Bellamonte, villeggianti in rivolta

«Riqualificazione sì, ma conservando il paesaggio»

 

BELLAMONTE - «Zoom zoom su la Bellamonte. Al posto dei prati avremo fabbricati». Con un ironico gioco di parole sulla famosa canzone, 109 villeggianti «storici» si schierano a difesa del celebre paesaggio di Bellamonte, il balcone di prati affacciato sulle Pale di San Martino, contestando la 2ª variante al Prg che vi prevede la realizzazione di tre nuove aree alberghiere ed altre opere.

«Condividiamo la riqualificazione di Bellamonte a beneficio dei 120 residenti, ma senza alterarne il lato peculiare», riassume efficacemente Mimma Battisti, che abita una casa in legno costruita ancora dai militari austro-ungarici. La nipote del martire si definisce «bellamontana da 71 anni» e la sua - sottolinea - è «la voce di una persona che ama Bellamonte». Nella sua casa, nella Grande guerra aveva sede il comando austriaco.

«Le aree in cui verranno costruiti gli alberghi - continua Mimma Battisti - interessano le praterie di Bellamonte, un tempo il "monte del fén", che sono il balcone sulle Pale, la veduta che si trova su qualsiasi cartolina». E se il paesaggio di Bellamonte - unico - ha un valore aggiunto, Mimma Battisti ritiene che la Provincia dovrebbe riconoscerlo e tutelarlo: «Come per il Garda, o per Toblino, qui si dovrebbe affidare lo studio di riqualificazione ad un'équipe di professionisti che pianifichino le nuove realizzazioni senza alterare questo paesaggio. Altrimenti - conclude - per Bellamonte sarà un pianto».

La variante al Prg contestata è quella adottata dal consiglio comunale di Predazzo, con il «sì» di 8 consiglieri su 20, il 18 giugno scorso. A Bellamonte prevede tre nuove aree alberghiere, oltre ad una zona destinata a prima casa, alla realizzazione di una strada di collegamento interna e ad una «piazza».

E quelle previste, secondo l'avvocato romano Domenico Battista (altro firmatario della petizione) sarebbero «trasformazioni urbanistiche di notevolissima portata ambientale, tali da provocare una sensibile modifica alle particolarissime caratteristiche di una località nota per i pratoni e per un paesaggio unico, limitrofo al Parco di Paneveggio». Delusi da un primo confronto avuto con l'assessore all'urbanistica Costantino Di Cocco - annuncia Battista - i villeggianti intendono ora dar vita ad un'associazione, o ad un comitato di difesa del territorio. Due gli obiettivi: difendere quel celebrato paesaggio dolomitico e far sì che le esigenze di adeguamento della località si realizzino in forme compatibili con il territorio. «L'assessore Di Cocco l'ha spiegato chiaramente - aggiunge Battista, che a Bellamonte viene in vacanza dal 1960 - l'idea è di realizzare degli alberghi affinché cambi il tipo di turismo della località. Ma a Bellamonte si viene per il paesaggio e la tranquillità, noi dubitiamo che possa diventare come Cortina e siamo perplessi di fronte a queste scelte».

Una delegazione di firmatari si incontrerà con il sindaco Silvano Longo e la giunta di Predazzo domani pomeriggio.

Tecnicamente, l'assessore Di Cocco dettaglia così le novità urbanistiche della variante: «Le nuove aree alberghiere previste - spiega - sono tre, da realizzare con piani attuativi. Cubature massime di 3.500 metri cubi, superfici di 4 mila metri quadrati, perché un albergo deve disporre di verde e parcheggi». Si parla di almeno 80 posti letto per hotel ma - precisa l'assessore - «uno era già previsto su di un'area comunale diventata alberghiera». I nuovi hotel sorgerebbero - secondo Di Cocco - senza alterare quella celebre veduta delle Pale: «Uno in mezzo al boschetto, l'altro nella parte più bassa della località e il terzo dietro l'edificato del Comune». L'operazione è legata alla compensazione di aree a Predazzo e alla realizzazione di una strada con la quale creare un anello a senso unico nell'abitato: «Una strada di depotenziamento di via De Val, che d'inverno non è percorribile - sottolinea Di Cocco - un parcheggio e una piazza presso il centro servizi».

Perché nuovi alberghi? «Perché quelli esistenti, piccoli e interni all'abitato, non bastano», risponde l'assessore. «La richiesta è superiore all'offerta e questa amministrazione intende fornire le infrastrutture necessarie allo sviluppo del turismo. Le richieste, qui, sono di ampliare le piste da sci del Castelir, realizzare la pista ciclopedonale o il campo da golf. Serve una riqualificazione della località».

Fabrizio Torchio

l’Adige, 21 agosto 2007

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