Raspi dell'uva: meglio bruciarli

 

È ancora tempo di vendemmia; quest'anno più anticipata del previsto. Un domani chissà, forse si vendemmierà in primavera, se avrà un senso continuare a parlare del tempo delle stagioni.

Verso le cantine trentine è un via vai di trattori che consegnano l'uva per produrre vini destinati ai mercati di mezzo mondo. Ma da quelle cantine, dopo aver spremuto i grappoli dell'uva, quali strade prenderanno i raspi?

Sembra che la Provincia abbia autorizzato, o suggerito, il loro compostaggio presso lo sgangherato impianto di compostaggio di Campiello; si contribuirebbe così ad aggiungere altro tanfo, a causa di un'impiantistica raffazzonata e posizionata in un luogo infausto, ai già esasperati nasi e nervi dei levicensi.

Ma stavolta i levicensi non temano: almeno i raspi dell'uva stanno prendendo altre strade, come accade da tempo, “non convenendo” compostarli o diversamente trattarli. Infatti alle cantine costa meno trasportarli a Brescia per bruciarli nel "moderno" inceneritore di Asm da 800.000 tonn/anno, che ha molta fame di tutto quanto può bruciare. Mentre si spera di poterseli bruciare in casa propria continuano dipendenze, convenienze, e viceversa, degli uni e delle altre.

Si evidenzia che i raspi sono sostanza organica, con elevato contenuto (anche) di rame; una miscela micidiale per produrre (anche) diossine; il rame infatti catalizza la formazione di questi composti.

Ma tant'è: anche se i raspi potrebbero essere trattati meglio e in altro modo, quello che prevale sono le generiche politiche sui rifiuti. Da una parte si concedono contributi quando conviene, ad entrambi; dall'altra si "lascia fare", tanto giù in pianura c'è fame di rifiuti oltre che di soldi e inquinanti.

Dovrebbe essere lecito chiedere di quantificare il "combustibile" della vendemmia in viaggio verso sud e fornire l'elenco delle sostanze prodotte dalla sua combustione; sia in quantità che in... qualità, in uscita dal camino.

Adriano Rizzoli

Nimby trentino

 

PS

A proposito di “ricerca e innovazione”, un esempio, a caso, di trattamento alternativo dei raspi per la ricca provincia di Trento:

http://www.gbm-manfrini.com/default.asp

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