La partita dell'energia
Lo scacco in tre mosse

 

Kaiser Luis e la partita dell'energia: scacco matto a Enel, Edison e Ae in quattro mosse. E le prime due mosse e mezzo sono già state fatte.

Facciamo un passo indietro. Nel 1915 l'Italia, prima di entrare in guerra a fianco di Inghilterra e Francia, pattuì che, in caso di vittoria, avrebbe ottenuto il territorio fino al Brennero. La Triplice Alleanza con Austria e Germania aveva «offerto» solo Trento. Tra le motivazioni per l'annessione del Sudtirolo, venne valutata anche la possibilità di sfruttare le notevoli risorse idriche di questa terra per creare energia elettrica da dirottare sul neonato triangolo industriale Milano-Torino-Genova. Dal periodo fascista quest'acqua viene sfruttata dai colossi italiani, che oggi si chiamano Enel ed Edison, ad uso e consumo del sistema nazionale, versando alla Provincia modesti canoni di concessione (15,5 milioni di euro l'anno, secondo l'ultimo «tariffario»). Due centrali, va aggiunto, sono dell'Ae controllata dai Comuni di Bolzano e Merano. Dopo un contenzioso con l'Ue iniziato nel 1999 e concluso a giugno di quest'anno, la Provincia di Bolzano adesso è titolare del rilascio delle concessioni idroelettriche. Proprio ieri il governo Prodi ha chiuso l'ultimo strascico di contenzioso tra Stato e Provincia. E questa è la prima «mossa» vincente.

Per 16 grandi impianti (pari a 17 derivazioni idroelettriche) le concessioni scadono nel 2010. Secondo la legge provinciale in vigore, impugnata dal governo Berlusconi ma poi «approvata» dalla Commissione dei Sei e dal governo Prodi a inizio legislatura, spetta alla giunta provinciale rilasciare le concessioni sulla base della valutazione dei progetti degli aspiranti concessionari, in particolare valutando le migliorie ambientali proposte. Seconda mossa messa a segno.
Per le 16 centrali è stato pubblicato un bando, scaduto a marzo del 2006. Hanno presentato istanza di concessione: Sel (società controllata al 93,88% dalla Provincia), Enel, Edison, Asm Bressanone e qualche privato alla spicciolata. Le domande sono state istruite dall'ufficio idroelettrico provinciale e trasmesse ai Comuni di competenza per un parere. Per 12 centrali su 14, questa è cronaca recente, la Sel è al primo posto di preferenza dei Comuni. Ecco metà della terza mossa, da completare con il parere dell'Autorità di bacino e del Comitato Via, presieduto dal dirigente provinciale Walther Huber.

L'ultima mossa è attesa per dicembre: la giunta provinciale, se i presupposti restassero questi (circostanza molto probabile), assegnerebbe almeno 12 centrali alla Sel e forse una o due all'Ae. «Sempre che i Comuni di Bolzano e Merano scendano a patti», ammettono tra i denti i sindaci Spagnolli e Januth. Enel ed Edison? «Non hanno presentato veri progetti di miglioramento ambientale, facciano pure ricorso se vogliono - ha tagliato corto l'assessore provinciale Laimer - ma la procedura seguita è lineare e trasparente».

Una volta ottenute le centrali praticamente gratis, la Provincia (che da dieci anni fa voleva comprarle da Enel per 700 milioni di euro promettendo una proroga della concessione), riceverebbe annualmente gli utili di Sel e avrebbe a disposizione un bene rinnovabile e prezioso: l'energia idroelettrica, fonte di rifornimento perenne delle casse provinciali. Facciamo finta che tutti gli impianti, anche quelli di Bressanone e S. Floriano attualmente bloccati, finissero in mano alla Sel-Provincia: le centrali in scadenza producono oltre tre miliardi di kW/h di energia con un costo di produzione stimato in 25 milioni di euro; il costo medio all'utenza domestica è 0,5 euro per kWh; il valore medio della produzione sarebbe di 1,53 miliardi di euro; la Provincia, tolte le spese, incasserebbe 1,5 miliardi l'anno. Conti ottimistici, certo, perché l'energia non consumata in loco verrebbe venduta sul mercato libero a prezzi più bassi rispetto alle utenze domestiche. Ma anche dimezzando la cifra, si tratterebbe ugualmente della più grande battaglia della storia autonomista dell'Alto Adige.

Tutto il resto (Verdi che gridano alla scandalo, Forza Italia e An che parlano di attacco all'integrità del sistema energetico nazionale, Margherita e Ds che difendono le prerogative della Provincia) sono solo «contorno». Il «piatto principale», da 10 anni a questa parte, sono le centrali idroelettriche e alla giunta Durnwalder manca solo l'ultima mossa per dare «scacco matto» ad Enel ed Edison e a tutto ciò che rappresentano per la storia di questa terra: l'assegnazione delle concessioni alla controllata Sel cancellerebbe in un sol colpo 80 anni di gestione delle risorse idriche da parte dello Stato e di aziende «italiane».

Ma i corsi e ricorsi storici sono davvero strani. Il Landeshauptmann Durnwalder e l'assessore Laimer, per motivare la strategia della Provincia, parlano di «indipendenza energetica da raggiungere per non essere legati ai crolli del sistema nazionale». Un concetto che si avvicina molto all'autarchia di mussoliniana memoria...

Felice Espro

Corriere dell’Alto Adige, 22 settembre 2007

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