Beppe Grillo a Trento: il giorno prima

 

I cittadini e il palazzo
Il dibattito
Arriva Beppe Grillo, la politica si divide
Bressanini: «Temi giusti, ma occhio al populismo».
Pompermaier: nessun pericolo

 

TRENTO - Domani Beppe Grillo approda a Trento con il suo spettacolo Reset e i botteghini hanno già registrato il tutto esaurito. Fra insulti al vetriolo, proposte e denunce sociali, il fenomeno Grillo si sta espandendo a macchia d'olio su tutto il territorio nazionale. Il comico genovese va infatti raccogliendo un po' dovunque pesanti critiche, ma anche manifestazioni incondizionate di assenso, come accaduto l'otto settembre scorso, quando migliaia di cittadini sono scesi nelle piazze per partecipare al V-Day e firmare la sua proposta di legge. Alla luce di quanto avvenuto nelle ultime due settimane, lo spettacolo di domani, in programma da tempo, assume dunque una valenza sociale e politica non indifferente.
SOSTENITORI IN FORSE - Fra i politici trentini, anche chi aveva inizialmente apprezzato la sferzata di aria fresca portata da Grillo, di fronte all’esacerbarsi della vena polemica del fenomeno, si mostra più cauto. «L'otto settembre, quando migliaia di italiani sono scesi in piazza per appoggiare la petizione popolare di Grillo, la situazione era diversa - afferma Maurizio Postal -. Il movimento aveva una carica positiva e, pur essendo molto duro nei toni, incarnava una sana forma di protesta popolare, che fa parte della logica democratica. Io stesso condivido due dei tre punti della proposta di Grillo, ossia l'ineleggibilità di chi è stato condannato e l'elezione diretta dei parlamentari. In questi ultimi giorni però mi sembra che si sia un po' cambiato registro, che la protesta abbia perso la sua valenza costruttiva per assumere i contorni di un rifiuto e di una disillusione generale». Sulla stessa lunghezza d'onda anche l'assessore provinciale ds Ottorino Bressanini: «Anche se in linea di massima sono d'accordo con i contenuti della protesta di Grillo, credo che il fenomeno sia al limite di un pericoloso populismo, perché con il suo modo di esprimersi non fa altro che linciare le persone e dal linciaggio non può nascere nulla di buono. È troppo facile sparare contro la casta dei politici, si potrebbero prendere di mira numerose altre categorie perché ovunque ci sono persone incapaci e persone, dunque anche politici, che svolgono con onestà e serietà il loro lavoro». Né Bressanini né Postal, che erano al V Day per autenticare le firme dei sostenitori della petizione, saranno al PalaTrento domani per ascoltare lo showman.
«NESSUN PERICOLO» - E non ci sarà nemmeno Aldo Pompermaier, che ha sottoscritto di persona la proposta ed era intenzionato a partecipare alla serata: «Ho preso il biglietto, ma ho una riunione e se arriverò allo spettacolo ci arriverò sicuramente molto tardi. Le proteste - prosegue l'assessore del comune di Trento - fanno bene, consentono di rinnovarsi, purché abbiano un limite. Non ritengo che il movimento di Grillo possa essere definito pericoloso, perché può essere utile, come hanno fatto in passato tanti altri movimenti, per farci aprire gli occhi sui problemi della nostra società». Anche Cristiano de Eccher, consigliere provinciale di An, non crede alla pericolosità del movimento, ai cui modi e contenuti si dichiara per altro completamente estraneo: «Il segnale d'allarme lanciato da Grillo deve essere tenuto in considerazione ma io non mi sento minimamente attaccato dalle sue affermazioni e questo credo valga per tutto il mio gruppo politico. Il successo di Grillo è per lo più un successo mediatico: è un uomo di spettacolo che si comporta secondo le leggi dello spettacolo. Mi auguro che coloro che domani andranno ad ascoltarlo ed applaudirlo siano consapevoli di questo e del fatto che la politica seria è un'altra cosa».
CRITICO - In molti, da Di Pietro a Bertinotti, hanno affermato in questi giorni che Grillo non è il problema, non è la luna, ma soltanto il dito che la indica; anche il deputato dei Verdi Marco Boato sposta i riflettori dal fenomeno per accenderli sulle problematiche che esso porta a galla: «L'Italia attraversa una grave crisi politica e istituzionale che può diventare una malattia mortale. Il fenomeno Grillo appare come un termometro di questa malattia. E segna davvero febbre alta. È stupido quindi prendersela con il termometro, bisogna curare la malattia, anche se la terapia è molto probabilmente più complessa di quello che prospetta Grillo».
PEZZOTTA - Sul tema interviene anche Savino Pezzotta, ex leader della Cisl, ieri a Trento per un convegno su don Milani. «Grillo pone alcune questioni. Però il problema non è semplicemente quello di criticare ma anche di costruire qualcosa. Sicuramente alcune delle questioni che pone Grillo vanno colte ma non possiamo trasformare tutto in spettacolo. Bisogna ascoltare e prendere in considerazione tutto, ma chi dice veramente le parole della buona politica?». Quindi conclude: «Io non sono per l'antipolitica, ma i partiti non possono essere l'espressione di tutto perchè nella società ci sono movimenti che fanno politica ogni giorno sui problemi».

