«No al supertunnel, ne basta uno di 14 chilometri»
Un comitato austriaco ripropone la realizzazione
della “galleria di vertice” da Colle Isarco

 

BRENNERO. «La galleria di base del Brennero non s’ha da fare. Né ora né mai» è stato ripetuto ieri al valico italoaustriaco da un drappello di ambientalisti locali di “No Tav - Kein Bbt” e dai quattro componenti del comitato indipendente pro “Scheiteltunnel” guidato dall’architetto di Seefeld Michael Prachensky. Per “Scheiteltunnel” si intende un tunnel “di vertice”. Nel caso specifico una galleria praticamente pianeggiante di 14 chilometri tra Steinach in Tirolo a nord e Colle Isarco a sud.

Davanti alla stazione ferroviaria del Brennero si erano dati appuntamento una trentina tra giornalisti, fotoreporter e cineoperatori ad attendere il treno speciale che alle 11,25 doveva arrivare al valico carico di sostenitori del progetto della “galleria di vertice”. L’attesa è stata però vana in quanto il convoglio straordinario è stato all’ultimo momento annullato dalle ferrovie austriache (vedi box sopra ndr). Sta di fatto che, a bordo di un locale proveniente da Innsbruck sono arrivati i quattro promotori dell’inizitiva Prachensky (assieme all’architetto anche Rudolf Sommerer, Karl Bernd Quiring e il noto primario ospedaliero dell’università di Innsbruck Raimund Margreiter) e una ventina di simpatizzanti. Ad attenderli, fuori dalla stazione, alcuni sostenitori del comitato “No Tav - Kein Bbt” che hanno anche rubato la scena a Prachensky e amici.

«Noi diciamo no alla galleria di base del Brennero perché è voluta solo da alcune lobby economiche, perché oltre a essere inutile è costosissima i suoi tempi di realizzazione sono tutt’altro che certi» ha sottolineato Michael Prachensky che ha invece sostenuto la necessità di realizzare uno “Scheiteltunnel”, ovvero una galleria “di vertice”. In realtà non si tratta di un progetto elaborato dal suo studio, quanto della riproposizione di una vecchia ipotesi che risale agli anni Cinquanta. Data infatti al 1956 l’ipotesi di una galleria di vertice tra Stafflach, nei pressi di Steinach a nord del Brennero, e Colle Isarco. «Si tratta di una galleria di soli 14 chilometri - ha evidenziato Prachensky - praticamente pianeggiante con quote di accesso ai 1112 metri di entrata a Steinach e di 1066 metri all’uscita di Colle Isarco. Una galleria i cui costi sarebbero infinitamente inferiori a quelli ipotizzati per la galleria di base del Brennero (6 milioni di euro circa) e i cui tempi di realizzazione sarebbero ragionevoli: massimo sei anni». Prachensky e gli altri esperti del gruppo hanno addotto, a sostegno della loro tesi, varie argomentazioni tra cui alcune forti sulla conformazione geomorfologica delle rocce che dovrebbero essere perforate. «Lungo il tracciato previsto dalla galleria di Base si scontrano alcune piattaforme rocciose altamente instabili ed è assai presente il rischio di importanti infiltrazioni d’acqua».

«Ma vi siete mai posti la domanda di come sarà la percorrenza per i convogli passeggeri lungo un tracciato che prevede oltre alla galleria di base del Brennero lunga 54 chilometri anche una tratta d’accesso tra Fortezza e Bolzano che correrà anch’essa in galleria e che sarà lunga altri 70 chilometri e che saranno realizzati tutti in tunnel? Complessivamente saranno i chilometri di traforo saranno ben 130!» si è chiesto provocatoriamente Prachensky.

La manifestazione, che è stata disertata da politici di ogni colore, ha avuto il sostegno del consigliere provinciale dei Freiheilichen Pius Leitner.

Pietro Marangoni

Alto Adige, 15 agosto 2007

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