Bocciato il referendum sul golf

Alle urne solo il 43% degli elettori. Ora parola al consiglio comunale

 

DAIANO - Al referendum sul campo da golf in località Ganzaie è andata buca. Hanno votato in 242 (118 uomini e 124 donne) sui 555 aventi diritto (274 uomini e 281 donne). Una percentuale di votanti pari al 43,6%, ma sarebbero stati necessari altri 36 voti per raggiungere il quorum. Tra le schede scrutinate è netta la predominanza dei contrari al campo da golf (230, 95%), 10 (4,1%) i favorevoli, 2 le nulle. Ha vinto il partito degli astensionisti, guidato da Raimondo Dagostin, che si è rintanato nel suo Suv non commentando il risultato. Il sindaco Roberto Vanzo invece rimarca la necessità di «riflettere su questo dato, soprattutto per il mancato raggiungimento del quorum». Una giunta quindi incline, par di capire, alla realizzazione del campo da golf da 18 buche su 60 ettari di terreno pubblico tra Daiano e Carano, anche se «ne dovremo parlare in consiglio. Avevamo promesso - aggiunge Vanzo - che prima di una trattazione consiliare si sarebbe chiesto il parere alla popolazione». Il comitato «Golf a Daiano? No grazie!» aveva richiesto a più riprese incontri con il consiglio comunale, ma «l'assemblea - continua - non ha voluto accettare, perché con il comitato non si poteva avere un dialogo, c'erano solo monologhi».

Il vicesindaco Adriano Munari rigetta le accuse all'amministrazione di aver «subìto» il referendum, ricordando come «la richiesta di consultazione popolare sia stata presentata dal comitato il giorno stesso dell'assemblea pubblica». La previsione del campo rimane quindi nel Prg, ma l'inserimento dell'opera nel piano «non è una "colpa" del commissario - spiega Maria Laura Bignardi, rappresentante della minoranza consiliare - non gli si può dare una responsabilità negativa. Interpreto il non aver votato come una vera scelta, come avvenuto domenica scorsa (a Daiano per le scuole private votarono in 120, ndr)».

Dal comitato contrario al campo si elevano accuse ai poteri forti (leggi assessore provinciale Mauro Gilmozzi) di voler realizzare l'opera per creare poi una zona edificabile con prezzi di mercato più alti, vista l'impossibilità di espansione edilizia a Cavalese. Ma Dino Ceol coglie anche molti aspetti positivi della consultazione. «La prova di oggi mostra che c'è ancora voglia di operare, anche se Daiano ha una brutta fama per quanto riguarda la democrazia. Calcolando che vi sono 38 persone nell'elettorato che sono residenti all'estero e tanti abitanti di seconde case, di cui 60 hanno firmato la nostra petizione, possiamo dire che avremmo superato il quorum». A giudizio di quelli del «no», i favorevoli al campo hanno usato anche mezzi irregolari per invitare all'astensione, come uno striscione su un'abitazione in via San Tommaso, rimasto appeso da giovedì sera a domenica mattina.

Il referendum, intanto, è costato 4.500 euro all'amministrazione di poco più di 600 anime, ma nel piccolo ed affascinante borgo un cartello è sintomatico del recalcitrante campanilismo trentino, «Varena 0,8 Km». «Facciamo un'aggregazione di comuni con Varena - invita Ceol - partendo da una realtà democratica. Bisogna fare economie di scala su ragioni e proposte radicate sul territorio».

Mattia Frizzera

l’Adige, 8 ottobre 2007

 

Daiano. Per 36 voti (alle urne è infatti andato solo il 43,6% degli aventi diritto)
non è stato raggiunto il quorum

Il referendum sul campo da golf è nullo

 

DAIANO. Ancora una volta la popolazione di Daiano (667 abitanti, di cui 555 elettori) ha disertato le urne. Lo aveva già fatto nel 2004 quando si era candidato come sindaco Dino Ceol e poi due anni fa quando si è trattato di eleggere a sindaco l’ex Scario della Magnifica Elvio Partel. E ieri il non voto ha decretato la nullità del referendum sul campo da golf.

Ieri solo 242 persone (pari al 43,6%) di cui 118 maschi e 124 donne, si sono recati alle urne facendo mancare il quorum. Il risultato del referendum pertanto è nullo. E la parola ora passerà al consiglio comunale. Per 36 voti dunque il referendum non è passato.

Ma il messaggio lanciato dai 242 cittadini che ieri si sono recati alle urne è stato molto chiaro e significativo: quel campo non si deve fare. Ben 230 sono stati i voti per il no, 10 i sì e 2 schede non assegnate. Ha vinto il Comitato del sì, guidato da Raimondo Dagostin e da Giovanni Rizzoli che, anche con l’uso di uno striscione appeso nel centro del paese (molto criticato) invitava la gente a non andare a votare.

Il Comitato del no guidato dall’ex sindaco Dino Ceol non si sente però sconfitto. “Con lo svolgimento del referendum odierno, assieme ai cittadini che ci hanno sostenuto e incoraggiato - ha fatto sapere il portavoce del Comitato - abbiamo concluso la prima parte della lunga marcia intrapresa. Riteniamo alla luce della volontà popolare - ha aggiunto Dino Ceol - da questo momento che il consiglio comunale ci riconosca il ruolo di soggetto rappresentativo per aprire un serio confronto sul tema del campo da golf a Daiano, secondo gli indirizzi riportati negli atti deliberativi del Comprensorio di Fiemme”. Ma anche per l’altro membro del Comitato Luigi Ferracini il risultato ottenuto è importante e da non sottovalutare. “Visto che oltre il 90% dei votanti ha detto no al campo da golf il comune ne dovrà tenere conto”. Soddisfatto è apparso per altro il responsabile del Comitato del sì Raimondo Dagostin, che tuttavia non ha voluto fare alcun commento. “Mi riserverò di farlo al momento opportuno” ha chiarito.

Il problema del campo da golf a 18 buche a Daiano, dunque, non sarà accantonato: l’amministrazione comunale, unitamente ai cittadini, dovrà tornarci sopra un’altra volta per riflettere e possibilmente trovare insieme una strada praticabile.

Luciano Chinetti

Trentino, 8 ottobre 2007

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