Scienziati e Membri del Parlamento Europeo (MEP)
per un'Europa libera da OGM

ISIS Press Release 21/06/07

 

Scienziati indipendenti, MEP, agricoltori e cittadini uniti al Parlamento Europeo contro gli OGM; l'Autorità per la Sicurezza Alimentare Europea (EFSA) chiamata in giudizio. (Sam Burcher e Mae-Wan Ho)


Scienziati indipendenti di sei Paesi hanno unito le loro forze a quelle di alcuni MEP per proporre un'Europa libera da colture geneticamente modificate (GM) nel corso di uno speciale incontro al Parlamento Europeo, svoltosi a Brussel il 12 giugno 2007.

L'incontro, organizzato dall'Istituto per la Scienza e la Società (ISIS) di Londra, UK, la Rete del Terzo Mondo (TWN) e la Rete Verde (GN), ospitati dal MEP Janusz Wojciechowski, vicepresidente della Commissione per l'Agricoltura e Sviluppo Rurale per l'Unione Europea, è coinciso con la pubblicazione di lavori scientifici chiave, Incubo da Cibo GM che Rivela i Falsi Regolatori (pubblicazione scientifica ISIS) [1] e Nuove Analisi di uno Studio su Ratti Alimentati con Mais Geneticamente Modificato Rivelanti Segni di Tossicità Epatorenale (CRII-GEN) [2], ha messo in evidenza come i responsabili nazionali ed internazionali hanno ignorato le prove schiaccianti contro la sicurezza di alimenti GM e di come colludono con l'industria per manipolare la ricerca scientifica e promuovere colture GM. Le pubblicazioni sono state presentate all'incontro insieme ad un dossier complessivo di oltre 160 articoli ampiamente citati dalla rivista scientifica “Science in Society”, i quali documentano rischi, frode scientifica, falsità dei responsabili e violazione dei diritti degli agricoltori [3] (GM Science Exposed: Hazards Ignored, Fraud, Regulatory Sham, and Violation of Farmers' Rights, ISIS CD Book, 2007).

Tutti i MEP intervenuti hanno ringraziato ISIS per il contributo scientifico così cruciale ed importante per affrontare il dibattito sulle colture GM, un punto di vista ampiamente condiviso da altri MEP e dalla gente che ha partecipato all'incontro.

 

Il paradosso del dibattito sulle colture GM

Il MEP Janusz Wojciechowski, che ha presieduto l'incontro, ha parlato del paradosso sullo sviluppo rurale nell'ambito del dibattito delle colture GM nell'Unione Europea (EU). Ci sono pressioni politiche per ridurre la produzione di prodotti agricoli convenzionali e biologici, mentre ci sono pressioni per aumentare il consumo di prodotti GM. Il MEP ha dichiarato, “Per me, è ovvio che le decisioni sugli OGM devono essere prese ascoltando l'opinione pubblica ed a questo riguardo faccio del mio meglio, come uno dei decisionisti dell'EU, per salvaguardare soprattutto la salute dei cittadini.”

Jill Evans, un MEP rappresentante del partito laburista gallese (Plaid Cymru) e membro del Gruppo di Libera Alleanza dei Verdi Europei, raccogliendo la provocazione della campagna pro-OGM nell'EU ha dichiarato: la campagna anti-OGM ha lavorato dieci volte più sodo per far sentire la sua voce. Ha detto, inoltre: “Come MEP il mio lavoro è ascoltare quello che dicono e rappresentano i miei elettori del Galles, i loro punti di vista per l'EU. Ed è chiaro che nel Galles c'è una forte opposizione agli OGM. La nostra agricoltura industriale, sicurezza alimentare e ambientale sono sotto la minaccia delle colture e alimenti GM. Noi dobbiamo tenere il Galles libero dalle Modificazioni Genetiche (MG) e dobbiamo ottenere un bando europeo sulle colture GM”

L'opposizione alle colture GM cominciò nel Galles nel 2000, quando campi sperimentali di colture GM in Pembrokeshire furono abbandonati a causa delle pressioni di 80 agricoltori biologici, che attirarono l'attenzione della stampa locale e l'interesse dei membri di tutti i partiti politici. L'Assemblea Nazionale del Galles aveva anche votato contro le colture GM, ma nel 2001 il Governo dell'UK diede il via libera. Fu allora che fu costituito il gruppo della campagna gallese liberi da OGM e da allora non ci sono stati più nel Galles campi di colture GM.

