Trento-Roma-Genova, 13 ottobre 2007

Comunicato stampa

 

I Nimby digiunano, i Vivaisti si abbuffano
 
Vi aggiorniamo sui due APPELLI diffusi giovedì 11 ottobre:

 

No a un Trentino incenerito ad alta velocità

 

Stralcio del progetto dell'inceneritore

(la raccolta delle firme proseguirà il 2, 3 e 4 novembre a "Fa la cosa giusta")

 

Sulla nascita della nuova "associazione culturale-politica, spazio libero...", il "Vivaio" del presidente Dellai, e sulla sua generosa elargizione ai "bisognosi" di destra, centro, sinistra e manca di uno spicchio di quei 3/4 del bilancio provinciale, suscita ilarità l'uscita del neo presidente vivaista Piero Cavagna, che incautamente vorrebbe competere con la comicità di Beppe Grillo: "Al momento ci autofinanziamo... siamo alla ricerca di sponsor".

 

Gemellaggio
tra Nimby trentino,
Rete Regionale Rifiuti del Lazio
e Il Corriere Sestrese

 

IN OPPOSIZIONE

AL GASSIFICATORE DI MALAGROTTA

E AGLI INCENERITORI GENOVESE E TRENTINO

 

Calendario digiuno settimana 15 - 21 ottobre 2007

 

data

Trento

G pr.vo

Roma

G pr.vo

Genova

G pr.vo

15ott

L. Benatti

1304°

E. Romano

484°

E. P. Pedrina

196°

16

M. Corradini

 

M. Correggia

 

G. Daccomi

 

17

C. Corradini

 

M. Correggia

 

F. Zappia

 

18

A. Tasin

 

A. Matteucci

 

A. Muzzolon

 

19

R. Agostini

 

N. Locchi

 

C. Bottero

 

20

R. Cimadom

 

G. Ferrante

 

R. Pastorino

 

21ott

S. Fedrizzi

1310°

R. D'Oria

490°

A. Parodi

202°

 

 

Testo del comunicato
inviato ai rappresentanti della politica trentina

 

Ai rappresentanti della politica

Cittadini di Trento, Roma e Genova stanno digiunando contro la costruzione di impianti pericolosi per la salute e ambientalmente insostenibili; ritengono che un diverso sistema di gestione dei rifiuti non solo è possibile, ma si impone come metodo per dare alle popolazioni l'effettiva possibilità di farsi soggetti e promotori di una rinnovata coscienza ambientale. Rinnovamento auspicabile in una moderna democrazia partecipata e legato alla conoscenza dell’importanza e della necessità della riduzione dei consumi, del riciclo e del riutilizzo di materia in quanto risorsa esauribile.

È dimostrato che il bilancio energetico complessivo è decisamente (decine di volte) a sfavore dell'incenerimento, che è una scelta politica di corto respiro e energivora che solo trasforma il rifiuto in residui pericolosi, ceneri e emissioni tossiche (centinaia di tipi), con uno scarso recupero energetico e con i maggiori costi e vincoli a carico della comunità.

In questo contesto è semplicemente scandaloso e paradossale che amministrazioni provinciali e regionali che hanno cercato consensi in nome della partecipazione e della sostenibilità ambientale stiano permettendo la costruzione di un gassificatore a Malagrotta (vero cratere alla periferia della capitale con la megadiscarica, la raffineria, i depositi di gas e l’inceneritore di rifiuti ospedalieri), la progettazione e la costruzione di inceneritori a Trento, a Genova o a Bolzano.

La legge finanziaria 2007, imponendo il 50% di raccolta differenziata al 2009 e il 60% al 2011 (da intendersi quali obiettivi gradualmente migliorabili verso un'effettiva e prioritaria centralità gestionale anteposta a quella dello smaltimento, come dimostrano i valori dell'80% di rd già raggiunti da diverse realtà italiane), ha tracciato la strada per una gestione dei rifiuti non fintamente sostenibile, che va percorsa nella consapevolezza di ridurre il duplice oltraggio cui viene sottoposto l'ambiente naturale: da una parte deve fornire le risorse per lo sviluppo e dall'altra è costretto a riceverne gli scarti.

Una politica di riduzione integrata dalla minimizzazione-riduzione della produzione di rifiuti anche tramite il riuso a monte della raccolta differenziata, seguita a valle dal trattamento meccanico biologico del residuo (minimale e gradualmente riducibile dopo il "porta a porta"), ed evitando la produzione di CDR, non ha confronti in termini di risparmio energetico, inquinamento, emissione di CO2 e occupazione di operatori.

Oggi digiunano:...

    

Il digiuno è una civile forma di opposizione di chi sente il dovere di dimostrare la contrarietà verso un'"opera" violenta qual è un impianto altamente inquinante come un inceneritore/gassificatore, ritenuti la negazione di un responsabile e sostenibile approccio alla questione dei rifiuti.

Chi digiuna si augura che il suo sentire possa trasmettere altro sentire in chi ricopre incarichi di responsabilità pubblica nei confronti della collettività. "Sentire" che significa passione, competenza e lungimiranza; le caratteristiche che dovrebbero contraddistinguere chi fa azione politica.

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