Annalia Dongilli

 

Gli «Amici»
Boom di iscrizioni Al «Meet-up»
Oltre 100 membri

 

TRENTO - Sul sito internet, nelle ultime settimane, il contatore delle iscrizioni è salito rapidamente. Fino ad arrivare a quota 135. «L'impennata si è registrata dopo il V-day» conferma Laura Berti, del «Meet-up» trentino di Beppe Grillo.

Sono loro, gli amici del comico genovese, ad aspettare con maggiore trepidazione lo spettacolo di domani sera al Palazzetto dello sport delle Ghiaie (inizio alle 21). Questo pomeriggio, a Zambana, si ritroveranno per definire gli ultimi dettagli. Primo fra tutti, la scelta delle tematiche locali, che potranno essere indicate a Grillo e che lui potrebbe toccare nel corso del suo spettacolo. Tre, per ora, gli argomenti usciti dal confronto. Il primo è il contestato progetto dell'inceneritore (tema già affrontato da Grillo a Trento). Quindi, il caso dell'acquisto da parte della Provincia di due nuovi elicotteri. Infine, per portare anche un esempio positivo, la fiera «Fa' la cosa giusta» che si svolgerà a novembre. A fine spettacolo, i membri del «Meet-up» allestiranno un banchetto per la raccolta delle firme. Impossibile, per i ritardatari, pensare di poter entrare al PalaGhiaie: dei 3.500 biglietti a disposizione, infatti, da una settimana non ne è rimasto nemmeno uno. E non sono previsti maxischermi per chi non si è preso per tempo.

E mentre si attende l'arrivo del comico genovese, a intervenire del dibattito sono i vertici della cooperativa «Euro e Promos scarl». Che rispondono alla lettera inviata a Grillo dai soci-lavoratori (Corriere del Trentino di ieri). «La nostra cooperativa - scrive il direttore delle risorse umane Natalino Giacomini - si aggiudica prevalentemente appalti non al massimo ribasso, ma che prevedono la valutazione preventiva della proposta del servizio: l'appalto indetto da Asis ne è un esempio». E ancora: «A seguito dell'aggiudicazione a nostro favore, le condizioni dei lavoratori sono notevolmente migliorate. Infatti, la precedente gestione aveva assunto gran parte di loro a tempo determinato. Mentre noi abbiamo assunto da subito il personale, soci e non, a tempo indeterminato». Il direttore non nega attriti con i sindacati. Ma sottolinea: «Lo ritengo normale in ambito delle relazioni con le rappresentanze dei lavoratori». Quindi, un accenno agli stipendi: «Per quanto la retribuzione oraria possa sembrare irrisoria, confrontandola con le indennità dei politici, è quella prevista dal contratto nazionale, sottoscritto dalle parti sociali e da quei sindacati che oggi chiamano in causa Beppe Grillo». Poi conclude: «Per noi i lavoratori di Trento non sono invisibili. Sono la nostra forza. Parafrasando un famoso intervento di Grillo, siamo noi i loro dipendenti».

Ma. Gio.

Corriere del Trentino, 23 settembre 2007

 

 

Contrario a inceneritore e autonomia
«Lo chiamano termovalorizzatore ma è una truffa»
«Regioni speciali, un lusso: dichiarino l'indipendenza»

 

Il pubblico trentino è affezionato a Beppe Grillo e il comico è di casa in Trentino. Lo testimoniano i numerosi spettacoli messi in scena dal comico genovese nella nostra provincia negli ultimi anni.

Al canovaccio comune per tutte le città, basato sui fatti d'attualità italiani, Grillo ogni volta aggiunge una parte di show inedito basato su quanto succede nella zona che lo ospita.

Così il 14 marzo 2000, al palasport di Rovereto, prese di mira la viabilità: «A Rovereto avete la rotatoria. È un casino uscirci. Da quando sono venuto la volta scorsa è cambiato tutto. C'è un tedesco che sta ancora cercando e forse tra un anno riuscirà ad uscire». Poi uno sguardo alla città: «Passeggiando per il centro ho visto che praticamente ci sono solo gioiellerie e ottici. Splendida città, per carità, ma che vi comperate a fare i gioielli se non vedete niente? Il caso più grosso l'ho letto oggi. Avevate una fabbrichetta di salumi, la Marsilli che è stata conglobata dalla Pollo Arena. Ho visto le facce commosse dei figli perché questa è la globalizzazione. Per la festa è stata chiamata Natalia Estrada che è diventata la madrina dei polli».

Tornò in Trentino nel 2004, l'8 ottobre, per intervernire all'interno di Gold Age, il raduno nazionale della Fenacom organizzato a Riva del Garda . Non toccò quindi temi locali anche se gli strali contro gli inceneritori risultarono naturalmente d'attualità per la nostra provincia: «L'inceneritore - ammonì il comico - è un'altra truffa. Lo chiamano termovalorizzatore; così la spazzatura si chiama "materia prima". Attenti, è importante perché invece di dire "bruciamo i rifiuti nel forno", vi dicono "la materia prima produce energia nel termovalorizzatore". Ma non vi dicono che se bruci un chilo di rifiuti, ne vanno via tre di gas, e si producono tre etti di cenere concentrata e tossica che nessuno la vuole».

Nuovo spettacolo a Rovereto il 5 febbraio 2005: «Va bene che qui a Rovereto non avete niente da fare - esordì -, ma è possibile che siate venuti tutti qui a sentire una persona che si lamenta?». Poi la stoccata all'allora sindaco Roberto Maffei «che litiga col traffico, che ha le targhe alterne come il resto d'Italia. Ma lo sapete che non servono a niente? Il traffico diminuisce poco perché nei giorni pari, chi ha l'auto con targa pari esce lo stesso, anche se non ha nulla da fare. E uguale per le dispari».

Grillo trascorse nella nostra regione anche l'ultimo giorno dell'anno 2005, mettendo in scena prima uno spettacolo a Trento e subito dopo a Bolzano. In quell'occasione partì dall'ex Michelin: «Renzo Piano vi ha preso molti meno soldi di me per l'area Michelin. Ora non vi resta che sperare che non si inventi un auditorium in legno di ciliegio come quello di Roma dove la musica praticamente non si sente». Poi di nuovo l'affondo su traffico, smog e targhe alterne: «Spiegate a Pacher che questi sistemi non funzionano più, sono palliativi inutili. Quello che bisogna fare è cambiare l'idea del muoversi, quella è la vera rivoluzione».

