Appello di Parigi: prima che sia troppo tardi

 

Privata d'equilibri millenari, violentata da tutte le parti, la natura muore. La prognosi non è più riservata. A confermarla è il Climate Change 2007: The Physical Science Basis (ovvero il quarto rapporto del gruppo intergovernativo sull'evoluzione del clima (Giec), formato da 500 scienzati ed esperti riunitisi a Parigi il 2 febbraio 2007. L'irreversibile processo di riscaldamento della temperatura terrestre, sta generando trasformazioni disastrose e l'uomo, vede minacciata la propria sopravvivenza. Quali sono gli effetti del riscaldamento climatico sulla salute dell'uomo? L'abbiamo chiesto al Professor Dominique Belpomme, Presidente dell'Associazione per la ricerca terapeutica anti-cancro (Artac) uno dei realizzatori dell'Appello di Parigi, una dichiarazione sui rischi sanitari dell'inquinamento chimico, stilata nel 2004, firmata da centinaia di scienziati internazionali, un migliaio d'ong e circa duecentomila cittadini, e destinata alla Commissione Europea.

DB: Tutto sta nel capire se la specie umana sopravviverà nei prossimi secoli. Il riscaldamento climatico in primo luogo metterà a rischio la vita dell'uomo attraverso canicole e tempeste. I cambiamenti geografici che ne deriveranno, indurranno grosse ondate migratorie di rifugiati climatici con alti costi in termini di sofferenza e salute. L'aumento della temperatura provocherà la proliferazione di virus, batteri e parassiti e l'estensione di malattie come il paludismo, le febbri virali, il chikungunya, all'emisfero nord del pianeta. Si verificherà dunque la riapparizione di malattie contagiose e parassitarie soppresse nel secolo scorso o la comparsa di nuove malattie. Tutto questo sarà favorito dalla riduzione della biodiversità, frutto della scomparsa di migliaia di specie animali e vegetali causata dall'attività umana. La biodiversità è essenziale per la sopravvivenza dell'uomo, che è, per sua natura, inseparabile dalla flora e dalla fauna circostante e sensibile a qualsiasi distruzione o inquinamento di queste ultime.

R@: Se tali previsioni dovessero rivelarsi fondate, sarà possibile intervenire in qualche modo?

DB: Certo, ma le soluzioni non saranno di tipo medico. Si potrà cercare di ridurre le epidemie con dei vaccini o attraverso misure sanitarie, ma non saranno sufficientemente efficaci. Bisogna intervenire alla fonte del problema riducendo l'accumulazione di gas ad effetto serra nell'atmosfera a mezzo di cambiamenti e misure che rimettano in causa l'organizzazione e la produzione della società attuale. Oggi la tecnologia necessaria alla realizzazione di questa ineludibile riconversione, esiste. Ciò che manca è la volontà politica per applicarla.

R@: Nell'Appello di Parigi si afferma che la specie umana è in pericolo. Ci sono altre ragioni oltre alle sopracitate?

DB: L'Appello di Parigi riguarda l'inquinamento chimico al quale l'uomo è esposto e l'immissione nella catena alimentare e nell'ambiente di prodotti tossici tra cui i gas ad effetto serra. Sancisce che il bambino, e con esso la specie umana, sono in pericolo perchè il tasso di natalità continua a ridimensionarsi: si prevede che nei prossimi cinquant'anni avremo una riduzione compresa tra i cinquanta ed i centoventi milioni di abitanti in Europa. Inoltre il 15% delle coppie che desiderano un bambino, benché siano in età di procreare, si rivelano infeconde. In particolare aumento è la sterilità maschile causata da malformazioni congenite o dalla diminuzione della concentrazione di spermatozoi nello sperma umano, conseguenza, quest'ultima, di un'immissione selvaggia di prodotti chimici quali pesticidi, diossine, policlorobifenile (Pcb) nel mercato. La specie umana è in pericolo perché i nascituri sono già contaminati da sostanze tossiche, che avendo attraversato la barriera placentare durante la gravidanza, raggiungono il feto oppure si ritrovano nel latte della madre. Alcuni studi hanno mostrato che si possono trovare fino a duecento sostanze chimiche nell'organismo di un neonato, alcune delle quali sono cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione. Una vera bomba ad orologeria che manifesterà i suoi effetti generando malattie o sterilità. Poi perché molti bambini nascono con malformazioni in particolar modo dell'apparato genitale-urinario. Negli ultimi decenni, abbiamo riscontrato un aumento annuo dell'incidenza del cancro nei bambini europei pari all'1,1%. Inoltre, alcune sostanze chimiche sono neurotossiche e provocano malattie degenerative del sistema nervoso nell'adulto e dei ritardi mentali nel bambino. Ed infine perché certi prodotti inquinanti inducono malattie respiratorie come le allergie o l'asma. Un bambino su sette è affetto da asma, una malattia che non é sempre mortale pur restando fortemente invalidante. Tali livelli non erano mai stati raggiunti prima. È per tutto questo che oggi dichiariamo lo stato di allerta per il bambino. Inquinando l'ambiente e l'alimentazione, distruggendo la fauna e la flora, è normale che si finisca per mettere la specie umana in pericolo.

R@: Attualmente voi proponete un Memorandum dell'Appello di Parigi. È la prova che le istituzioni francesi ed europee sono state sorde al primo appello?

DB: Stiamo continuando la raccolta di firme per l'Appello di Parigi perché possa essere uno strumento di maggiore impatto. Nei due anni trascorsi le istituzioni europee non hanno fatto granché e quindi abbiamo elaborato, insieme a sessantotto esperti internazionali, un memorandum che propone centosessantaquattro soluzioni da realizzare urgentemente in Europa al fine di riconvertire le industrie e le professioni, senza attendere che sia la crisi economica a costringerci a farlo. Il Memorandum «ambiente e salute sostenibile», è destinato alla Commissione Europea e le misure proposte, anche se non sono di carattere sanitario, serviranno a salvare la vita umana.

Manuela Di Giacomo

http://www.rivistaonline.com/, 28 febbraio 2007

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