Salvatore Ferrari di Italia Nostra
«Stiamo andando verso l'anarchia urbanistica»

 

«No, non si tratta di un semplice cedimento, questo delle aree agricole di pregio di Trento è frutto di una logica, quella che ha visto allargare le maglie dalla prima alle terza adozione del Pup e c'è ancora la discussione in consiglio provinciale. Questa è solamente un'anticipazione di quello che potrà accadere, perché questa è la tendenza».

Salvatore Ferrari, vicepresidente di Italia Nostra, non minimizza il «caso» delle aree agricole pregiate sparite dal Pup. Anzi.

«Fa parte della politica della giunta Dellai che delegherà tutta la materia urbanistica alle comunità di valle. Questa di Trento è la logica conseguenza delle scelte urbanistiche che si stanno facendo in Trentino. Con il Pup si modificano le aree agricole pregiate in aree agricole normali perché domani i comuni abbiano nuove zone edificabili. Rischiamo l'anarchia urbanistica! Ci troviamo di fronte a quella che potrei definire una deriva berlusconiana!»

Ferrari denuncia anche la progressiva erosione dei poteri degli organismi tecnici. «Preoccupa il fatto - continua - che nel caso di Trento non siano state prese in considerazione le valutazioni della Cup. Ma anche questo è in linea con la scelta di indebolire sempre di più il potere dei tecnici. Nella legge urbanistica della Provincia di Bolzano, quella del '97 che è stata modificata nell'estate scorsa, negli articoli uno e due si pone il problema della tutela del territorio. Si pongono dei limiti. Nella nostra legge questi principi non ci sono. Anzi, si propongono norme che indeboliscono il potere degli architetti, degli urbanisti. Non a caso lo stesso tecnico della Provincia potrà essere messo in minoranza. Siamo di fronte ad un liberismo assoluto, ripeto, ad una vera anarchia urbanistica».

Infine Ferrari lancia un  appello alle forze politiche. «Non è possibile che di fronte a scelte politiche come queste ci sia solo silenzio. Non parlano le forze politiche della maggioranza e nemmeno quelle dell'opposizione. Mi chiedo che fine faranno, di questo passo, le famose "invarianti". Se non ci saranno ripensamenti le associazioni ambientaliste impugneranno il Pup. Decisione grave, ma se non ci saranno cambiamenti dovremmo anche ricorrere a questa estrema ratio».

B.Z.

 

«Il cemento è solo su piccole aree agricole»
Andreatta: «Con Gilmozzi non ho fatto trattative»

 

No, l'assessore all'urbanistica del comune di Trento, Alessandro Andreatta non ci sta a passare come cementificatore delle aree agricole di pregio, quelle che, secondo le direttive dell'assessore Mauro Gilmozzi, rappresentano una sorta di linea Maginot del Pup, il Piano urbanistico provinciale, per la difesa del territorio.

«Quelle di cui avete parlato sul vostro giornale oggi - afferma Andreatta - sono solo 30 delle 500 previsioni nella variante al Prg del novembre scorso». Sì, però si tratta delle aree più delicate. «No, non lo sono. E per un terzo, esattamente nove su 30, si tratta di previsioni su aree agricole pregiate per servizi pubblici. Per impianti sportivi, per parcheggi. Faccio due esempi concreti: il parcheggio di Gardolo di Mezzo e quello di Meano sud. Se non si fanno lì, dove sono stati previsti, non si potranno fare».

Però il «fronte» è stato rotto anche per l'edilizia privata. «Ma anche in questi casi - ribatte l'assessore - si tratta di zone B5 e B6. Non più di mille metri quadrati con indice uno. Cioè 800 - 1000 metri cubi; per capirci una casa con due appartamenti. In più si tratta di previsioni che riguardano edificazioni vicine a case già esistenti, sono pochissime le abitazioni nuove staccate da quelle che ci sono già, tre o quattro. Insomma, anche il Pup ha ritenuto che i 15 - 20 metri di agricolo pregiato vicini alle case si possono edificare senza conseguenze. Sono state trasformate soprattutto le aree negli interstizi, tra le abitazioni».

Però, come si diceva, la difesa dei terreni agricoli di pregio è stato indicato, dallo stesso Gilmozzi, come uno dei cavalli di battaglia del nuovo Pup. «Teniamo presente - afferma Andreatta - che, nel complesso, i terreni agricoli di pregio sono rimasti eguali. Addirittura, da quanto mi dicono i tecnici, sono aumentati. Di sicuro sono rimasti gli stessi perché sono diventate di pregio aree che prima non lo erano. Teniamo poi presente che noi ci siamo parametrati sul vecchio Pup, quando abbiamo approvato la grande variante al Prg il 24 novembre del 2006 non sapevamo come sarebbe stato il nuovo piano provinciale».

E dove sono state ricavate nuove zone agricole di pregio? «Soprattutto in periferia», dice l'assessore all'urbanistica.

Queste nuove aree edificabili sono stato il frutto di una trattativa tra lei e Gilmozzi? «Su questo voglio essere chiaro - risponde Andreatta -: io non ho fatto alcuna trattativa con Gilmozzi. Ho incontrato due volte l'assessore tra agosto e settembre, quindi tra la seconda e la terza adozione del Pup, assieme ai funzionari comunali e abbiamo parlato dei motivi per i quali abbiamo inserito nella nostra variante le previsioni sulle aree agricole di pregio. Poi mi ha chiamato per dirmi quello che sarebbe accaduto con la terza adozione del Pup avvenuta il 7 settembre scorso. Io non volevo e non potevo mediare. Il mandato del consiglio era quello di difendere l'intero "pacchetto" delle previsioni».

Però le indicazioni della Commissione urbanistica provinciale sono state ignorate. «Questa è una responsabilità della Provincia, non nostra - afferma Alessandro Andreatta -. Anche noi del resto, per motivi politici, ci siamo discostati alcune volte dalla nostra commissione urbanistica».

B.Z.

l’Adige, 22 ottobre 2007

 

 

Cede il «muro» dell'agricolo di pregio

La terza adozione del Pup ha cesellato lo spazio per le aree edificabili
previste dalla variante al Prg

 

Sotto l'abitato di Maderno, piccolo nucleo storico di case aggrappate alle prime pendici del Calisio, spunta sulle mappe in mezzo a una macchia verde scura un quadratino rettangolare di un verde molto più sbiadito. È un piccolo appezzamento di terreno declassato con l'adozione definitiva del Piano urbanistico provinciale da agricolo di pregio a semplice agricolo. E guarda caso sovrapponendo alla mappa provinciale quella della variante al Piano regolatore comunale si può notare come quel quadratino palazzo Thun lo abbia trasformato in zona edificabile, una B6 a basso indice. In mezzo alla campagna.

Quello appena descritto è solo uno dei numerosi casi di adattamento del Pup alle esigenze e alle richieste del Comune, contenute in quella variante 2004 al Prg che è ancora in attesa di approvazione definitiva da parte della giunta Dellai. Adattamenti decisi in sede politica, nonostante i pareri decisamente negativi della Commissione urbanistica provinciale, massimo organo di consulenza tecnica in campo urbanistico, che al contrario aveva raccomandato lo stralcio di una serie di aree edificabili piovute dal nulla in zone agricola di pregio.

Spulciando con un po' di pazienza tra le cartografie ci si accorge che anche un'ampia zona B6 all'interno del curvone che da Sprè di Povo vira verso Borino, che cadeva anch'essa in zona agricola di pregio del Pup e dunque avrebbe dovuto essere stralciata, è stata riabilitata stralciando invece la previsione agricola. Eppoi a Cadine, quasi sulla perpendicolare del nuovo tunnel, in un'altra area di pregio si è aperta una finestrella facendo spazio a una B6 edificabile.

E ancora. A Villamontagna, dove il Comune ha inserito un'altra B6, il verde di pregio cambia colore e perde il pregio, elemento che automaticamente bloccherebbe qualsiasi ipotesi edificatoria. Anche Sopramonte non sfugge alla regola. Tra la seconda e la terza adozione del Pup ecco ritirarsi il verde di pregio all'interno del grande curvone tracciato dalla provinciale del Bondone, dove il Comune ha previsto di inserire una C3, in parte edificabile e in parte dedicata a servizi. E più a nord altri due appezzamenti vengono declassati in agricoli normali, proprio laddove il Prg ha indicato la fattibilità di due B5 edificabili.

Troppe per essere coincidenze. È evidente che i ripetuti incontri tra l'assessore comunale Alessandro Andreatta e quello provinciale Mauro Gilmozzi hanno dato i loro frutti. Meno fortunata l'opera di convincimento per quanto riguarda la nota area di via dell'Albera. In questo caso il Pup ultima versione ha sì ritirato parte dell'agricolo di pregio, ma non abbastanza per realizzare la perequazione prevista. Il risultato è che potrebbe forse essere introdotta l'edificabilità della parte sud, dove voleva insediarsi la ditta Leveghi con la nuova sede, ma non c'è lo spazio per i servizi di quartiere in nome del quale si era deciso di accettare il sacrificio. Il piano dunque non sta in piedi.

Dal punto di vista formale la giunta provinciale con l'ultima versione del Pup non ha fatto altro che accogliere, in parte, la richiesta del Comune di adattare le mappe alla variante 2004 del Prg. Una scelta forse legittima ma che non sta in piedi dal punto di vista urbanistico. Per una ragione semplice. Come più volte affermato dall'assessore Gilmozzi le aree agricole di pregio dovrebbero essere un limite invalicabile, un imperativo di tutela. E così sono sulla carta e dal punto di vista normativo. È chiaro che nulla è immutabile e il tempo può modificare tante cose. Ma ciò che non è credibile è l'operazione di cesellatura fatta dalla Provincia che ha ritagliato piccoli francobolli in mezzo a vaste aree di pregio proprio dove il Comune ha deciso di costruire. Alla faccia delle gerarchie e di una pianificazione che dovrebbe essere subordinata a quella provinciale.

Così facendo si risolvono alcuni dei problemi sollevati dalla Cup, che aveva duramente contestato le scelte di palazzo Thun. La giunta provinciale, quando sarà chiamata a dare il via libera alla variante 2004, non sarà obbligata a tener conto di quelle critiche avendo già tolto di mezzo, col Pup, i motivi di contrasto. E se vorrà potrà accontentare il Comune nelle sue richieste edificatorie.

Ma oltre che disinvolta dal punto di vista urbanistico la manovra appare anche assai rischiosa. È facile immaginare infatti la mole di ricorsi al Tar che fioccheranno da parte di cittadini che hanno a cuore il territorio ma soprattutto da coloro che si sentiranno discriminati da comportamenti che possono sembrare arbitrari.

Franco Gottardi

l’Adige, 21 ottobre 2007

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