Evans sottolineò che L'Assemblea Nazionale del Galles è molto attiva nell'EU, e si è unita alle reti libere da OGM, ma sente che la decisione gallese riguardo alle colture GM e la possibilità che le colture native possano essere contaminate, dovrebbe essere presa nel Galles da un suo proprio comitato consultivo, e non come avviene attualmente da DEFRA (Dipartimento per l'Ambiente, Alimenti e Affari Rurali) nell'UK. Evans ha detto che il Galles vuole affermare il suo diritto ad avere zone libere da colture GM in linea con quanto desiderano gli abitanti del Galles, e sostenuto dall'evidenza scientifica presentata all'incontro; e promise di tenere sempre aggiornata e attiva l'agenda liberi da OGM nel Galles ed in Europa.

 

Lottare attivamente per un'Europa libera da OGM

Dr Caroline Lucas, MEP Verde per il Sud-Est dell'Inghilterra, ha accolto ed approvato la ferma posizione di tutti gli oratori del gruppo, affermando: “ci sono tutte le ragioni per cui abbiamo bisogno di lottare attivamente per un'Europa libera da OGM. La tragedia è che la lotta è implacabile, nonostante l'evidenza accumulata a nostro favore, l'enorme rilevanza del principio precauzionale e la forte opposizione pubblica agli OGM.” L'opinione pubblica intervistata ciclicamente mostra consistentemente che il 70% o più dei consumatori in Europa non vuole mangiare cibo GM e più di 170 regioni e altre 4500 zone dell'Europa libere da OGM si sono incontrate a Firenze nel 2005.

Nonostante i bandi nazionali sugli OGM in 11 Paesi europei, l'ampia ed inesplicabile Commissione Europea, che di fatto sollevò la moratoria nel 2003, ha autorizzato almeno 18 varietà di colture GM nell'EU, più 12 in attesa di approvazione. La buona notizia è che molti governi sono scettici, per esempio la Bulgaria ha adottato un Atto sugli OGM che è basato fermamente sul principio precauzionale e l'Ungheria ha dichiarato che la produzione di colture GM non è economica, ambientale, salutare e sociale. Lucas è stata critica nei confronti dell'Autorità sulla Sicurezza Alimentare Europea (EFSA), che dovrebbe offrire l'evidenza scientifica fornita da esperti indipendenti sul rischio della sicurezza dei prodotti GM, mentre ha sempre fallito nel suo compito sin da quando è stata fondata nel 2002.

Lucas ha anche criticato l'EFSA per aver agito in collusione con le compagnie biotech per aver espresso “opinioni positive” alle loro richieste di liberalizzazione del mercato, per la sua riluttanza a commissionare o promuovere studi indipendenti e l'accettazione della “equivalenza sostanziale” in accertamenti sulla sicurezza anche in casi di ibridi creati tra due o tre linee di colture GM. Inoltre, la tenuta “commercialmente confidenziale” di documenti per non farli conoscere al pubblico contravviene alle raccomandazioni della Convenzione di Aarhus (un accordo della Commissione Economica delle Nazioni Unite per l'Europa che lega l'ambiente ai diritti dell'uomo). Lucas ha fatto riferimento all'esempio del mais MON863 che la Commissione approvò, sia come cibo per l'uomo sia come foraggio per il bestiame, basandosi solo sui dati forniti dalla Monsanto.

Lucas ha ricordato ai partecipanti la campagna aggressiva condotta dagli Stati Uniti, Canada e Argentina nei confronti dell'Europa per costringerla ad aprire la porta agli OGM via il WTO (Organizzazione Mondiale per il Commercio) quando il WTO sosteneva i diritti dell'Europa a proteggersi dagli OGM, ed ha riaffermato la necessità di elaborare un sistema chiaro ed affidabile sulla contaminazione, basata fermamente sul principio “che chi inquina paga” (polluter pays).