Quaranta giorni dopo, il 9 febbraio 2006, il comico era a Gardolo per moderare il convegno contro l'inceneritore organizzato da Nimby Trentino in cui, pur invitati, non si fecero vedere né il governatore Dellai né il sindaco Pacher. Grillo li redarguì: «Brilla l'assenza dei nostri dipendenti; né un assessore né un sindaco che siano venuti qui a imparare qualcosa».

L'ultima puntata è stata registrata lo scorso 20 maggio quando nel suo blog il comico sferrò un attacco alle autonomie speciali: «Le regioni autonome - scrisse - sono un lusso che l'Italia non può più permettersi. Se vogliono dichiarino l'indipendenza. Nessuno in questa Nazione di cartone si opporrà. Mille trentini sono in grado di sconfiggere l'esercito». E proseguì: «I comuni veneti vogliono diventare trentini, quelli piemontesi aostani. Per una questione di grana. È la nuova diaspora all'italiana. L'erba del vicino è sempre più verde e quella delle regioni autonome è verde brillante. La Lega non ci è riuscita e i cittadini iniziano a fare da soli. Una autodeterminazione incontrollata potrebbe dare vita a due nuove macro regioni nazionali. Con capitali Trento e Aosta. Pagheremo tutti, dalla Sicilia alla Lombardia, meno tasse e faremo delle belle gite in montagna».

G.Pa.

 

Tutto esaurito, attesi quattromila spettatori

 

Mentre nelle ultime settimane pare essere diventato il personaggio centrale della scena politica italiana e gli viene affibbiata una vera collezione di aggettivi da «Masaniello» a «capopopolo», Beppe Grillo continua a riempire i Palasport con il suo ultimo show «Reset».

Per lo spettacolo del comico genovese di domani sera infatti il Palasport di Trento è esaurito da quasi due settimane e saranno oltre quattromila gli spettatori che assisteranno alla performance di Grillo.

C'è tanta curiosità attorno a questo show anche perché dopo l'incredibile successo del suo «V-day» Grillo si è trovato coinvolto in un vero e proprio polverone mediatico. Oltre ad aver portato migliaia di persone in piazza in ogni angolo della Penisola Beppe Grillo ha scelto di giocare duro alla sua maniera senza mandare a dirle a nessuno e facendo arrabbiare molti: politici, ma non solo.

In realtà le sue ultime mosse non sono state altro che l'ultimo tassello di un percorso che da anni lo vede impegnato in prima fila nei suo spettacoli nel denunciare i mali di un Italia allo sbando e di una classe politica imbarazzante. Grillo per la gente è quello del caso Parmalat, quello che ha avito il coraggio di attaccare la Telecom, i banchieri, i giochi di scatole cinesi e di disonestà che permea il mercato economico italiano è quello che ci fa capire che con o collegamenti internet siamo al livello del terzo mondo.

E anche per questo la gente si fida di Beppe Grillo che si è stancato di stare in attesa e di affidare solo al suo blog e ai suoi spettacoli il suo messaggio di cambiamento. Un gioco che però può essere un tantino rischioso, a nostro avviso, perché Grillo rischia di far storcere la bocca a tutti coloro che lo preferiscono fuori dalla mischia politica in cui finirebbe per forza di cose per impantanarsi senza dimenticare proprio le sue parole: «Io voglio solo fare il comico! Io non posso essere la Bocca della Verità, non ce la faccio, non è nei miei toni, non è nella mia personalità».

Il pubblico trentino lo attende con grande entusiasmo come dimostrato dal tutto esaurito e dall'affetto che aveva accompagnato anche l'ultima esibizione in Trentino di Grillo in occasione del Capodanno 2006.

Nel lungo monologo di Reset Beppe Grillo parla di economia, politica, informazione e ambiente con una vis comica travolgente che non risparmia davvero nessuno. «Sono un partigiano della terza guerra mondiale, quella dell'informazione e anche nel mio nuovo spettacolo si parlerà di tutto, con enormi schermi - ha sottolineato più di una volta Grillo nel presentare il suo show - entreremo nel web, e tratteremo di satanismo, di consigli di amministrazione, della costituzione europea, dei farmaci, del capitalismo senza capitali di oggi».

F.D.S.

 

Arriva Grillo, il messia dell'antipolitica
Dalla A come Amato alla Z come Zapatero: ecco il Beppe-pensiero

 

Il messia dell'antipolitica arriva domani sera a Trento. A partire dalle ore 21, sul palco allestito nel palasport, andrà in scena «Reset Tour», lo spettacolo che il comico Beppe Grillo sta portando in tutta Italia.

Uomo abituato a riempire piazze, teatri e palazzetti, il suo show questa volta è particolarmente atteso perché giunge a due settimane di distanza dal V-day, la giornata organizzata l'8 settembre per raccogliere firme in calce alla proposta di legge di iniziativa popolare per un «Parlamento pulito». La norma si propone di impedire l'elezione di politici condannati, di limitare l'eleggibilità in Parlamento a due legislature e di ritornare alla preferenza diretta per l'elezione dei parlamentari. In 220 città italiane in poche ore sono state raccolte oltre trecentomila firme, mentre in piazza Maggiore a Bologna, davanti a decine di migliaia di persone, Grillo arringava la folla.

È stato un vero terremoto per la politica italiana, anche perché lo showman si è dichiarato disponibile a concedere il suo marchio a garanzia di liste civiche che dovessero presentarsi alle elezioni. Due le condizioni per i candidati: essere incensurati e non essere già iscritti a un partito. Ma ecco il recentissimo Grillo-pensiero, tratto dal suo blog in internet che viene letto ogni giorno da duecentomila persone, da pezzi del monologo del «Reset Tour» e da dichiarazioni rilasciate a margine del suo spettacolo.

A come Amato: «Il ministro Amato si dice preoccupato che, o la sinistra al Governo dà una sterzata chiara sull'ordine pubblico, o ci sarà una "svolta fascista". Amato, il tesoriere di Craxi che non sapeva mai niente. Stava sempre in ufficio a studiare. Il cinghialone portava i miliardi all'estero e lui non sapeva. Dov'eri Amato quando avete scarcerato un anno fa 26.000 criminali? Lo avete fatto per evitare che gli amministratori pubblici, i vostri compari, i furbetti della politica finissero in galera».

B come blog: «Io - ha detto - ho un po' di reputazione che mi sono costruito in 35 anni di lavoro, e la gente mi crede. Adesso ho aperto un blog, che significa avere un diario aperto a tutti. Anche Berlusconi vorrebbe aprire un blog. Aprilo, ma poi voglio vedere che fine farai».

C come cittadini: «Siete voi che dovete riprendere in mano la vostra vita. Ritornare a fare politica ogni giorno. Al supermercato, a scuola, sul lavoro, al semaforo, nella natura, nel vostro condominio. Non c'è nessuno dall'altra parte del muro. Se bussate, la porta rimarrà chiusa».

D come diessini: «Di carica, cari diessini di Repubblica, vi è rimasta solo quella dei 101 iscritti al partito democratico. Il Papa è venuto in vostro aiuto. Ha dichiarato che "lo stato vegetativo è vita". C'è ancora speranza».

E come l'Eletto: «L'Eletto si riconosce dai segni. È candidato unico per acclamazione delle segreterie dei partiti. È citato dai giornali in prima, seconda, terza pagina. È intervistato ogni giorno su ogni cosa. Lui sa di sapere. È l'Eletto... Non è parlamentare, non ha ancora vinto le Primarie truccate (anche lì barano quando si tratta dell'Eletto). Nonostante questo tutti gli vogliono bene. La Confindustria e i sindacati, anche in Veltrolandia si chiamano così, lo sostengono per istinto naturale, per l'interesse dei cittadini e anche per il loro».

