Mobilitazione degli agricoltori a Decimoputzu

 

Sullo stato della mobilitazione degli agricoltori sardi a Decimoputzu, Nimby trentino segnala il buon video della RAI e riporta stralcio del comunicato stampa delle realtà sarde mobilitate.

 

Comunicato stampa

 

Riccardo Piras, coordinatore regionale di Altragricoltura, ha osservato: “Prima il 27 Marzo scorso e poi il 27 Settembre siamo stati a Roma, chiedendo al Governo Nazionale ed a quello Regionale di aprire un percorso unitario della massima urgenza per una situazione delicatissima senza pari in tutt’Europa: la vendita all’asta di oltre cinquemila aziende agropastorali sarde, il rischio che, per oltre 50.000 persone sia cancellato la prospettiva di futuro”. Prosegue Piras: “Lo abbiamo fatto con una strategia chiara: portare il caso all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale ed obbligare la politica regionale e nazionale ad assumersi fino in fondo le sue responsabilità e, dunque, bloccare subito le vendite  per aprire con il sistema bancario e l’UE una trattativa vera, risolutiva, che veda al centro un interesse: quello di tutelare i diritti dei contadini e dei cittadini come diritti primari”.

Se questo era l’obiettivo della prima tappa della mobilitazione, il Comitato, oggi, registra un primo successo: l’Assessore regionale Foddis ha annunciato un incontro per il giorno 11 con il Ministro, riconoscendo il carattere straordinario e di dimensione nazionale dell’emergenza sarda. Questo primo risultato è stato raggiunto con il sacrificio di quanti si sono sottoposti allo sciopero della fame, di quanti hanno sostenuto la mobilitazione e dei tanti che stanno lavorando per aprire una finestra di luce sulla vicenda della vendita all’asta delle aziende sarde.

Sono sempre di più i cittadini italiani raggiunti dall’informazione. Sta accadendo, in questi giorni, che il dramma di tante famiglie di contadini e pastori sta indignando un Paese che sta scoprendo improvvisamente la verità su una situazione che non fa onore ad una società che si vanta di essere una delle potenze economiche mondiali.

Il Comitato di lotta, in questi giorni, ha valutato positivamente la prima fase della mobilitazione nel convincimento che, ora, si può e si deve rilanciare l’iniziativa in Sardegna e fuori dalla Sardegna.

Per questo il Comitato ha deciso:

-    di interrompere lo sciopero della fame in Sardegna, uscendo dalla Sala consigliare dei Decimoputzu, che rimane occupata, per andare sul territorio per coinvolgere i Comuni Sardi, le istituzioni territoriali e tutti i cittadini in una serie di iniziative (consigli comunali aperti, assemblee, incontri) e per coinvolgere il più vasto numero di persone nella mobilitazione;

-   di portare la mobilitazione a Roma dove, a partire da mercoledì prossimo una delegazione sarda del comitato integrata da componenti nazionali di Altragricoltura, entrerà in sciopero della fame ed assumerà una serie di iniziative fra cui una conferenza stampa

-   di tenere a Roma un’assemblea con l’obiettivo di coinvolgere l’opinione pubblica nazionale, la comunità sarda fuori regione e gli organi di informazione sull’obiettivo centrale: che l’incontro dell’11 Ottobre a Roma sia l’avvio di un percorso;

-   di intensificare le azioni di informazione dell’opinione pubblica e l’appello ad inviare le lettere di pressione al Presidente Soru (fra l’altro l’appello a Soru sarà tradotto in quattro lingue e diffuso in tutt’Europa e fuori, anche approfittando della fitta rete di relazioni che il movimento di Altragricoltura può vantare essendo parte di una rete contadina con oltre 100 milioni di aderenti in tutto il mondo che fanno della battaglia per la difesa delle aziende agricole l’elemento unificante).

Giorgio Matta, uno dei contadini in sciopero della fame in questi giorni e responsabile regionale del Soccorso Contadino, ha annunciato, inoltre, una serie di iniziative del Soccorso Contadino per difendere attivamente i contadini sardi esecutati. In particolare si terrà la settimana prossima in Sardegna un incontro con il pool di tecnici ed avvocati del Soccorso Contadino nazionale.

Fra le iniziative che il Soccorso contadino ha in cantiere vi sono:

-   la presentazione in Commissione Agricoltura del Senato di un libro bianco in cui si denuncia la verità che c’è dietro la vendita all’asta delle aziende sarde;

-   la definizione di azioni legali nel convincimento che i contadini non possano essere gli unici chiamati a pagare i prezzi non solo sociali ma anche legali di un fallimento di sistema;

-   la definizione di un piano con l’obiettivo di individuare strutture finanziarie che, una volta sia stato riportato il contenzioso a grandezze economiche realistiche, siano capaci di gestire il rapporto con i creditori e i debitori rilevando e ripianificando il debito; operazione in cui è certamente necessario, fra le diverse condizioni di riuscita, il ruolo di soggetti di investimento  attivati al tavolo di concertazione nazionale e regionale ma, anche, che può vedere, fin da ora, spazi di iniziativa di cittadini e consumatori con la realizzazioni di una grande raccolta di risorse nella forma dell’azionariato popolare.

Obiettivi, questi, che richiedono il concerto ed il concorso di tutte le forze sociali, sindacali e politiche ed, in particolare, il protagonismo responsabile di quelle sarde.

Decimoputzu, 10 ottobre 2007

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