Nota di Nimby trentino

 

Arrivano i loro. Quelli del sì alla modernità, alla coesistenza con gli Ogm, alla libertà di fare soldi sulla pelle della gente, soprattutto di quella che sta già peggio. Naturalmente, in contrapposizione all'"ideologia" del no, quella di chi, secondo quei "loro", le studia tutte per tramare contro i cosiddetti scienza e progresso. Quella (inco)scienza costretta a fare carte false nascondendo quelle vere e imbavagliando la libera ricerca (un caso tra tanti).

A dimostrazione della bontà della loro ideologia, i discepoli del biotech potrebbero sperimentare su se stessi, o sui loro figli, gli effetti delle scoperte del loro personale concetto di modernità. Almeno dimostrerebbero un po' di coerenza a quel loro "senso del dovere", e forse anche di (bio)etica.

 

Asse per le biotecnologie
Radicali e cattolici, conservatori e ulivisti:
nasce il partito trasversale degli Ogm

 

ROMA. La teodem cattolica Paola Binetti, e il radicale pro-eutanasia Marco Cappato, Adolfo Urso (Alleanza Nazionale) e Marco Beltrandi (Rosa nel pugno). Benedetto Della vedova (Riformatori Liberali) e Antonio Polito (Margherita). Tutti insieme a difesa degli Ogm, gli organismi geneticamente modificati. Alla Camera dei deputati è nato il Comitato di coordinamento -rigorosamente bipartisan - Sagri, che sta per salute, agricoltura e ricerca. È la risposta a Mario Capanna e alla sua coalizione “Italia-Europa liberi da OGM” ospitata in pompa magna negli uffici di Montecitorio lo scorso 8 ottobre con la benedizione di Fausto Bertinotti e Franco Marini.

«Il comitato è nato perché in Italia è ora che il dibattito sugli Ogm sia basato su informazioni scientifiche e non influenzato da campagne ideologiche», ha spiegato il professor Gilberto Corbellino, presidente dell’associazione “Luca Coscioni”, che ha presentato l’iniziativa. La prova sta nel fatto che siedono gomito a gomito, nella sala stampa di Montecitorio, la senatrice Binetti e il radicale Cappato, di solito su fronti opposti. L’esponente teodem ha spiegato in questo modo la scelta di scendere in campo a favore degli Ogm: «In agricoltura viviamo già da tempo in una situazione in cui siamo costretti a mangiare prodotti geneticamente modificati. I pesticidi non sono più sicuri degli Ogm». Da qui la scelta di aderire al Comitato Sagri: «La pregiudiziale di chi dice no agli Ogm e non consente il passaggio dalla sperimentazione di laboratorio a quella di campo è in contrasto con il principio della modernità che come cittadini, politici e studiosi abbiamo il dovere di accettare».

A favore del Comitato anche FUTURAGRA (associazione di imprenditori agricoli) e una parte consistente della comunità scientifica rappresentata da Roberto Defez, ricercatore del CNR e dell’Istituto internazionale di Genetica e Biofisica. Duilio Campagnolo, presidente di Futuragra, ha annunciato che è allo studio «la possibilità di richiedere allo Stato italiano un miliardo di euro di danni per mancati ricavi provocati dalla moratoria imposta in Italia sulla coltivazione di mais geneticamente modificato». Defez, invece, ha attaccato il sostegno (con annunciato contributo economico) del Ministero delle Politiche agricole alla consultazione referendaria anti-Ogm indetta dalla coalizione di Capanna: «Tra le 29 associazioni che lo sostengono c’è Greenpeace, che sta portando avanti da mesi una battaglia contro il parmigiano reggiano, fiore all’occhiello del made in Italy».

T. M.

Libero, 13 ottobre 2007

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci