Viaggio nei luoghi del cunicolo pilota: buche, prati spianati e montagne brulle

A Mules paesaggio lunare tra ruspe e cantieri

I lavori per il tunnel del Brennero

 

MULES. Sabato a Bolzano sbarcherà, per la prima volta in queste forme, la protesta contro il tunnel del Brennero e il progetto di alta velocità ferroviaria tra Monaco e Verona. Ma nel resto della provincia, e in particolare in alta val d’Isarco e nelle valli parallele, la questione è da mesi all’ordine del giorno. Anche perché i lavori sono iniziati e stanno avanzando. Come per esempio a Mules.

«Fra un paio di mesi tutto tornerà come prima, anzi meglio: ricrescerà l’erba, saranno piantati nuovi alberi e nessuno si accorgerà di niente». Una prospettiva oggi difficile da immaginare, passando lungo la statale all’altezza di Mules. L’attenzione è catturata da quel megacantiere che sta predisponendo l’arrivo delle ruspe che scaveranno la montagna per costruire un portale per il primo passo del tunnel di base del Brennero. Eppure il coordinatore dei lavori per il cunicolo esplorativo per l’Italia, il geologo Marco Fornari, giura che sarà davvero così.  Pochi chilometri dopo Fortezza, lo scenario che gli automobilisti si trovano davanti è devastante: un paesaggio lunare, un’enorme distesa di mucchi di terra, buche, un deserto brullo fra l’Isarco e una parte di montagna dalla quale è stata spazzata via la vegetazione. E in mezzo decine di ruspe si muovono fumose riportando alla mente scenari fantascientifici. Davvero brutto. «Ma non esiste nessun cantiere che sia esteticamente bello», ribatte Marco Fornari, che dopo essersi fatto le ossa per anni in mezza Europa in questo campo è riuscito a tornare nella sua valle Isarco per coordinare i lavori di questa tanto contestata opera.  «Ci tengo molto a questo paesaggio, non permetterei mai che venisse deturpato - spiega - e sono pronto a giurare che al massimo per gli inizi della prossima estate riavremo il vecchio panorama».

Perché i lavori, a Mules, proseguono a pieno ritmo e velocemente, tanto che gli operai sono riusciti ad anticipare di un mese la loro consegna: a giugno le ruspe abbandoneranno il campo ed entreranno in scena i «rinverditori», che rimpiazzeranno i vecchi alberi con altri più giovani.  E mentre alcune squadre stanno terminando di realizzare gli ultimi tomi di terra rinforzata - piccole colline di quattro o sei metri situate qua e là lungo la statale come barriere antirumore, paramassi e mascheramento del cantiere -, altre stanno ultimando il sottopassaggio che impedirà il transito lungo la statale dei mezzi pesanti che trasporteranno materiale inerte.  Ai piedi della montagna, intanto, tutto è pronto per evitare possibili catastrofi: «Abbiamo sistemato delle reti di contenimento contro la caduta massi - spiega il coordinatore Fornari - e abbiamo oltretutto scavato un bacino di raccolta delle acque che garantisce sicurezza in caso di inondazioni o violenti nubifragi».  Anche pochi chilometri più a sud, ad Aica, nella zona Unterplattnerhof, gli operai stanno lavorando duro per preparare quel cantiere che permetterà ai loro colleghi di bucare la montagna per il cunicolo pilota: in quello spiazzo nella val di Riga stanno ultimando le infrastrutture primarie, in mezzo all’Isarco hanno piazzato dei micropali e hanno già realizzato una delle due pile di cemento che reggeranno il ponte che permetterà ai mezzi di scavare nella montagna oltre il fiume. Il ponte è già stato ordinato, arriverà verso la fine di aprile, e per maggio le ditte lasceranno la zona.  Tutto tace, invece, in Val di Vizze: è troppo presto per iniziare a lavorare a spianare prati e costruire ponti. «Abbiamo ancora tempo - conclude Fornari - ma abbiamo già in mano il progetto». Insomma, anche lì si stanno scaldando i motori alle ruspe; giusto il tempo di far digerire quel cantiere di Mules.

Alto Adige, 9 marzo 2007

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