Diario da Hondarribia

GAIA global meeting: un’esperienza”mondiale”

 

Il GAIA global meeting è stata un’esperienza bellissima. Molte VOCI e tanti VISI di tutti i colori hanno dato vita ad un’agenda fittissima di argomenti di attualità “scottante” come il “global warming” da combattere a partire dallo “zero waste”; la situazione dello smaltimento dei rifiuti in Africa, Europa, Asia e Americhe; il quadro attuativo dell’impegno “sigillato” con la Convenzione di Stoccolma per la messa al bando dei POPs (gli inquinanti organici persistenti della “sporca dozzina”), il problema del traffico internazionale dei rifiuti e l’obiettivo della GIUSTIZIA AMBIENTALE.

Lo spaccato che ne è emerso è molto incoraggiante in grado di dar vita ad un livello “multinazionale”(erano presenti delegazioni da circa 50 Paesi) determinato ad influenzare le opinioni pubbliche a livello mondiale. Scienziati ed attivisti per quattro giorni si sono alternati per mettere in guardia dai pericoli derivanti dall’incenerimento dei rifiuti (simbolo della “inciviltà dell’usa e getta”), per sottolineare l’importanza del compostaggio in un’epoca di desertificazione dei suoli, per far risaltare quanto la strategia rifiuti zero sia parte PRIORITARIA in una strategia di “riscaldamento globale zero”. Particolarmente e ripetutamente alla ribalta le esperienze degli “wastepickers” del terzo mondo impegnati nel concreto a coniugare difesa dell’ambiente e recupero delle risorse con la necessità di lavorare per la giustizia ambientale costantemente calpestata dai Paesi ricchi del NORD del mondo coinvolti nella INCIVILTA’ DELL’IPER CONSUMO.

Per quanto riguarda i Paesi europei in una riunione specifica (anche con le reiterate richieste della delegazione italiana) si è convenuto di preparare una riunione a Bruxelles attorno a novembre-dicembre per contrastare la politica del Consiglio dei Ministri che vuole riclassificare l’incenerimento come attività di recupero. Per quanto riguarda l’Italia erano presenti solo due delegati (Sergio Apollonio oltre al sottoscritto) che comunque hanno fatto giungere il quadro pressoché completo della situazione nazionale dove, oltre alla truffa dei Cip6, all’offensiva della lobby trasversale dell’incenerimento e al “disastro campano”, la realtà E’ FATTA ANCHE DAI MILLE COMUNI CHE ORMAI RAGGIUNGONO PIU’ DEL 50% DI RD.

Per il sottoscritto è stato emozionante quando il PROFESSOR CONNETT nella PRESENTAZIONE DI APERTURA HA CITATO A MODELLO LE ESPERIENZE DELLA PROVINCIA DI TREVISO (Consorzio Priula), di NOVARA MA SOPRATTUTTO QUANDO HA PRESENTATO, TRA SCROSCIANTI APPLAUSI (CHE GIRO VOLENTIERI AL SINDACO), L’ESPERIENZA DI CAPANNORI, PRIMO COMUNE IN ITALIA A DICHIARARE L’OBIETTIVO RIFIUTI ZERO ENTRO IL 2020.

Molti delegati soprattutto dal Canada, dalla Spagna, dai Paesi Baschi e dalla Francia hanno chiesto di poter avere scambi stretti per poter socializzare l’esperienza del Comune toscano della Provincia di Lucca. Inviti a visitare e a portare l’esperienza locale sono “fioccati” un po’ da moltissimi Paesi interessati a socializzare le “migliori pratiche”. Ottimo il livello di organizzazione dei tre “staff” internazionali di GAIA (Manila, California e Buenos Aires) supportato dai diversi livelli delle organizzazioni “regionali” rappresentate dai membri di tutti i continenti.

QUELLO CHE ABBIAMO RESPIRATO IN QUESTI QUATTRO GIORNI (15-18 settembre) E’ STATO UN “MONDO DI PACE E DI IDEE IN CAMMINO” alternativo a quello dell’incenerimento, dell’usa e getta, della guerra e della distruzione del Pianeta. Insomma una bella “boccata di ARIA PULITA”: CE N’ERA PROPRIO BISOGNO IN UN MONDO INTOSSICATO DALLA BRAMA DI PROFITTO.

Rossano Ercolini 

http://ambientefuturo.interfree.it/, 19 settembre 2007

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