Per Durnwalder e Dellai la galleria e gli accessi
devono essere realizzati contestualmente

Partono i lavori: qui l’Europa si unisce

 

BRENNERO. Erano le 14 in punto quando, sulle note del beethoveniano “Inno alla Gioia”, le benne di due possenti Caterpillar - uno in località Unterplatten di Aica nei pressi di Fortezza e l’altro nella Sillschlucht a sud di Innsbruck - si sono messe contemporaneamente all’opera per dare ufficialmente il via ai lavori di quello che sarà il “progetto del secolo”: il traforo del Brennero. . E mentre i due escavatori rimuovevano i primi metri cubi di terreno, sostituendosi così idealmente agli ottocenteschi “colpi di piccone”, nel grande capannone allestito al valico del Brennero dove si erano dati appuntamenti autorità e tecnici di mezza Europa, uno scrosciante applauso salutava quella che da tutti era già stata definita come una “data storica”. In realtà l’avvio dei lavori di quella che dovrebbe diventare la più lunga galleria del mondo, che dovrebbe veder impiegati non meno di 5 miliardi di euro, che dovrebbe garantire occupazione a centinaia e centinaia di lavoratori per quasi una ventina d’anni e che dovrebbe garantire benessere economico e una migliore qualità della vita all’intera popolazione che vive lungo l’asse del Brennero, costituisce una tappa importante non solo sotto il profilo squisitamente tecnico e “trasportistico”.

La giornata di ieri al Brennero, tra un garrire di bandiere italiane e austriache e vessilli biancorossi dell’Alto Adige e del Tirolo e bandiere europee, è stata una giornata “solare” nel pieno senso della parola. L’eco delle contestazioni ambientaliste dei “no tav”, che si erano dati appuntamenti ad Aica per dare vita ad una contromanifestazione anti-tunnel, non sono arrivate fino al valico dove a farla da padrone erano i suoni degli ottoni della banda delle ferrovie austriache di Innsbruck e le parole solenni delle autorità politiche che per due ore si sono susseguite al pulpito per le “laudatio” della nascente eurogalleria.  

Va precisato che ieri non si festeggiava il via ufficiale alla realizzazione del tunnel di base del Brennero (quello che è destinato a dimezzare i tempi di percorrenza lungo il “corridoio Ten 1 Berlino - Palermo” e nel contempo alleggerire il traffico pesante l’attuale direttrice autostradale nord - sud), bensì si salutava l’avvio dei lavori per la predisposizione delle aree di cantiere per la realizzazione del cunicolo esplorativo. Nei due cantieri si dovranno realizzare alcune opere tecniche che consentiranno, successivamente, i lavori veri e propri per la realizzazione del cunicolo esplorativo (avrà circa 5 metri di diametro) e il cui primo vero colpo di piccone nella roccia è previsto per la primavera del 2007. Il cunicolo esplorativo, che avrà altri portali d’accesso (Mules, Prati di Vizze, Steinach), non va infatti confuso con le due canne del traforo del supertunnel la cui realizzazione non partirà prima del 2010.  

Quella che per Gianluigi De Carlo, amministratore delegato di parte italiana della società europea BBT (Brenner Basistunnel Se) doveva essere essenzialmente «una giornata di informazione», in realtà è stata l’apoteosi politica di alcuni dei politici intervenuti alla cerimonia. E in particolare di coloro che più di ogni altro hanno creduto, e credono, in quest’opera. A partire dal cancelliere austriaco Wolfgang Schüssel, al coordinatore del corridoio (Berlino - Palermo) ed ex commissario europeo ai trasporti Karel van Miert, al presidente altoatesino Luis Durnwalder e al suo collega trentino Lorenzo Dellai. Da parte del governo italiano - assenti il presidente Prodi e i ministri Di Pietro (infrastrutture) e Bianchi (trasporti) impegnati tutti a Roma nel consiglio dei ministri che ha deliberato i fondi per le missioni in Afghanistan e Sudan - le parole del viceministro ai trasporti Cesare De Piccoli e di Marco Palma, consigliere diplomatico del ministro Di Pietro, hanno ribadito, senza particolare calore emotivo, l’impegno italiano a favore della realizzazione di questa “grande opera”.  Il cancelliere Schüssel, che proprio ieri ha concluso il semestre austriaco alla presidenza dell’Unione europea, ha tenuto a sottolineare l’aspetto “politico” di questa realizzazione. «È sì un’opera importante che getta le basi per i prossimi cento anni - ha detto il cancelliere austriaco - ma è essenzialmente un simbolo visibile di quanto l’Europa è vicina ai suoi cittadini». Schüssel, che nel suo breve intervento ha ringraziato l’Italia e segnatamente il presidente Prodi ed anche Berlusconi, non nascondendo il fatto che si «tratta di un progetto caro e che costerà sacrifici», ha auspicato che «vengano realizzati quanto prima sia gli accessi da parte italiana che da parte tedesca».  

Ed è proprio sul “nodo” degli accessi che si è incentrato anche l’intervento del presidente altoatesino Luis Durnwalder che, da padrone di casa, ha aperto la serie dei discorsi ufficiali. «Questo è un giorno di festa per l’Europa intera e per tutte le nostre popolazioni» ha esordito Durnwalder che ha inoltre sottolineato con realismo: «La cerimonia di oggi è il segnale concreto della volontà di realizzare il tunnel. Questo non vuol dire che abbiamo risolto ogni problema. Ne nasceranno ancora, ma molti li potremo risolvere lavorando assieme cercando di trovare i finanziamenti necessari per realizzare sia il tunnel che contemporaneamente gli accessi in modo tale da poter offrire alle nostre popolazioni la soluzione ad un problema, quello del traffico, che dobbiamo risolvere. Spero solo che si inizi al più presto!»

Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento del presidente del Trentino Lorenzo Dellai. «Il Trentino ha sempre creduto in questo progetto e ha percorso la strada del protagonismo dei territori, della partecipazione e della condivisione. Questo è il punto di non ritorno per questo progetto e dobbiamo andare avanti affinché non diventi un’opera sostanzialmente inutile ma che metta in gioco sistemi culturali, economici e politici che spazino almeno tra Verona e Monaco di Baviera».

Nella lunga teoria degli interventi anche quelli del “padre” del tunnel il commissario Karel van Miert che ha sottolineato che l’opera non sarà «una cattedrale nel deserto», del vicecancelliere austriaco e ministro dei trasporti Hubert Gorbach, del Capitano del Tirolo Herwig van Staa e dell’amministratore delegato di RFI Mauro Moretti. A benedire ufficialmente l’avvio dei lavori, rivolgendo una preghiera a Santa Barbara protettrice di chi lavora in galleria, è stato il vescovo Wilhelm Egger.

Alto Adige, 1 luglio 2006

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci