TAV: viaggio nei paesi dei cantieri

 

Il giornalista Francesco Amorosino del Corriere dell’Alto Adige è andato in “viaggio” nei paesi dei cantieri (Fortezza, Aica e Prati di Vizze) per saggiare e raccontare umori, aspettative, reazioni e allargamento dell’opposizione al TAV delle genti del Sud Tirolo (e del Trentino).

 

FORTEZZA, un'incognita chiamata tunnel

Molti sperano nel rilancio dell'economia. Ma cresce il fronte degli oppositori

 

BOLZANO - Sembra una di quelle cittadine polverose americane, con le grandi strade che dilaniano un insieme di case solitarie con le insegne scolorite. Eppure non ci troviamo sulla Route 66, ma a Fortezza, Comune della provincia di Bolzano. Il paese è un nodo ferroviario fondamentale che unisce la ferrovia della Val Pusteria con la linea del Brennero. Da qui passano anche la A22, una strada statale e il fiume Isarco: il risultato è un paese lacerato, che vive in funzione della gente che ci passa per raggiungere altri luoghi. In questo incrocio di percorsi sta arrivando un nuovo elemento: a Fortezza, infatti, sorgerà l'uscita sud della galleria di base del Brennero, un'opera enorme che collegherà il paese altoatesino con Innsbruck attraverso un tunnel di oltre 60 chilometri. Quando sarà concluso sarà il più lungo del mondo. I lavori sono appena partiti in sordina e i 892 fortezzini sono divisi sull'utilità del tunnel.

Nella stazione ferroviaria il polo di attrazione è l'edicola, sede del via vai degli amanti dei fumetti e degli irriducibili dei gratta e vinci. Del tunnel non si parla molto, solo qualche parola lasciata cadere in mezzo ai discorsi: «La gente non sa bene cosa aspettarsi - dice Iosè Russo, brissinese che da anni gestisce l'edicola - c'è chi pensa che il tunnel porterà una ventata in paese, chi, come me, spera di poter vendere di più. Altri invece sono preoccupati. Il cantiere per ora non ha un grande impatto sul centro abitato: è a qualche chilometro e hanno assicurato che non ci sarà rumore. Il vero problema — continua Russo — sono gli operai che verranno in città e dovranno dormire e mangiare. Molti albergatori non sono contenti di avere gente che gira nelle sale con gli stivali sporchi. In paese, poi, si ha paura che i lavoratori cambieranno lo stile di vita della gente, che saremo noi a doverci adattare a loro. Secondo me si esagera - conclude Russo - il tunnel è necessario per limitare il traffico».

È allora che, dopo aver superato l'imbarazzo iniziale, una pensionata che stringe in pugno il suo gratta e vinci, esplode teatralmente: «Ma insomma - esclama - cosa vogliamo noi? Meno traffico però niente tunnel? Io credo che bisogna farlo, non è poi così terribile. La gente che non vuole il tunnel è quella che poi prende l'auto per fare cinque minuti fino al supermercato. E poi - continua - queste persone pensano agli operai e dicono: "che cosa vedranno i nostri bambini". Si aspettano che arrivino i mostri in città, oppure pensano che i bambini a furia di guardare i mostri in tv potrebbero spaventarsi a vedere persone che lavorano! Questa città, invece, sta morendo. In passato, quando c'era ancora la dogana, siamo stati abituati ad avere gente in paese e si stava bene. Perché adesso non può essere lo stesso? Questa - conclude - è un'occasione per salvare il paese».

Scendendo verso piazza Municipio si incontra l'unico negozio del paese: un minimarket in cui i fortezzini entrano rapidi per fare gli ultimi acquisti prima di pranzo. Qui Vanessa, Verena e Astrid, le tre commesse, ascoltando le chiacchiere si sono fatte un'idea sull'atmosfera che si respira in città: «Molta gente - dice Vanessa - è contro al tunnel senza una ragione, non vogliono che le cose cambino», poi interviene Astrid: «Sì - dice - però è anche vero che la gente non sa molto su quello che succederà, è ancora presto». Ci pensa Verena a dire quello che sono in molti a pensare: «Il tunnel è inutile e la gente non lo vuole. Tanto, però, non ha senso opporsi, lo fanno lo stesso, nessuno ascolta ciò che pensano i cittadini».

Lasciato il negozio si scende nelle strade quasi deserte fino alla piazza dove si erge la chiesa dal tetto che punta verso il cielo come una freccia. È lì vicino è possibile incontrare un anziano signore che porta a spasso un grosso cane: «Il tunnel? - dice Lino, detto amichevolmente «Baffo» - È un'opera enorme e io mi chiedo se ne valga davvero la pena. Passeranno decine di anni prima che lo finiscano e chissà quali nuovi mezzi avranno inventato, magari i treni saranno superati. Poi - continua - bisogna rafforzare tutta la ferrovia fino a Bologna e dove sono i soldi per farlo? Aumentiamo le tasse sui poveri lavoratori? Il paese sembra indifferente, qui ormai siamo solo vecchi e nessuno di noi vedrà il tunnel completo per questo non ci importa più di tanto».

Ormai tutti sono a pranzo e il silenzio tombale è infranto solo dal rumore dei camion e dei treni di passaggio. Guardando l'imponente fortezza asburgica attraverso l'immenso ponte autostradale sull'Isarco si sente nell'aria che qualcosa sta comunque per cambiare.

Francesco Amorosino

 

Wild: «Disagi minimi e forte ritorno turistico»

Il Sindaco

 

BOLZANO - Tra i sostenitori del tunnel c'è Johann Wild, sindaco di Fortezza e membro del consiglio di sorveglianza del Bbt: «Abbiamo cominciato i lavori del cunicolo esplorativo in sordina - dice - così la gente si abitua gradualmente. Fortezza è sempre stato un porto di mare, la gente era abituata al movimento. Ora è da anni che non si muove una foglia e la gente è spaventata, ma adesso tutto è regolamentato e l'impatto dei lavori sarà ridotto al minimo. Tutto il materiale di scavo sarà trasportato attraverso un tunnel così il traffico su gomma sarà pochissimo. La parte più delicata dei lavori - continua Wild - sarà il cantiere di Prà di Sopra, dove verrà realizzata una trincea a cielo aperto che attraverserà la valle, rendendo necessario spostare la strada statale a ridosso dell'autostrada e deviare il corso del fiume Isarco. Verrà distrutto il campo sportivo, ma stiamo già studiando una nuova collocazione».

Non soltanto problemi, però, ma anche qualche vantaggio: «In paese - dice Wild - avremo un forte ritorno economico e turistico. Prevediamo un afflusso di 50mila turisti al forte asburgico che sarà rinnovato e ospiterà un Info Point sui lavori del tunnel. Stiamo per avviare un corso di formazione per guide Bbt e già molti giovani si sono dimostrati interessati, così potranno rimanere a lavorare nel loro paese. In attesa della realizzazione dell'opera, l'Info Point verrà ospitato fra pochi mesi nell'edificio della ex-dogana. In futuro, poi - conclude Wild - potremo pensare a uno shuttle che porti i visitatori dalla stazione dei treni fino al forte».

F. A.

Corriere dell’Alto Adige, 12 settembre 2007

 

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AICA e il tunnel, vince la rassegnazione

Avviati i lavori. La protesta: «Per noi soltanto polvere e rumore»

 

BOLZANO - Un paesino tranquillo, con la sua chiesa, il suo cimitero, i grandi prati verdi e le montagne come sfondo, immerso nel silenzio tipico dei giorni che scorrono senza grandi novità. Per pochi istanti, almeno, poi passa l'ennesimo treno o un Tir pieno di merci, e il paese vibra, trema, scosso dal rumore. Ad Aica, giurano gli abitanti, è impossibile dormire tranquilli. La notte i passaggi sul vecchio ponte della ferrovia, che attraversa il forte asburgico come una lama, sembrano una piccola scossa di terremoto.

Aica è una frazione di Naz-Sciaves, chi fosse dotato di buone gambe potrebbe fare una passeggiata e arrivare dalla stazione di Fortezza fino al paesino posto proprio dietro il forte asburgico. Il paesino condivide lo stesso destino del più famoso vicino: situato tra l'A22 e la ferrovia, ora è uno dei teatri dei primi lavori per la costruzione della galleria di base del Brennero. Il clima in città è di rassegnazione, come se questa fosse l'ennesima prova per gli abitanti già stressati. Il cantiere è appena partito e nuovo rumore è andato ad aggiungersi a quello già presente.

Prima dell'inizio dei lavori del tunnel vero e proprio verrà realizzato un cunicolo esplorativo, che servirà per scoprire il tipo di roccia che si dovrà scavare per realizzare la galleria principale. Il cunicolo sarà lungo 10 chilometri e partirà da Aica per raggiungere Mules. Circa 1500 metri sopra la roccia che sta per essere scavata, nel bar Bighi di Aica, la gente sembra rassegnata a ciò che sta accadendo.

«Ormai è troppo tardi per fermare il progetto - dice Brigitte Rienzner mentre serve boccali di birra agli avventori - è inutile essere a favore o contro, perché il tunnel lo fanno lo stesso. Per ora non c'è ancora molta confusione, speriamo che resti così. Qui - continua - arriverà poca gente, non sarà come a Fortezza, non avremo nessun vantaggio per l'economia».

Eppure forse qualcosa si poteva fare prima che fosse troppo tardi.

«Certo - risponde Brigitte - sono venuti a fare degli incontri per spiegare, ma quelle sono solo chiacchiere, vatti a fidare di quello che dicono... parlano tanto in Alto Adige di rispettare la natura e poi vengono e rompono tutto...».

«Lo so io cosa porterà il tunnel - dice Othmar Kirchler dopo aver scolato la sua birra - trent'anni di polvere per niente, ecco cos'avremo. Fossero stati cinque anni alla fine passavano, ma in così tanto tempo sai quante cose cambiano! Nel frattempo - continua l'uomo - quante ditte falliranno, quante volte i lavori si fermeranno e poi alla fine quando il tunnel sarà pronto avranno inventato nuovi mezzi e le merci le caricheranno sugli aerei. Il tunnel farà la stessa fine del forte, che non è mai servito per il suo scopo, perché quando è stato finito era già troppo tardi. Si potrebbe pensare ad altri interventi, ampliare la ferrovia o mettere dei pedaggi come in Svizzera, così le merci passano da qualche altra parte. Oppure perché non aggiustano la Pusteria, che è uno scempio? Il problema - conclude - è che, favorevoli o no, il tunnel bisogna farlo in ogni caso e noi non potremo mai essere d'accordo».

Il tunnel, però, potrebbe essere un grande vantaggio per l'economia, portando una ventata di novità nel paese. «Ma quale economia! - esclamano gli uomini seduti al bancone - Qui non avremo nessun ritorno. Se aprissero un bordello, allora sì che l'economia avrebbe uno sviluppo!».

Lasciando le chiacchiere da bar a morire nel fondo dei bicchieri e possibile trovare gli stessi sentimenti ovunque nel paese. Oltre la chiesa e le ultime case si estende la valle con il fiume Isarco che segna il confine tra il paese di Aica e quello di Varna. Proprio al centro c'è il cantiere del cunicolo esplorativo, dove i primi mezzi sono pronti a trafiggere la montagna. Per ora il silenzio è interrotto solo a tratti dal rumore dei treni. Il preludio a qualcosa di molto, molto più grande.

Francesco Amorosino

 

Un'opera colossale

 

Il cunicolo esplorativo

La galleria di base del Brennero sarà un tunnel lungo oltre 60 chilometri che collegherà Fortezza a Innsbruck. Lo scopo è quello di portare il traffico su gomma che intasa continuamente l'A22 sui treni. La galleria correndo sulla base del Brennero permetterà ai treni di viaggiare molto più velocemente rispetto alla ferrovia tradizionale e quindi sarà più conveniente per chi trasporta merci utilizzare il treno rispetto ai Tir. Da poco è cominciata la realizzazione del cunicolo esplorativo che serve come preparazione ai lavori per il tunnel vero e proprio. Lo scopo è quello di studiare i tipi di roccia che si incontreranno durante i lavori per il tunnel principale.

