VeDrò, il meeting dei figli di papà
Ci sarà anche Prodi junior con Giulio Napolitano

 

Tornano a Dro i giovani di belle speranze e futura classe dirigente del Paese, calamitati da "VeDrò", l'appuntamento inventato tre anni fa dal margheritino Enrico Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e ora candidato alle primarie per il Partito democratico.

Il meeting per under quaranta - ma c'è anche qualche over a cominciare dallo stesso Letta - è stato pensato per discutere, tra giovani di centrosinistra e di centrodestra insieme, non dell'Italia di domani ma del futuro. Il titolo dell'edizione di quest'anno, che inizia domenica fino al 29 agosto, indica una prospettiva di dieci anni: "Un'ottica diversa: 2017".

Ma quest'anno, più forte delle edizioni precedenti, VeDrò sembra soprattutto un raduno di figli di papà, a giudicare dalle presenze annunciate.

Tra chi infatti ha garantito agli organizzatori la sua presenza c'è Giorgio Prodi, figlio del presidente del Consiglio, ma anche Giulio Napolitano, figlio del capo dello Stato, che l'anno scorso era stato protagonista dei lavori di Dro. E non basta. Ci sarà pure: Filippo Andreatta, figlio del compianto Nino Andreatta. Tutti tre hanno meno di quarant'anni e sono professori universitari.

Ma anche fuori dal mondo dell'accademia e della politica si incontrano tra gli iscritti i figli di nomi che dicono qualcosa. È il caso di Gian Luca Rana, che è imprenditore con il padre Giovanni, il re del tortellino; così come ci sarà a Dro l'imprenditrice Luisa Todini, ex europarlamentare di Forza Italia. Entrambi sono degli habitué della manifestazione. Non bastasse, tra gli appuntamenti, c'è anche l'intervista, martedì prossimo, di Antonello Piroso a Mario Calabresi, figlio del commissario ucciso a Milano.

Certo, il messaggio di "VeDrò" è che c'è una generazione che scalpita, che pensa al futuro del Paese ed è pronta a farsi largo nella società, nei diversi settori, tra i "grandi" - e in molti casi è meglio dire tra gli anziani - che non vogliono mollare il potere. È una generazione che ripudia la cooptazione, che punta tutto sul merito, ma non si era precisato che questa nuova classe dirigente si chiamerà Prodi, Napolitano, Andreatta, Rana. Chissà se i vantaggi - e magari pure gli svantaggi - di essere "figli di..." saranno temi di discussione dei workshops previsti a Dro.

L'edizione di quest'anno di "VeDrò" si presenta comunque molto ricca. Mercoledì mattina Giovanni Floris parlerà della Tv tra dieci anni in una conversazione con Giovanni Minoli mentre Enrico Bertolino, che non fa mai mancare il suo apporto di esperto di comunicazione, oltre che di satira, si concentrerà sul linguaggio.

Tra i temi su cui si concentreranno i gruppi di lavoro all'ex centrale di Dro, che il sindaco Fravezzi ogni anno mette a disposizione per gli incontri, c'è il ruolo dei partiti nel futuro della politica italiana, di questo parlerà Filippo Andreatta, che è docente di politica internazionale, ma anche tra i promotori di "Ulibo", l'"università ulivista" di Bologna, ora deluso per come sta nascendo il Partito democratico: si discuterà poi di ambiente con Alessandro Beulcke, presidente di Nimby forum, Paride Demasi, amministratore delegato di Italgest e Edoardo Bianchini, responsabile energia di Legambiente. Infine si discuterà di modelli di sviluppo e delle città del futuro. Tra i relatori: Andrea Pezzi, l'architetto Luca Bonbassei, il docente del Mit di Boston, Carlo Ratti, il vicedirettore di Libero, Gianluigi Paragone, la deputata di An, Giulia Bongiorno.

L.P.

l'Adige, 23 agosto 2007

 

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