 

OGM “un crimine contro l'umanità”

Dr. Mae-Wan Ho, direttore dell'ISIS, ha tracciato a grandi linee il quadro delle ragioni per cui il mondo ha bisogno di essere libero dagli OGM. Il suo principale messaggio è stato: “Gli OGM non sono solo una minaccia per la salute e l'ambiente, essi danneggeranno severamente le nostre opportunità di sopravvivere al riscaldamento globale. Le colture GM hanno bisogno di più combustibili fossili e acqua per crescere, entrambi in rapida diminuzione. L'Europa non può più permettersi di sprecare altro tempo e risorse sugli OGM, ora deve, invece, cominciare a investire in cibo e sistemi d'energia sostenibili.”

Dopo 30 anni di OGM, non c'è stato un aumento di produzione, nessuna riduzione in pesticidi, mentre lo svuotamento delle foreste, che continua per fare posto alle colture GM, ora include anche quelle per produrre biocarburanti. Al di sopra di tutto, in India, tra il 1993 ed il 2003, 100.000 agricoltori si sono uccisi, in concomitanza con l'introduzione di colture GM e da allora ci sono stati altri 16.000 morti all'anno. I partecipanti all'incontro hanno sussultato con approvazione alla esplicita accusa contro la modificazione genetica: “Gli OGM sono un crimine contro l'umanità.” C'è da dire che Mae-Wan era stata già incoraggiata in questa iniziativa anche da recenti provvedimenti contro la legalità delle colture GM negli Stati Uniti, e da una sfilza di bandi contro l'uso di OGM imposti in molti Paesi intorno al mondo, nel corso del 2006 [4] (No to GMOs, No to GM Science, SiS 35).

 

La soia GM, un incubo per i ratti

Dr. Irina Ermakova dell'Accademia Russa delle Scienze ha riferito che ha iniziato i suoi esperimenti alcuni anni fa, dopo aver letto diverse relazioni positive sulle colture GM da diverse parti del mondo, mentre nessuno parlava di risultati negativi. Ciò finché non lesse la Dichiarazione degli Scienziati del Mondo sul sito web di ISIS (http://www.i-sis.org.uk/list.php) che metteva in risalto i pericoli. Rimase scioccata nell'apprendere che geni estranei erano presenti nelle cellule di diversi organi di mammiferi ai quali erano stati dati alimenti GM e che le colture GM erano dannose per i mammiferi così come lo erano per farfalle ed insetti impollinatori. Per questo, Ermakova decise di fare degli esperimenti sui mammiferi per indagare sugli effetti che la soia GM poteva avere sulla salute dei ratti e dei discendenti per cinque generazioni. La differenza significativa tra i suoi esperimenti e quelli delle compagnie biotech fu che lei alimentò femmine di ratti, prima, durante e dopo la gravidanza per più di cinque generazioni.

Ermakova affermò: “Così molte cose andarono male per ratti alimentati con soie geneticamente modificate. Le ratte divennero più ansiose e aggressive, ci fu un'alta mortalità di cuccioli nella prima generazione, disturbi di funzioni riproduttive e cambiamenti patologici negli organi interni di maschi e femmine. Si annotò ancora la mancanza di cuccioli nella seconda generazione di ratti alimentati con soia GM, poiché all'accoppiamento risultarono completamente sterili.”

Ermakova mostrò ai partecipanti l'evidenza fotografica abbastanza sconvolgente di varie malformazioni, di forme nane e striminzite, di malattie (incluse alcune lesioni cancerose) e cuccioli morti le cui madri erano state tutte alimentate con soie Monsanto's Roundup Ready.

Il pubblico sbalordito non ebbe più dubbi che qualche cosa era andata sbagliata e che bisognava imporre un bando urgente sulla vendita della soia GM piuttosto che essere permissivi, chiudendo un occhio sull'atteggiamento dell'EFSA e gli altri moderatori statali.

 

La ricerca delle compagnie non regge di fronte a quella della scienza indipendente

Dr. Christian Velot, Senior Conferenziere in Genetica Molecolare all'Università di Parigi Sud, Francia, dichiarò: “Praticamente tutti gli studi che non trovano “alcun effetto” di alimenti GM sono quelli eseguiti dalle compagnie che chiedono l'approvazione del mercato o che sono da esse finanziate. Questa ricerca semplicemente non regge di fronte ad uno scrutinio scientifico e indipendente, e alcuni moderatori stanno mettendo a serio rischio la salute delle persone accettando i risultati di tale ricerca.” Ecco perché, a giugno del 2005, Velot entrò nel Comitato per la Ricerca e l'Informazione Indipendente sull'Ingegneria Genetica (CRII-GEN, Francia).

Gli scienziati del CRII-GEN hanno inserito nella loro agenda il compito di valutare la ricerca delle compagnie che cercano l'approvazione del mercato per i loro alimenti GM. Hanno trovato sintomi di tossicità nel fegato e nel rene di ratti alimentati con mais GM della Monsanto MON863 che sono stati ignorati sia dalla compagnia e sia dall'EFSA [2, 5] (GM Maize MON 863 Toxic, SiS 34). I risultati contenevano 40 differenze significative tra ratti alimentati con mais GM e mais non GM per 90 giorni.

La missione degli scienziati di CRII-GEN e Velot è di mostrare che la scienza indipendente è necessaria se si vuole proteggere il pubblico dai rischi dell'ingegneria genetica. I rischi e pericoli non si limitano alle colture ed agli alimenti GM, ma anche alle piante transgeniche che producono farmaci, come per esempio il gene preso da un cane ed inserito nel mais per produrre una medicina digeribile per bambini. Velot rimprovera a politici e scienziati lo sfruttamento del presidio medico come vetrina per la produzione di alimenti GM anche se non abbiamo bisogno di colture GM per produrre alimenti con farmaci. Queste medicine sono state prodotte in colture di cellule transgeniche per usi contenuti da almeno 25 anni (nota dell'editore: grandi lacune dei responsabili restano nella sicurezza dell'uso contenuto, vedi [6] SLIPPING THROUGH THE REGULATORY NET: ‘Naked' and ‘free' nucleic acids; ISIS and TWN publication)

Velot ribadì la necessità che “Science in Society” continui a lottare contro l'industria che “tratta il consumatore come un ratto da laboratorio ed il pianeta come un bancone da laboratorio.”

 

Sugli OGM bisogna portare l'EFSA davanti alla corte di giustizia

Urs Hans, un agricoltore biologico svizzero attivista contro le colture GM aveva notizie per l'EFSA. Egli rappresenta una coalizione internazionale di NGO (Organizzazione Non Governative), associazione di agricoltori, accademie di avvocati, legali e scienziati, professori, giornalisti, direttori cinematografici, gruppi religiosi, ecc. della Germania, Austria e Svizzera, che intende fare “cause globali” contro lo schieramento degli OGM in Europa. Tra i suoi bersagli ci sono l'EFSA ed altre istituzioni europee responsabili. La motivazione è il loro appoggio illegale alle lobby pro-OGM e violazione della sicurezza alimentare. La coalizione include Greenpeace della Germania e rappresentanti principali di Greenpeace Europea, eminenti statisti dell'Austria e professori di alto profilo per la Legge Costituzionale Tedesca a Monaco di Baviera. La principale fonte legale tedesca, il Tubingen Institute per la Protezione della Natura e sulla Legge per la Protezione della Natura, ha fornito alla coalizione una insieme di possibili strategie legali, e le denunce sono rappresentate dalla principale Azienda legale tedesca di Amburgo, specializzata in leggi sull'ingegneria genetica. Per cui si consiglia di visitare il sito web e se si è interessati ad essere coinvolti si consiglia di entrare in uno dei due seguenti siti web di Hans: http://www.publiceyeonscience.ch; http://www.bauernverstand.ch.

Hans è un agricoltore del Canada che gestisce la propria fattoria. Come tale, notò che gli organofosfati raccomandati dal governo regionale per il controllo dei parassiti fecero ammalare i suoi animali. Durante la crisi della BSE gli organofosfati furono imposti agli agricoltori sia che le loro mucche fossero o non fossero infettate. Hans fu costretto ad usare sostanze chimiche per sostenere gli interessi economici del governo regionale, ma prese la decisione di non usare organofosfati e per il suo rifiuto fu perseguito tre volte. Vinse in tutti e tre casi.

Hans vede le colture GM imposte agli agricoltori e consumatori con lo stesso imperativo economico e tecnologico dell'agricoltura chimica e intensiva che l'ha costretto a usare organofosfati. Alla fine, è l'agricoltore che per questo imperativo paga con la sua salute, la salute dei suoi animali, un debito vertiginoso che non può permettersi e la perdita di sostentamento.

Hans ebbe l'ispirazione di lasciare la sua fattoria e di partecipare all'incontro a Brussels per ascoltare l'evidenza scientifica che gli può essere utile a sostenere la sua causa contro l'EFSA, rimanendo molto soddisfatto da quanto ebbe modo di ascoltare.

 

Api minacciate da biopesticidi e colture Bt

Joe Cummins, Professore Emerito in Genetica dell'Università dell'Ontario dell'Ovest, Canada, un veterano di campagne contro la corruzione della scienza a discapito della società e dell'ambiente, ha condotto la lotta contro la scienza delle colture GM sin da quando l'ISIS ha cominciato la sua attività nel 1999.

La massiccia perdita per morte di colonie di api a livello mondiale è quasi certamente una combinazione di fattori diversi, tra i quali i più importanti sono l'uso di livelli sub-letali di insetticidi, in particolare, una classe di nuovi pesticidi sistemici neonicotinoidi usati largamente per confezionare semi e per spruzzarli sulle colture, le radiazioni di microonde prodotte dalle stazioni radio base telefoniche senza fili. C'è chi ha suggerito che singole cellule di funghi, come Nosema potrebbero essere le principali colpevoli [7] (Parasitic Fungus and Honeybee Decline, SiS 35).

Comunque, Cummins ha presentato un'ipotesi convincente secondo la quale livelli sub-letali di pesticidi, incluso il biopesticida Bt prodotto dalle colture GM, che coprono il 30% dell'area globale, potrebbero agire sinergicamente con Nosema nell'ammazzare le api. Nosema e gli altri funghi parassiti sono usati ampiamente anche come agenti per il controllo biologico di insetti parassiti [8] (Parasitic Fungi and Pesticides Act Synergistically to Kill Honeybees? SiS 35).

Cummins dichiarò: “L'ape è un importante impollinatore delle nostre colture alimentari e la sua morte è un atroce avvertimento all'estinzione della specie umana.” Che cosa possiamo fare per salvare le api? Sulla sopravvivenza dell'umanità,  Joe concluse sinteticamente con tre punti: il primo è di eliminare i pesticidi sistemici nicotinoidi, il secondo è di eliminare colture con Bt e per quanto riguarda il terzo, il suo favorito, dopo una risata cordiale, è di sostituire tutti i burocrati che chiudono gli occhi alla natura a favore delle biotech e dell'agrochimica industriale.

Hiltrud Breyer, MEP di Strasburgo intervenne dal pubblico e volle sapere che cosa potrebbe essere fatto in Europa per salvare le api. Il Dott. Mae-Wan Ho suggerì che una mozione urgente dovrebbe essere inviata alla Commissione Europea in linea con le dichiarazioni fate da Cummins; ciò venne raccolto da Breyer subito dopo in una richiesta inviata alla Commissione Europea [9] (Emergency Motion on Protecting the Honeybee, SiS 35).

 

L'ingegneria genetica è “un'arma globale di distruzione di massa”

Dr. Zbigniew Halat, Presidente dell'Associazione per la Protezione della salute dei Consumatori in Polonia, medico ed ex deputato Ministro della Salute per la Polonia, ha dichiarato: “Io credo che i problemi causati dall'ingegneria genetica sono globali. È la proliferazione di un genere di arma biologica di distruzione di massa.”

Halat considerò la soglia di contaminazione delle colture native da parte di colture GM dello 0.9 %, o persino dello 0.1 %, come una sciocchezza. Avvertiva che anche una piccola molecola potrebbe provocare un colpo anafilattico e potrebbe uccidere qualcuno che è allergico.

Lui crede che ci sia un collegamento causale tra la contaminazione di colture GM e la percentuale delle allergie emergenti che sono raddoppiate nel giro di 10 anni. Deduce che gli studi sull'incidenza locale di reazioni allergiche alle colture di mais GM nelle Filippine condotti dal Prof. Terje Traavik di Genk dell'Università di Tromsø, Norvegia [9] (GM Ban Long Overdue, SiS 29) hanno fornito l'evidenza empirica contro l'uso di colture GM. Inoltre, poiché gli alimenti GM non sono stati giudicati sicuri da un punto di vista medico è importante chiedere l'opinione del pubblico in maniera sistematica e ciclica per avere il sostegno del pubblico nel promuovere studi epidemiologici volti ad accertare la sicurezza di alimenti GM.

Egli sospetta persino una relazione tra OGM e l'aumento dei casi di cancro, resistenza agli antibiotici e l'epidemia di obesità. Da un punto di vista medico, egli dice, non possiamo aspettare che arrivino malattie e morti da OGM, dobbiamo avere la prova che gli alimenti GM sono sani e sicuri. Infine, dobbiamo essere consapevoli dei problemi etici circa l'ingegneria genetica e che la protezione della nostra salute dalle malattie non è un compito che possiamo affidare ai produttori, ma è un compito delle autorità pubbliche.

 

Le risorse genetiche del mondo minacciate da ladri delle banche genetiche

Dr. Pietro Perrino del Consiglio Nazionale delle Ricerche presso L'Istituto di Genetica Vegetale di Bari, Italia, parla di una spiacevole storia sulla distruzione di germplasma di semi mantenuto nei genebanks del mondo con l'avvento dell'ingegneria genetica. Da un lato, gli ingegneri genetici hanno depredato in modo spietato i semi ed il germplasma mantenuto nei genebanks, alla ricerca di geni, sequenze di DNA e varietà brevettate, che si identificano in veri e propri atti di biopirateria. Dall'altro lato, colludono con le compagnie biotech nella distruzione delle banche genetiche [9, 10] (SOS: Save Our Seeds, Italy's Genebank At Risk, SiS 27).

Perrino ha spiegato che le banche genetiche nacquero per raccogliere, conservare, caratterizzare e valorizzare la diversità genetica dall'erosione genetica causata dalla prima “Rivoluzione Verde” che aveva l'obiettivo di aumentare la produzione agricola attraverso la monocoltura di poche varietà e poche specie agrarie. Per compensare gli effetti negativi della “Rivoluzione Verde”, negli ultimi 50 anni sono state create 1400 banche genetiche. Comunque, con la seconda “Rivoluzione Verde” o “Rivoluzione dei Geni” le nuove varietà possono essere costituite prelevando i geni da qualunque organismo: animali, funghi, piante, microbi e virus, e ciò rappresenta una minaccia ancora più diretta alle risorse genetiche vegetali indigene.

Pietro dichiarò: “Abbiamo bisogno urgente di proteggere le banche genetiche in quanto subito esse potrebbero rappresentare nel mondo l'unica fonte incontaminata di germoplasma di semi. Questo è possibile perché l'industria del biotech e i sostenitori sono molto interessati a distruggerla dopo che avranno finito di sequenziale i genomi e brevettato i geni.” Inoltre, ha fatto appello ai responsabili della conservazione ex-situ, agricoltura biologica, riserve naturali e più in generale della conservazione della natura, per lottare tutti insieme contro quelli che lui chiama “ladri delle banche genetiche”, cioè gli ingegneri genetici che stanno pensando di sostituire i genebanks con le banche di DNA, contenenti risorse sintetiche che non solo sono inutili, ma sono nocive per l'ambiente, la biodiversità e la salute di tutti gli organismi viventi, incluso l'uomo.

 

L'USDA approva le colture GM sotto la pressione di Monsanto

Jeffrey Smith, giornalista, autore e direttore esecutivo dell'Istituto per le Tecnologie Responsabili, ha iniziato il suo discorso così: “vengo dagli Stati Uniti, per questo voglio scusarmi almeno per la questione delle colture GM.” Quindi picchiò con forza sulla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti che afferma che non è necessario alcun test sugli alimenti GM. Questa, Smith lamenta, è una bugia perpetrata dalla Monsanto, che si è infiltrata nella FDA. Chi, chiede, ha annullato le preoccupazioni degli scienziati sulle tossine? Evidenza raccolta da trenta scienziati in tre anni dal suo ultimo libro, GM Roulette [12] che documenta non meno di sessantacinque rischi per la salute associati all'ingegneria genetica. Jeffrey deduce che la principale causa possibile dei problemi di salute è riferita a mutazioni del DNA all'interno di geni sintetici che creano cambiamenti all'interno del genoma. Egli indica anche che le prove di sicurezza dell'industria circa la tossina Bt usata in mais GM e cotone GM sono sbagliate perché sono proprio queste tossine che hanno provocato migliaia di reazioni allergiche nel mondo, così come sterilità e morte inspiegabili nell'uomo e negli animali. L'assunzione fondamentale fatta dalle industrie che le colture GM e i pesticidi sono sicuri deve essere respinta e rovesciata.

 

La produzione di colture GM è una trappola

Mr. Wojciechowski ha chiuso la seduta con l'avvertimento che l'espansione della produzione di colture GM è una trappola. E, come Parlamentare Europeo, ringraziò tutti gli esperti relatori intervenuti all'incontro per la loro preparazione e professionalità. È una sfida per i Parlamentari Europei essere più attivi contro le colture GM. La prima opportunità sarà la domanda sollevata dai MEP sull'accertamento del rischio dell'EFSA, che ricomincerà il dibattito sui pericoli degli OGM.

È seguita una vivace discussione, durata circa un'ora dopo la chiusura ufficiale della conferenza, che è continuata alla mensa del Parlamento Europeo, dove Mr. Wojciechowski gli oratori e amici di ISIS ricevettero tutte le attenzioni del rappresentante del Parlamento.

 

Referenze

    1. Ho MW, Cummins J and Saunders PT. GM food nightmare unfolding in the regulatory sham. Microbial Ecology in Health and Disease 2007,published online 7 June 2007, DOI: 10.1080/08910600701 343781

    2. Seralini G-E, Cellier D and de Vendomois JS. New Analysis of a Rat Feeding Study with a Genetically modified maize reveals signs of hepatorenal toxicity. Arch Environ Contam Toxicol 2007, 52, 596-602.

    3. GM Science Exposed: Hazards Ignored, Fraud, Regulatory Sham, and Violation of Farmers' Rights, Science in Society Spring 2003-Summer 2007, ISIS CD Book, 2007. (http://www.i-sis.org.uk/pdf/GMdossier.pdf)

    4. Ho MW. No to GMOs, no to GM science. Science in Society 35 (in press).

    5.Ho MW. GM maize MON 863 toxic. Science in Society 34, 26-27, 2007.

    6. “Monsanto maize approved for human consumption potentially toxic, warns new study. Greenpeace demands immediate withdrawal of suspect maize from the market, and review of regulatory system”, Greenpeace press release 14 July 2007, http://www.greenpeace.org/eu- unit/press-centre/press-releases2/seralini-NK603

    7. Cummins J. Parasitic fungi and honeybee decline. http://www.i-sis.org.uk/PFHB.php; also Science in Society 35 (to appear).

    8. Cummins J. Parasitic fungi and pesticides act synergistically to kill honeybees? http://www.i-sis.org.uk/Parasiticfungi.php; also Science in Society 35 (to appear).

    9. Ho MW. GM ban long overdue: dozens ill and five deaths in the Philippines. Science in Society 29, 26-27, 2006.

    10. Ho MW. SOS: Save our seeds. Science in Society 27, 45-47, 2005.

    11. Perrino P. Italy's genebank at risk. Science in Society 27, 48-49, 2005.

    12. Smith J M. Genetic Roulette, The documented health risks of genetically engineered foods . Yes! Books, Fairfield, Iowa, 2007.

     

    ISIS Press Release, 21giugno 2007

    Translated by Pietro Perrino,

    Director of Research of the Italian National Research Council (CNR)

    at the Institute of Plant Genetics (IGV).

    Telephone: +39 080 5583608 - portable: 339 1915903,

    fax: +39 080 5585861;

    e-mail: pietro.perrino@igv.cnr.it

     

    Address:

    Pietro Perrino

    CNR - Istituto di Genetica Vegetale

    Via G. Amendola 165/A

    70126 Bari, Italy

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