F come Fini: «Fini cita tre politici: Togliatti, Almirante e Berlinguer. Dice che con la nuova legge non li avremmo avuti in Parlamento a vita, ma solo per due legislature. Ma un decennio non è forse sufficiente? Non nomina invece nessuno dei politici in Parlamento. Si vergogna, evidentemente, delle centinaia di politici di lungo corso: Andreotti, Mastella, Pomicino...».

G come gerontocrazia: «Basta con la gerontocrazia, basta con i politici di 70 anni che vogliono progettare il futuro. Questi non lo vedranno mai il futuro».

H come handicap: «I disabili non possono lavorare, di solito sono a carico dei genitori e, alla loro morte, abbandonati dallo Stato come cani rognosi. Hitler era più onesto, li uccideva per non farli soffrire. I nostri politici celebrano il Family day quando la famiglia è stata distrutta da loro. Formare una famiglia in Italia è un debito che si estingue solo, ma non sempre, con la morte».

I come indulto: «Quanti morti, stupri, furti ha causato l'indulto? Chi paga? Forse il ministro di Casta e Ingiustizia Mastella venderà i suoi appartamenti romani per risarcire la famiglia dei coniugi di Gorgo al Monticano? Qui non c'è nessuna svolta fascista, c'è quella del buon senso, c'è la svolta del calcio in culo a chi ha votato l'indulto. I nomi li sappiamo e anche i cognomi. Li faremo tutti alle prossime elezioni. Questa gente in Parlamento non ci deve tornare mai più».

K come K2: «Il titolo di Telecom vale poco più di due euro. La linea del Piave, il K2 degli analisti, sta per essere sfondato. Dopo c'è l'ignoto. Non è una novità. Quando il tronchetto pretese e ottenne 2,9 euro per azione, si sapeva che era un valore ad personam. Perché sloggiasse con la buonuscita».

L come lavoro: «Ci sono più di cinque milioni di precari in Italia, vogliamo fare finta di niente? Aspettare che arrivino a dieci milioni, venti milioni? C'è una verità che nessuno vuole dire: manca il lavoro. E se manca il lavoro allora arrivano le leggi che regolarizzano il precariato. Perché i ragazzi non hanno scelta. O quello, o emigrare. Se ci fosse un vero mercato del lavoro le leggi sul precariato sarebbero ignorate. Le imprese farebbero carte false per assumere un ingegnere, un tecnico».

M come Mauro Mazza, direttore del Tg2: «Cosa accadrebbe se un mattino qualcuno, ascoltati quegli insulti, premesse all'improvviso un grilletto... e ti sparasse nel culo? Mazza è stato travolto dalle e-mail. Ciò che ha detto gli si rovescia contro. Ora lo manderanno via».

N come psico-nano, il soprannome per Silvio Berlusconi: «Non ha ancora detto niente, ma è acquattato nell'ombra e si rode dall'invidia. È li in un angolo che si chiede come ha fatto quello lì, senza soldi, a fare un casino del genere».

O come otto settembre 2007, il giorno del V-day con lo show di Grillo a Bologna: «Oggi inizia un nuovo Rinascimento fatto dagli italiani. L'otto settembre del 1943 i Savoia scappavano a Pescara. Dietro di loro lasciavano un'Italia allo sbando. Oggi non è cambiato nulla. Il Parlamento è occupato da abusivi scelti dai segretari di partito. Non scappano più, non ne hanno bisogno. Vivono in un mondo a parte tra scorte e televisione».

P come «politici... una parola che non vuol dire più un c...o. Politici di professione. Professionisti abusivi. Altro che i posteggiatori, i lavavetri e le puttane. Gli abusivi sono loro. Nessuno li ha eletti. Ci hanno tolto anche la libertà di votare il candidato. Non voglio che i partiti decidano chi deve essere eletto in Parlamento. E neppure che i ministri siano sorprese nell'uovo di Pasqua. Prima di votare va detto chi saranno i ministri, chi sarà il ministro della Giustizia. Se scelgono Mastella, allora a votare ci vanno loro».