Le finestre

Ad Aica è partito il cantiere per una delle tre finestre previste che serviranno anche in futuro per i lavoratori per entrare e uscire dal tunnel. La gente non è contenta di questo nuovo problema: il paese, frazione di Naz-Sciaves, si trova tra la ferrovia e l'A22 e il rumore è costante. I lavori stanno portando altra confusione e i cittadini dicono di non avere ormai più speranze di poter tornare come era prima.

Il portale sud

Fortezza è il Comune che verrà toccato di più dai lavori per la galleria di base del Brennero, perché ne ospiterà l'uscita sud, da dove sarà possibile raggiungere Innsbruck.

I Fortezzini sono divisi sull'utilità del tunnel: da una parte c'è chi lo considera una possibilità per rilanciare il paese, dall'altra chi lo ritiene inutile ed è spaventata dall'arrivo degli operai. Il piccolo Comune altoatesino fino a metà degli anni novanta ospitava una importante dogana, poi dopo il trattato della Comunità europea è andato in declino.

Il sindaco Johann Wild punta sul ritorno turistico e minimizza i disagi.

 

Il Vicesindaco

«Il paese avrà pochi disagi. La gente non deve scappare»

 

BOLZANO - Alle preoccupazioni dei suoi concittadini risponde Florian Gasser, vicesindaco di Naz-Sciavez: «Stiamo cercando di risolvere tutti i problemi - dice - vogliamo diminuire la polvere e il rumore e anche il traffico dei camion, insomma tutto ciò che comporta un cantiere così grande. È ormai da tempo che facciamo incontri con i vertici della Bbt per organizzarci e dire ciò che non ci piace, questa è l'unica cosa che possiamo fare per migliorare la situazione».

Anche se le preoccupazioni dei cittadini devono essere prese sul serio, i timori, però, secondo Gasser, sono comunque esagerati: «Il cantiere non durerà trent'anni, ma molto meno - assicura - la galleria di base del Brennero, infatti, dovrebbe essere completata nel 2020. Il cantiere è stato fatto ad arte e ci hanno assicurato che non sarà usato esplosivo sotto il paese, ma che tutti i punti delicati saranno scavati a mano. La finestra di Aica - continua - ora serve per studiare le rocce, poi rimarrà sempre attiva per portare fuori o dentro il materiale. Parte del cantiere, comunque, è anche nel territorio del Comune di Varna, anche se la parte maggiore si affaccia su Aica».

Il problema, però, resta quello del rumore. In un paese che vede la sua tranquillità rovinata ogni giorno dal passaggio dei treni sulla ferrovia e Tir sull'A22 che con il loro chiasso tolgono il sonno a molti, l'arrivo di un cantiere per scavare un tunnel a 1500 metri sotto il paese non è di certo una buona notizia.

«È vero che quando passa il treno ad Aica trema tutto - dice il vicesindaco - ma per il frastuono si stanno prendendo provvedimenti. Verranno installate, infatti, delle barriere antirumore. Noi - continua - non ci opponiamo al tunnel perché sarebbe inutile, ma cerchiamo di lavorare con la Bbt per ridurre al minimo i disagi. La gente, infatti, desidera ancora abitare ad Aica, non vuole scappare. Fare in modo che abbia motivo di restare - conclude - è il compito del Comune».

