature Rai ed i generatori si possono fare carichi molto limitati, il che determina la necessità di effettuare molte più rotazioni di quelle che sarebbero necessarie in valle».

Pietro Gottardi

 

Dino Leonesi, dirigente generale e deus ex machina del pellegrinaggio in Adamello, non si espone
«I voli? Sono un funzionario, chiedete a Dellai

 

TRENTO - Dino Leonesi, oltre che dirigente generale della Provincia con incarico speciale per le attività di promozione e verifica dell'attuazione del programma di legislatura, è personaggio molto conosciuto in Val Rendena sia per il suo operato all'interno della Fondazione rifugio Caduti dell'Adamello, sia per l'impegno profuso nell'organizzazione del Pellegrinaggio dei giovani alla Croce dell'Adamello. Dell'evento, a dirla tutta, è il vero deus ex machina ed a lui - prima di disporre dei dati riportati sotto - ci eravamo rivolti per saperne di più sul rutilante via vai di elicotteri in Adamello, in occasione dell'ultimo pellegrinaggio.

«Noi abbiamo autorizzato il trasporto di uomini e mezzi della Rai» si limita a rispondere in prima battuta.

Eppure c'è chi dice che molta gente sia salita alle Lobbie in elicottero...

«Molta no. Qualche alto prelato tra cui Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Betori, segretario generale della Cei che doveva celebrare la messa e cariche istituzionali, sì»

A Pinzolo si dice che non ci fossero solo monsignori e presidenti sugli elicotteri.

«Questo tenderei ad escluderlo, anche se voglio precisare che io ho coordinato l'evento nel suo insieme: non mi sono occupato della gestione spicciola».

E per portare in quota autorità ecclesiastiche e civili sa quanti voli sono stati effettuati?

«Non me lo ricordo».

Chi potrebbe sapere queste cose?

«Non è competenza mia. Chiedete al presidente Dellai, è lui che autorizza. Io sono un funzionario e faccio il mio dovere».

P.G.

 

Vietato atterrare, con molte eccezioni
I voli di promozione hanno interesse pubblico

 

VAL GENOVA - Dovrebbero essere un'eccezione, pochi casi frutto di necessità in deroga al divieto generale sancito dalla legge 5 del 1996. Invece, i voli in elicottero sopra la Val Genova e l'Adamello, nel cuore del Parco naturale, sono diventati troppo frequenti. La denuncia non è di qualche turista infastidito, ma di alcuni membri del Comitato di gestione del Parco.

Non parliamo, ovviamente, né dei voli di soccorso né di quelli che in questi giorni vengono effettuati per bonificare i ghiacciai dagli ordigni. Ma se nel comitato di un Parco che investe in mobilità sostenibile (sappiamo quanto ci è voluto per fermare i mezzi privati in Val Genova) viene sollevato il problema, ci sentiamo obbligati a comprenderne le dimensioni. Per questo abbiamo cercato di capire quanti sono questi voli; da quando sorvoli e atterraggi sono aumentati; per quali motivi. Se si tratta di voli privati, o di elicotteri della Provincia.

Un dettagliato quadro «storico» dei voli, ad iniziare dalla ristrutturazione del rifugio «Ai caduti dell'Adamello» è tuttavia difficile da costruire: né il Servizio comunicazioni e trasporti né il Servizio parchi e conservazione della natura dispongono di un registro completo. E neppure il Parco sa compiutamente chi vola sull'area protetta e per quali motivi: «Noi - risponde il direttore Claudio Ferrari - riceviamo solo comunicazione dei voli autorizzati, quest'anno due». È un effetto della normativa: la legge 5/96 stabilisce che «al fine di assicurare la salvaguardia dell'ambiente naturale e la prevenzione dell'inquinamento acustico», nei parchi sono vietati l'atterraggio, il decollo e il sorvolo a quota inferiore a 500 m dal suolo.

Ma l'elenco delle eccezioni è lungo: oltre che ai servizi di interesse pubblico (compresa la promozione della comunità territoriale di riferimento), i divieti non si applicano ai sorvoli per studio, ricerca e documentazione tecnico scientifica (2 autorizzazioni quest'anno) e a quelli per il trasporto di materiali. C'è solo l'obbligo, in questi casi, di comunicarlo prima al Servizio parchi (o al Comune interessato, se sopra i 1000 metri).

Il numero di voli autorizzati che risulta al Servizio parchi, 19 in tutto finora dal 1° gennaio 2007, non spiega l'impressione di via vai. Ma che non tutti i voli siano sempre regolari lo dimostrerebbero le 11 ordinanze di ingiunzione firmate l'anno scorso dal dirigente del Servizio comunicazioni e trasporti, ai sensi della legge 689 del 1981, in danno di alcune ditte di trasporto con elicottero per un totale di circa 20 mila euro.

Le ditte hanno impugnato le ordinanze e la Provincia si è costituita per confermarne la validità. Ma il recente orientamento giurisprudenziale - osserva il dirigente del servizio Roberto Andreatta - sta rendendo più difficile la contestazione delle violazioni nei casi di mero sorvolo. C'è l'orientamento a confermare le multe a fronte di accertamenti con strumenti di precisione «oggettiva».

«Resta il fatto che la legge 5 - conclude il dirigente - per quanto riguarda il caso segnalato dal Parco, a prescindere dal profilo sanzionatorio, vuole una interpretazione restrittiva dei casi di volo per interesse pubblico, e quindi la ragionevolezza nel limitarli allo stretto indispensabile resta un obbligo che sempre viene ricordato agli organizzatori di eventi sportivi».

Una circolare del marzo 2002 ribadisce il carattere restrittivo delle norme: «Con riferimento in particolare ai voli effettuati "per servizi di interesse pubblico" si deve tenere conto non solo dell'aspetto legato alla promozione della comunità territoriale di riferimento in termini sociali, culturali od economici, ma anche del grado di necessità del volo per il raggiungimento dell'interesse pubblico, in termini cioè di adeguatezza e proporzionalità del mezzo rispetto allo scopo».

Fabrizio Torchio

l’Adige, 10 agosto 2007

 

Elicotteri nel Parco
Quel ronzio sul ghiacciaio

 

Un ronzìo continuo. Gli Ecureil caricano come polline le persone e girano attorno al massiccio delle Lobbie. Il 7 e 8 luglio i giovani salgono fino al Passo della Lobbia per ricordare Giovanni Paolo II, ma chissà cosa avrebbe detto il pontefice polacco amico della montagna vedendo il cielo limpido del ghiacciaio dell'Adamello solcato da queste moderne «api ad eliche».

Da novizio dei ghiacciai mi colpiscono i profondi crepacci, le lattine di birra degli anni '60 che riaffiorano, ma soprattutto il rumore armonioso dell'acqua che lavora instancabile sotto la superficie. Peccato dover sempre sentire il ronzìo. Sabato la condizione nel salire è quella che è, difficile raggiungere chi è davanti. Un pensiero curioso: ma non c'erano posti più agevoli per combattere una guerra? La vegetazione termina e comincia la calura e al rifugio Mandron chi si vede? L'Ecureil. L'elicottero non induce in tentazione: con calma si arriva ovunque. La notte al rifugio «Ai caduti dell'Adamello» è breve e alle 7 del mattino dopo la colazione c'è tempo di salire alla Lobbia Alta. Dalla valletta i primi rumori, sulla piazzola in lontananza berrettino della Protezione Civile e barbetta incolta: è Lorenzo Dellai, che dopo le inaugurazioni tornerà agli impegni istituzionali. Da quel momento fino alla Messa (ore 11) agli Ecureil manca solo la scritta «Trentino Trasporti» ed il bigliettaio a bordo. Sulla piazzola-fermata di Passo della Lobbia atterra ogni tanto anche un elicottero bianco dei Carabinieri.

Gli arrivi sono a ciclo continuo. In cima alla Lobbia Alta le guide alpine insegnano i nomi di tutte le cime, per fortuna là il ronzìo è minore e si può ammirare la croce sulla punta Giovanni Paolo II. Terminata la celebrazione, ligia dei tempi televisivi, si può pensare che la discesa sia meno trafficata, anche perchè quando la strada scende, secondo l'adagio popolare, «tutti i santi aiutano». L'arcivescovo Bressan annuncia un cambiamento meteo nel tardo pomeriggio e per primo con il berrettino nero in testa scende la lingua del ghiacciaio. Seguirà il suo esempio anche Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata. Dopo il «pranzo alla trentina» sembrano sorgere improvvisi malori. Alla mia domanda sfacciata su una sofferenza dissimulata ricevo come risposta un sorriso malizioso. Gli Ecureil intanto erano già in movimento da un po': canto finale della Messa e subito dopo inizia il polverone degli atterraggi. Scendendo a valle in cordata il passaggio sopra le teste dell'elicottero in virata è preciso come un pendolo, ogni 1-2 minuti. A salire sul velivolo non sono solo le autorità, ma anche giovani con lo zaino appresso. Il sentimento non è di invidia o rabbia, ma di delusione: ma noi giovani non siamo capaci di andare al di là delle furbate di cui è pieno il mondo? Ma soprattutto: una tale occasione non dovrebbe spingere a farsi qualche domanda etica e morale in più? Dove è finito il piacere di vivere la montagna camminando con calma, chiacchierando e magari fermandosi spesso per ammirare il panorama? Tornati al rifugio Mandron terminano i «voli passeggeri» dell'elicottero, che ricomincia a portare a valle il materiale per la Messa.

Al momento non ricordavo di trovarmi in un parco naturale, anche perchè il concetto penso sia estendibile a tutte le cime: a piedi e con calma si gusta il piacere della montagna. Non importa a che velocità ed in quanto tempo. Meglio se con pochi ronzii.

Mattia Frizzera

l’Adige, 13 agosto 2007

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