Q come qualunquismo: «Gli intellettuali con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra hanno evocato il qualunquismo, il populismo, la demagogia. Uno con la barba ha anche citato, lui può farlo, Aristofane per spiegare il V-day. Un altro ha affermato che comincia adesso a capire la Rete, ma che il mio giudizio sull'otto settembre è una belinata. Non dice perché, non ne ha bisogno. È un intellettuale di sinistra».

R come referendum: «Questo è un Paese di sudditi, ma costituzionali. Possiamo solo votare le persone scelte dai partiti e qualche volta dire no a una legge con il referendum. Non esiste un referendum propositivo. Ma i partiti se ne fregano anche dell'esito dei referendum. Per fare la legge elettorale nel 2005 il centrodestra ha buttato nel cesso il risultato del referendum del 1992. Nel Medioevo avevamo più diritti di oggi. Per questo ci vuole un nuovo Rinascimento».

S come sindaci: «La carta di identità è la nostra tessera di partito. I comuni la nostra piazza. Sindaci e assessori i nostri dipendenti. Vanno controllati. Partecipate ai consigli comunali. Sono gratis e meglio del cinema. Discutete le sedute e riportate le vostre impressioni nei blog, nei forum».

T come televisioni: «Il 12 settembre l'Avvocato generale della Corte di Giustizia europea ha bocciato la legge Gasparri e riconosciuto i diritti di Europa 7. È l'ultima di una serie di sentenze. La Corte costituzionale e il Consiglio di Stato si sono da tempo pronunciati contro Rete 4 che occupa abusivamente da anni le frequenze assegnate a Europa 7. Il governo mandi rete 4 sul satellite domani mattina. Più facile che D'Alema diventi presidente della Mondadori, il suo editore...».

U come Udc: «Casini in Caltagirone si è indignato, lui, luiiiiiiiiii! Indignato. A proposito Mele è ancora deputato? E nell'Udc c'è qualche indagato, condannato, prescritto? E Biagi aveva la scorta?».

V come Valium: «A "Porta a Porta" il presidente del Consiglio, definito ormai dagli stessi giornalisti "Valium-Prodi" parlava seduto dietro a una gigantografia con la mia faccia. Belin, è come se la Bbc trasmettesse un discorso alla nazione di Gordon Brown che si rivolge a Mr. Bean».

W come Woodstock: «Per il V-day sono collegate 220 città italiane e 20 città nel mondo. È la prima volta che succede. È la forza della Rete, dell'informazione libera. È la nostra Woodstock della legalità. Almeno 300.000 persone hanno firmato per un nuovo Rinascimento. Per una legge di iniziativa popolare, per dare dignità al Parlamento, in tre punti: - no ai condannati in Parlamento; - no ai politici di professione, due legislature e poi tornino al loro lavoro; - sì alla preferenza diretta. Le firme necessarie le abbiamo ottenute in una mattina. La gente ha fatto la fila per ore contenta per poter firmare. Porterò questa proposta di legge in Parlamento, la leggerò e vedremo tutti in faccia chi si opporrà».

Z come Zapatero: «Io vorrei che questo governo avesse non dico le palle, ma anche solo qualche spermatozoo di Zapatero e facesse piazza pulita dell'attuale sistema radiotelevisivo in cui comandano i partiti, Publitalia e le grandi aziende. Almeno una rete senza pubblicità, senza rappresentanti di partiti, indipendente, che parli ai cittadini di vera informazione, di cultura, senza censura».