F. A.

Corriere dell’Alto Adige, 15 settembre 2007

 

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PRATI DI VIZZE e l'odiato tunnel

«I lavori devasteranno la valle»

Il piccolo Comune contesta la Bbt. «Pronti alla rivolta»

 

BOLZANO - All'ingresso non c'è scritto «benvenuti a Prati di Vizze», ma «Stop Bbt». Così ti accolgono in paese. Seguendo la strada principale che attraversa il centro abitato fino a perdersi nella valle, la scritta si legge ovunque: sugli striscioni appesi ai balconi, su bandiere e finestre. È la protesta di un paese che non vuole chinare la testa davanti al rischio di perdere i prati da cui il Comune prende il nome. È qui che a giugno il landeshauptmann Luis Durnwalder e i vertici della Bbt sono stati sommersi dai fischi durante un incontro informativo. Un evento più unico che raro, soprattutto in un paese in cui oltre il 90 per cento della popolazione è di madrelingua tedesca.

A circa due chilometri dal centro del paese stanno cominciando i lavori per il tunnel del Brennero. Non è al cantiere in sé, però, che si oppongono i cittadini di Prati.

«Il vero problema è la strada - racconta un uomo - vogliono far passare i camion dentro il paese, portando traffico, rumore, sporcizia. Abbiamo chiesto di fare una deviazione che giri intorno al paese, ma quelli della Bbt dicono che non ci sono soldi. Io - continua - non sono contro il tunnel in generale: una volta che ti passa sotto i piedi chi se ne importa, tanto non lo vedi più. Però, sono contro il passaggio dei camion in città, e come me la pensa gran parte del paese».

È vero: su circa 1500 abitanti sono stati quasi in mille a firmare la petizione contro il progetto del cantiere e del deposito di detriti vicino il paese. Escludendo i bambini si può dire che i cittadini siano uniti in un fronte compatto.

«Questo tunnel porterà moltissima confusione in paese - dice Ingrid Graus, dell'hotel Wiesnerhof - e soprattutto per noi sarà un grave danno economico. Questa valle è una di quelle ancora incontaminate in Alto Adige, ora con questi lavori i turisti scapperanno. Anche al Comune - sottolinea - non sono molto favorevoli al tunnel, ma preferiscono mantenere la calma».

Sopra il municipio c'è l'ambulatorio del dottore del paese. Non ci si rivolge a lui solo per consulti medici, ma anche per ciò che riguarda il tunnel, perché il dottore è uno dei promotori del movimento Stop Bbt. Nella sala d'attesa, tra le solite riviste spiegazzate, spuntano volantini e locandine contro la galleria e sulla finestra che affaccia sulla strada, proprio sopra la scritta «Municipio» se ne legge un'altra più piccola che grida: «Stop Bbt». Pare che al Comune non abbiano gradito molto la cosa, eppure la scritta è ancora lì.

«Il tunnel sarà la rovina della val di Vizze - dice Klaus Schuster, portavoce del movimento di protesta - la vorrebbero trasformare in un discarica per il materiale di scavo. Ora dicono di aver cambiato idea e di voler costruire il deposito nei pressi del cantiere, ma non c'è nulla di sicuro. È vero che qualcosa contro il traffico bisognava farlo, ma non è la galleria di base la soluzione, perché quando sarà finita il traffico sarà talmente aumentato che ci ritroveremo al punto di partenza. Per essere credibili - sostiene Schuster - si dovrebbe mettere un pedaggio come in Svizzera, così per le imprese non sarebbe conveniente far transitare i camion sull'A22. Purtroppo a Durnwalder piace che i soldi passino di qui e non vuole mettersi contro la lobby degli autotrasportatori».

La rabbia della gente, però, è anche causata dal modo in cui è stata trattata la popolazione: informati all'ultimo minuto dei lavori, oppure, come a Mules, dopo il loro inizio: «In Svizzera per il traforo del San Gottardo - racconta Schuster - si è fatto un referendum tra i cittadini per chieder loro se lo volessero. E la gente ha detto sì al tunnel e sì ai pedaggi. Qui, invece, prima hanno deciso tutto e poi hanno raccontato un sacco di bugie. Vogliono far credere che all'Unione Europea interessi del progetto, in realtà i finanziamenti diminuiscono sempre più».

Per la gente di Prati di Vizze ora è arrivato il momento di combattere più duramente: venerdì sera ci sarà una riunione tra vari gruppi di contestatori del tunnel ed esperti per fare il punto della situazione. «Dobbiamo capire - dice Schuster - fino a che punto siamo disposti ad andare. Qui hanno cercato di intimorire la gente e tanti si sono tirati indietro. Io, però, conto soprattutto sulle donne: ci sono troppi uomini che devono qualcosa a Durnwalder e hanno paura di perdere i vantaggi che la Provincia riesce a dare. Le donne sono sensibili e non si rassegnano». Qual è allora il destino di questo paese? «Io credo che la galleria alla fine non si farà - risponde Schuster - ci sono troppi problemi e i vantaggi sono tutti da dimostrare. Se sarà necessario, però, scenderemo in strada e bloccheremo i camion».

Guardando i cartelli appesi ovunque in paese, non è una scena difficile da immaginare.

Francesco Amorosino

 

La rabbia

 

Gli abitanti di Prati di Vizze sono i più arrabbiati contro il tunnel. Da subito si è formato un movimento civico contro la Bbt Se e i dirigenti e anche il presidente Durnwalder sono stati fischiati per non aver voluto ascoltare le proposte dei cittadini.

Per Ingrid Graus la paura è che i lavori facciano scappare i turisti: un grave danno economico per il suo ristorante.

Klaus Schuster, portavoce Stop Bbt, è convinto dell'inutilità del tunnel e invita la gente a scendere in piazza.

 

La proposta

Una deviazione stradale per allontanare i camion

 

BOLZANO - Sporcizia e rumore in paese, rifiuti e materiale di scarto nei prati. Questo è ciò che temono i cittadini di Prati di Vizze che con la loro protesta sono i più arrabbiati tra chi vedrà il proprio paese cambiato dai cantieri.

La galleria di base del Brennero è un'opera enorme, osteggiata da molti e sconosciuta dalla maggior parte della popolazione. Il progetto consiste in un tunnel ferroviario che da Fortezza arriva fino a Innsbruck, lungo un percorso di oltre 60 chilometri. Scopo del progetto è avere una linea in cui le merci viaggino molto più velocemente che sulla vecchia lenta ferrovia, in modo da invogliare gli autotrasportatori a lasciare la sempre intasata A22. A gestire il progetto è la società per azioni europea Bbt Se, per metà austriaca, per metà italiana. Prima del tunnel vero e proprio verrà realizzato un cunicolo esplorativo per studiare il tipo di roccia che si incontrerà nel percorso. I lavori sono da poco cominciati nelle tre zone che ospiteranno le cosiddette finestre, da cui si scaverà il cunicolo e che serviranno per la manutenzione. Vicino a Prati di Vizze verrà realizzata una delle tre finestre, per cui il paese sarà attraversato dai camion che porteranno attrezzature e materiali nel cantiere, un'idea che i cittadini contestano fermamente.

«Noi - racconta Klaus Schuster - avevamo presentato un progetto alternativo per costruire una circonvallazione che permettesse ai camion che portano gli attrezzi al cantiere di girare intorno al paese, ma si dovrebbe passare a sinistra del fiume, nel territorio del Comune di Campo di Trens, che si oppone a questa idea. Di qui - continua - passeranno decina di camion al giorno: prima i vertici della Bbt dicevano venti, poi quaranta, ora non si sa. Questo dimostra che la credibilità di questa gente è pari a zero. D'altronde - dice Schuster - è tutto il progetto della galleria a essere pieno di mezze verità: dicono che finiranno nel 2022, ma non credo che ci riusciranno prima di trent'anni. Non hanno neanche voluto prendere in considerazione l'idea di un percorso più corto che avevamo proposto. Durnwalder vuole fare questo tunnel e non sembra esserci modo di fargli cambiare idea».

In tutti i paesi toccati dai lavori del tunnel la gente vive tra opposizione e rassegnazione. Sono pochi colori che sperano in un rilancio dell'economia. Sembra proprio che a volerlo questo tunnel sia solo una politica sorda alle richieste dei cittadini.

F. A.

Corriere dell’Alto Adige, 19 settembre 2007

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