Crepe nel tunnel del TAV

Nota di Nimby trentino

 

Nel leggere anche questa cronaca della 4^ puntata su Mules, dopo le precedenti dei giorni scorsi, si percepiscono profonde spaccature. Non solo quelle in progetto dentro e fuori le montagne, non solo quelle causate dalle mirate elargizioni di soldi e dalle cooptazioni dentro i consigli di amministrazione, ma soprattutto quelle tra classe dirigente e popolazione del Sud Tirolo che, sia pure con diversità di accenti al suo interno, sta maturando un chiaro rifiuto verso il progetto dell’eurotunnel.

Ad arginarlo non bastano certo le risposte, o gli inviti a fare “seriamente”, di un geologo di nome Fornari, dipendente della società costruttrice. Tenuto conto che i cantieri, incautamente e frettolosamente già avviati, non sono che una minima parte, nel tempo e nello spazio, della mostruosità (ci si passi il termine) dell’opera.

È paradossale che, in una situazione di assoluta mancanza di informazione e di confronto pubblico, come ammette lo stesso Fornari, si lamenti la diffusione di “false notizie”. Come se l’”affare del secolo” dovesse essere ricondotto ad una sola questione di escavazioni in roccia o di squarci nel territorio, successivamente rimessi “a nuovo”, in tempo record, con la semina di uno strato di erbetta.

Ma al nostro geologo potrebbe essere sfuggito che gli impatti ambientali annunciati dal progetto - pur gravissimi - sono addirittura un profilo meno urgente rispetto al problema della sua palese inutilità (non servirebbe per spostare il traffico merci dalla A22) a fronte del suo costo complessivo (a lavori eventualmente chiusi almeno 10 miliardi per la galleria di base e circa 19 miliardi per le cosiddette tratte di accesso Sud, sempre che i costi preventivati non crescano come in Italia sono immancabilmente cresciuti tutti i costi iniziali per i progetti TAV e non arrivino in questo caso alla bella sommetta di circa 130 miliardi totali, 250mila miliardi delle vecchie lire).

Sulla questione principale, tanta è la fame di soldi e di potere che i proponenti - per cercare di convincere gli scettici in costante aumento - investono solo sulla presunta "liberazione" dell’autostrada dai Tir, tra 25-30-35 anni. Come e quando vogliano dimostrarlo, attraverso opinabili "proiezioni" e mantenimento dei modelli di consumo, degli sprechi e dei privilegi e dell’oggi, non è dato sapere. Se si darà modo ai superman delle grandi società di costruzione, della finanza e della politica di concludere i propri affari, ci si dovrà rassegnare a lasciare ai nostri figli il peso degli scempi, e anche le beffe, debiti decennali inclusi.

 

Galleria di base
Viaggio nei paesi dei cantieri

Tunnel, profumo d'affari. Mules spaccata dai soldi

 

BOLZANO - Per alcuni si tratta solo di una questione di gestione del traffico, per altri un attacco alla natura. Per molti, però, la galleria di base del Brennero significa soprattutto un sacco di soldi. Non si parla solo degli alti costi necessari per portare a termine il progetto (che si aggirano sui sei miliardi di euro) ma anche dei guadagni per tante persone coinvolte nella sua realizzazione.

A Mules, frazione di Campo di Trens, questa sfumatura della vicenda è evidente. L'intera popolazione sembra essersi divisa tra chi ha avuto soldi per i terreni o per ospitare gli operai e tutti gli altri che invidiano i primi. Una tensione sotterranea che sembra fare coppia con quella provocata dalle placche tettoniche europea e africana che proprio sotto Mules si fronteggiano in un punto geologico delicatissimo.

È proprio vicino a questo luogo particolare che passerà il cunicolo esplorativo che da Aica sbucherà a Mules, una galleria molto più piccola rispetto a quella principale, per studiare le rocce che saranno scavate quando cominceranno i lavori per la galleria di base che da Fortezza porterà a Innsbruck. Il cantiere di Mules per ora è il più grande di quelli già avviati e dopo un primo momento di tensione, sembra che la gente ne tolleri la presenza senza grossi problemi.

«A noi la situazione va bene - dice Heidi, dell'hotel Jägerheim - avremo gli operai che alloggeranno qui. La gente, però, ci critica molto, dicendo "eh, voi avete fatto i soldi". Qualcosa contro il traffico, però, bisognava farla. Il cantiere non dà fastidio: è a due chilometri dal paese ed è stato fatto bene, l'hanno circondato da siepi e non si vede più nulla». Poi interviene Günther, che lavora nell'albergo: «Negli anni Cinquanta - dice - qui si andava in giro a cavallo e nessuno voleva l'autostrada. Poi l'hanno costruita e tutti erano contenti. La verità e che qui, anche per pochi passi, tutti prendono l'automobile e così si crea traffico. Si stava meglio quando si andava a piedi».

Basta andare in un altro locale, però, per trovare una situazione del tutto diversa: «Gli unici d'accordo con il tunnel - grida una barista - sono quelli che hanno avuto i soldi per i terreni. Io sono contro e basta, è un progetto inutile. Ci sono altri modi per combattere il traffico, le alternative ci sono, invece Durnwalder vuole il suo tunnel per avere più soldi in provincia. I contadini - ribadisce innervosita - dicono di essere per la natura, invece sono solo per i soldi».

Mentre si va formando un quadro strano della situazione di questo paese, lungo la strada principale che attraversa il paese e conduce fino al cantiere una ragazza sta aspettando l'autobus: «In paese si ha paura che il tunnel distrugga la natura - dice Johanna - ma io penso che non sia un danno così grande. Credo ci sia bisogno di costruirlo».

Nel paesino che domina la vallata, affianco alla trecentesca chiesa di Sant'Osvaldo, ci sono alcuni bambini che giocano sotto gli occhi vigili delle mamme. Ciò nonostante qualcuna si distrae per parlare dell'atmosfera che si respira in città riguardo al tunnel: «È inutile - dicono in molte - ci sono metodi meno costosi per risolvere il problema del traffico». Poi interviene una donna: «La verità è che siamo stati informati tardi - dice la signora Viviana - abbiamo visto dei movimenti sulle montagne, ma nessuno ci ha avvertito. Molta gente si è arricchita vendendo i terreni, ma ci hanno spiegato cosa stava succedendo soltanto quando il cantiere era già avviato. Bisogna dire, che quella zona non è mai stata così bella: hanno pulito tutto e hanno aggiustato la strada».

«Però - interviene un'altra donna - quell'albero splendido che c'era in mezzo al prato ora non c'è più».

«Sì - continua Viviana - ma alla fine siamo riusciti a far spostare il cantiere più lontano dalla città. Volevano ridurre il corso del fiume Isarco per produrre energia, ma noi ci siamo opposti e non hanno più costruito il macchinario, anche se sospettiamo che più in là lo faranno».

Ritornando sulla strada principale che costeggia i campi risplendenti delle gocce della pioggia appena finita, dopo poco più di un chilometro si arriva a una stazione di servizio. «Noi non sentiamo rumore o confusione - dice Petra Flechinger, benzinaia - il cantiere è stato costruito bene, non ci dà problemi. La gente in paese non è contro il tunnel, alla maggior parte è indifferente. Io spero che ci porti un po' di ricchezza, che sia un bene per l'economia».

Dopo qualche metro comincia l'enorme cantiere che si snoda per alcuni chilometri. Un grande spiazzo ospita una struttura in ferro inglobata nella montagna. È qui che sorgerà la finestra del cunicolo esplorativo. Mentre sotto terra le placche tettoniche si muovono a una velocità geologica sorprendente, torna alla memoria un particolare buffo. Chissà se è proprio qui che cresceva lo splendido albero tagliato via dal progresso…

Francesco Amorosino

 

L'Esperto Bbt

Fornari: «Zona geologica unica. Gli scavi sono stati studiati bene»

 

BOLZANO - Mentre le rocce attendono di essere perforate, i lavori per il tunnel stanno cominciando.

La galleria di base del Brennero consisterà in un tunnel ferroviario che da Fortezza arriverà fino a Innsbruck, lungo un percorso di oltre 60 chilometri. Scopo del progetto è portare il traffico dell'A22 sui binari della nuova linea più veloce. La realizzazione dell'opera è gestita dalla società per azioni Bbt Se, per metà austriaca, per metà italiana. Prima del tunnel, però, è da poco cominciata la realizzazione di un cunicolo esplorativo per studiare il tipo di roccia che si incontrerà nel percorso. Partendo da Aica, sarà possibile sbucare vicino Mules.

«Tutto il percorso sarà scavato in granito - dice Marco Fornari, geologo della Bbt - un'ottima condizione. Vicino Mules, però, passa la linea Periadriatica dove la placca tettonica africana e quella europea si scontrano, un fenomeno legato all'orogenesi alpina avvenuta 65 milioni di anni fa».

L'esterno della Terra, infatti, anche se sembra immobile, si sposta ogni anno, perché grandi porzioni della superficie (placche) si muovono «slittando» sugli strati più fluidi dell'interno del pianeta. Quando le placche si scontrano portano alla formazione delle montagne. È quello che è accaduto tra l'Europa e l'Africa e ha portato alla nascita delle Alpi.

«Le rocce che si incontrano in questo punto particolare - spiega Fornari - sono alternate tra strati compatti e sciolti, quindi per attraversarle non si può più usare una fresa: bisogna procedere con drenaggi dell'acqua e consolidare il materiale. Ovviamente - continua Fornari - la velocità sarà ridotta: 1-2 metri al giorno, contro i 30-40 che si scavano con le frese».

Fornari, però, invita a stare tranquilli: si sta studiando il modo migliore per attraversare i circa 400 metri critici senza problemi.

«Si sentono molte inesattezze in giro - dice - per esempio che prosciugheremo le falde acquifere. Non è così, perché qui le sorgenti scorrono vicino la superficie, mentre noi passiamo a 1500 metri sottoterra. Io - continua - sono il primo a criticare la Bbt per la poca informazione che ha fatto, ma la gente deve informarsi bene prima di parlare. La situazione sull'autostrada è insostenibile, è la prima volta in Europa, però, che Verdi contestano un progetto ferroviario. Un anno fa riguardo ai lavori a Mules si parlava di disastro ecologico. In realtà quella era una zona bruttissima con una grave frana. Non mi sembra che ora sia peggiore. C'è gente - conclude - che ormai inventa di tutto. C'è chi ha detto che abbiamo rinvenuto dell'uranio. Sì, ho risposto io, e Superman già ha paura per la kryptonite. Forse è l'ora di smetterla di diffondere false notizie e di mettersi tutti a fare i seri».

F. A.

Corriere dell’Alto Adige, 26 settembre 2007

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