Guido Pasqualini

l’Adige, 23 settembre 2007

 

 

Anche i grillini trentini sul palco con Beppe
Saranno protagonisti dello spettacolo del comico al quale s’ispirano

 

TRENTO. Un bel «vaffa» alla politica non se lo risparmiano di certo, ma gli Amici di Beppe Grillo di Trento non sono solo anti-politica e qualunquismo. Si sbattono da due anni tra petizioni, manifestazioni e raccolta di firme e solo grazie alla cassa di risonanza del V-Day sono finiti sotto i riflettori assieme al loro “idolo”. E lunedì sarà il gran giorno dei grillini trentini. Durante lo show al PalaTrento, da buoni discepoli del Grillo più famoso d’Italia, salteranno sul palco e presenteranno le loro iniziative.

Saranno dei grilli parlanti: emozionati sì, ma anche pronti a raccontare le loro esperienze. Prima dello spettacolo, dietro le quinte, incontreranno per la prima volta dal vivo «l’amico Beppe», compagno di tante battaglie contro l’arroganza del potere.

Il «meet-up» trentino, nato dalla grande piazza virtuale del blog creato dal comico genovese, si sta battendo su diverse tematiche. Che saranno spiegate in un video di tre minuti che sarà proiettato durante lo spettacolo. «In questo breve cortometraggio - annuncia Denise Fasanelli - presenteremo alcune nostre iniziative: dalla “massa critica” al V-Day passando per la battaglia all’inceneritore». Proprio per lottare contro l’inceneritore, Beppe Grillo era stato in Trentino per sposare la posizione di Nimby. «L’inceneritore è utile solo per bruciarci il futuro», aveva tuonato il comico genovese. E Grillo lunedì sera affronterà due fatti di cronaca che in questi giorni hanno animato il Trentino. «Abbiamo presentato al suo staff due documenti - puntualizza Denise - sul problema della Whirlpool e sulla denuncia dei dipendenti dell’impresa di pulizie che si occupa del palazzetto dello sport. Due argomenti che quasi certamente affronterà nel suo monologo, visto che gli sono sempre stati a cuore i problemi legati alle multinazionali». Agli spettacoli di Grillo si ride di pancia usando il cervello. E si esce con un po’ di magone. Ma anche i grillini trentini saranno protagonisti sul palco. «Presenteremo anche una petizione contro gli psicofarmaci che vengono dati ai bambini. E poi faremo due domande secche al governatore Lorenzo Dellai sui nuovi elicotteri che sono stati comprati dalla Provincia. Inoltre - continua Denise Fasanelli - all’interno del palazzetto avremo il nostro banchetto dove raccoglieremo le firme per la legge d’iniziativa popolare per un Parlamento pulito». Dopo le 2.000 raccolte al V-Day.

Intanto cresce l’attesa per lo show. E ieri, a Trento per un seminario su don Milani, l’ex segretario della Cisl Savino Pezzotta riferendosi a Grillo ha detto che «i partiti non possono essere l’espressione di tutto, perché nella società ci sono movimenti che fanno politica ogni giorno sui problemi veri».

Jacopo Tomasi

 

Palazzetto tutto esaurito per domani sera
«Fischio d’inizio» alle 21

 

TRENTO. L’appuntamento cerchiato in rosso dai molti fan trentini di Beppe Grillo è per le 21 di domani sera, quando al PalaTrento andrà in scena il suo spettacolo «Reset». Il palazzetto è tutto esaurito, con 3.500 biglietti (costo tra i 27 ed i 33 euro) che sono andati a ruba in pochi giorni. Il comico genovese tratterà i temi a lui più cari: dall’ambiente all’economia per arrivare ai privilegi della classe politica messi a nudo anche grazie al «Vaffa Day». Ma quando c’è Grillo sul palco nulla può essere previsto: la sorpresa è sempre dietro l’angolo. L’improvvisazione, infatti, è una sua prerogativa ed è probabile che siano trattati alcuni temi di interesse locale: come l’inceneritore di Ischia Podetti ed il caso Whirlpool. Quel che certo è che il divertimento sarà assicurato grazie alla sua satira graffiante che va a colpire i lati oscuri del potere. Ci sarà da ridere. Un riso dal retrogusto amaro, fatto quasi per non piangere.

Trentino, 23 settembre 2007

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci