All’Associazione degli Allevatori SIAAB

A tutti gli allevatori e alle Comunità Locali con cui convivono

Alle Organizzazioni promotrici dell’iniziativa di Legge sulla Sovranità Alimentare

A quanti si sentono impegnati per ridare a Caserta e al Piano Campano

la dignità di Campania Felix

 

Esprimo vivo apprezzamento all’iniziativa che ha inteso riproporre al centro il tema dell’agricoltura e dell’ambiente nel contesto della manifestazione che si svolgerà nella nostra città dall’11 al 14 Ottobre e che il giorno 12 vedrà impegnate significative espressioni politiche, istituzionali, culturali, sociali.

Nei lunghi anni che sono trascorsi si è persa la memoria di un cimento Istituzionale Serio e impegnato di riflessione sul ruolo, spessore e prospettiva della nostra agricoltura, nonostante Caserta sia conosciuta nel mondo come Terra di Lavoro e il cuore della Campania Felix.

Chi ne ha avute le colpe faccia seria autocritica e si faccia da parte, ma è un errore gravissimo continuare a guardare alla nostra agricoltura con gli occhi e le immagini del passato.

La nostra agricoltura rimane grande e senza essa non ci sarà più la storia di Caserta e di tante Comunità che da essa trovano alimento di esistenza e unità civica, oltre che di lavoro.

Condivido nel profondo le finalità che stanno alla base dell’iniziativa e della proposta di legge per la “Sovranità Alimentare” e di quella propedeutica ad essa, un referendum consultivo contro la proliferazione degli OGM.

L’alimentazione e la Vita dell’Umanità non possono diventare anche esse occasione di mercato speculativo e speculazione finanziaria mondiale.

Colgo l’occasione per ricordare, proprio per questo, che da secoli la Chiesa è impegnata a celebrare, nel Novembre di ogni anno la  “Giornata del Ringraziamento”, ringraziando il Signore per la bontà dei raccolti, non certo gli OGM e i mercanti del mondo. Senza per questo nulla negare alla scienza nella sua grande finalità di rendere sempre migliore la vita terrena.

La Sovranità Alimentare di Caserta non può non coincidere con la bufala e il suo grande patrimonio.

La Sovranità Alimentare di un prodotto, la mozzarella, unico e stimato in tutto il mondo e che da lunghi lustri rappresenta la cena e il pranzo delle Comunità Campane e laziali. Una cena e un pranzo che a nessuno è consentito di privarci o distruggerla.

Patrimonio bufalino centro della nostra Sovranità Alimentare ma al tempo stesso Sovranità Ambientale, culturale, storica, di identità, in uno con l’altra di cui va denunciato l’abbandono e il disinteresse: il Volturno.

La bufala è il nostro presidio ambientale insostituibile. Chi pensa che il problema sia solo finanziario e di indennizzare per la paventata decimazione di migliaia di capi, pensa in modo sciagurato, errato e sospettoso.

Forse indennizzeranno solo in parte le perdite aziendali, ma mai potranno indennizzare la dignità, lo sconforto e il senso della vita di tanti uomini e donne; meno che mai riusciranno a indennizzare la storia, l’ambiente, la cultura e la tradizione di Caserta e di tante Comunità.

Durante le movimentate giornate di protesta degli allevatori che la nostra città ha conosciuto, anche con molte difficoltà, ho avuto modi di ascoltare le vostre ragioni.

È davvero inconcepibile e incivile prendere atto che da circa 20 anni, con ben tre provvedimenti legislativi nazionali, tutt’ora in vigore (DPR 84/91 – Legge 292/2002 – Comma 1073 Finanziaria 2007) e altrettanti regionali, tutti improntati ad un’azione sanitaria mirata alla specificità della bufala, salvaguardandone la specie, nulla o poco è stato fatto dalle Istituzioni preposte.

Prepotentemente, dopo 20 anni, ogni volta all’abbisogna, si cerca solo e semplicemente la via sbrigativa dell’abbattimento generalizzato di migliaia di capi, trincerandosi di volta in volta o dietro le presunte pressioni Europee o dietro le altre presunte intenzioni di salvaguardia del patrimonio con la pratica della distruzione. Si ha persino l’ardire di sfidare le Leggi in vigore e i pronunciamenti della Giustizia Amministrativa.

Un Patrimonio non si salva uccidendo e distruggendo.

Si utilizzi almeno per una volta la Scienza, questa volta a fin di bene per la bufala; ve ne è tanta a cui ricorrere, si tratta solo di utilizzarla mettendo da parte baronie inutili e monopolizzazioni del sapere fuori tempo.

Condivido nel profondo gli obiettivi per cui vi state battendo da tempo; per quello che posso fare la mia Chiesa e i fedeli staranno al vostro fianco.

Caserta non si può permettere il lusso di perdere il pezzo più importante della sua storia, con la consapevolezza che dall’altro versante, la vicenda della difesa del parco zootecnico bovino non è da meno.

 

+ Raffaele Nogaro, Vescovo di Caserta

Ottobre 2007

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