Nota di Nimby trentino

 

A commento della serata pubblica del 5 novembre a Folgaria, pubblichiamo i resoconti di due folgaretani presenti che descrivono atmosfera e chiare finalità degli organizzatori con riflessioni di diverso interesse e contenuto rispetto a quanto in cronaca, riportata in fondo.

Non è una situazione nuova, né in Trentino né altrove, né nel merito di come sono “lanciati” e gestiti questi “confronti” né su come l’informazione è obbligata al rispetto delle volontà degli organizzatori.

Quelle che privilegiano soprattutto, o solo, le agevolate contribuzioni a SpA dai fallimentari bilanci, reciprocamente dipendenti dalle mire sugli “sviluppi” delle politiche “territoriali” della PaT.

Informazioni su Associazione Amici degli Altipiani e Folgaria 235.

 

Impressioni di novembre

 

Ero presente anch’io all’incontro organizzato dall’Unione Commercio lunedì 5 ultimo scorso. Daniele, il mio compagno di vita, professione falegname, imprenditore artigiano di Folgaria da oltre 15 anni, ha notato affisso in diversi punti del paese, l’invito agli operatori economici a presenziare a questo incontro con l’Amministrazione Comunale e la Carosello Ski per discutere il Piano integrato d’area. Sentendosi finalmente chiamato al confronto, essendo sensibile e interessato al futuro nostro e dei nostri figli, mi ha chiesto di accompagnarlo.

Premetto che sono arrivata con grandi aspettative di partecipare ad un dibattito allargato e costruttivo. Mi ha subito confortato trovare la sala piena, scorgere i visi di molte persone con le quali nei mesi scorsi spesso ci siamo fermati a discutere, a confrontarci sul nostro futuro e a condividere forti preoccupazioni per il modello di sviluppo che qualcuno vorrebbe intraprendere.

Il mio entusiasmo è durato veramente un attimo. Il primo grande sconcerto è venuto nel sentire che noi lì non eravamo ben accetti perché non invitati… l’incontro pare fosse a invito telefonico… ma allora perché affiggere le locandine?… così penso - più ampio è il confronto, migliore è la garanzia di successo di ogni progetto - e invece no, più volte è stato chiesto il nostro silenzio e quando Daniele ha voluto esprimere ugualmente la sua opinione, si è sentito in dovere di chiedere il permesso di parlare.

La mia delusione si è trasformata presto in preoccupazione. Al tavolo il Sindaco Olivi, il Presidente della Carosello Cappelletti e dell’APT Raffaelli (autore della stesura del Piano Integrato d’Area).

Il Sindaco ha esposto, in rappresentanza della Sua amministrazione, solo alcuni punti del Piano (ne sono certa perché l’ho letto integralmente), punti legati esclusivamente alla mobilità alternativa e allo sviluppo impiantistico.

Raffaelli, che quel piano lo ha scritto, non ha aperto bocca.

È entrato in gioco Remo Cappelletti, il quale ha presentato un progetto di espansione della Carosello Ski, farcito di numeri e certezze, senza porsi mai il minimo dubbio su nulla né lasciando trasparire qualcosa del tipo "cosa en pensé voi altri? ... ha presentato il Suo disegno del domani di Folgaria.

Strada interrata davanti al palaghiaccio, impianto di collegamento centro paese-Francolini-Passo Coe, collegamenti e garage sotterranei, scale mobili per salire in paese, nuove strade, seconde case, alberghi, nuovi negozi fuori dal paese, il Cornetto, nuovi impianti verso Costa d’Agra, un lago balenabile a Passo Coe (100.000 mc di capienza, 42.000 mq di superficie e con diametro pari a quello del Lago di Lavarone)… non gli stavo più dietro… ho visto davanti ai miei occhi un altipiano stravolto… il tutto presentato con la certezza di chi è certo di aver ragione, senza alcun bisogno di ascoltare gli altri, con una forte pressione psicologica sui presenti nell’esposizione… “o diventiamo una stazione turistica o abbiamo già imboccato la via del fallimento”… denigrando più volte l’operato passato e presente di Lavarone e dell’Alto Adige, ostentando che il nostro territorio è più bello e che siamo anche più simpatici (“en piat de bona zera la val pù de qualsiasi roba”).

Con fermezza ha dichiarato che ha bisogno di nuovi capitali e soci e che è certo di trovarne una buona parte a Folgaria. Il suo progetto prevede il raddoppio dei numeri della Carosello Ski, in tutti i sensi… speriamo non dei debiti che mi risultava fossero circa € 8.500.000,00 al 31.12.06 ma lunedì Lui li ha quantificati in € 12.500.000,00 (averonte capì mal… sperente!).

Ho pensato per un attimo “dobbiamo realizzare questo progetto o morire”, poi mi sono rapidamente ripresa, mi sono guardata in giro e ho visto visi preoccupati e silenti mescolati ad altri esaltati da questo intervento, ma sinceramente tutti poco lucidi (chi per stanchezza, chi per tristezza, chi per “gasamento indotto”).

L’esposizione di Cappelletti, la condivisione di Olivi, il silenzio di Raffaelli e l’atteggiamento di alcuni dei presenti hanno soffocato le voci in gola, quasi nessuno ha espresso la propria opinione né a favore né contraria, ancora una volta è scivolata via una bella possibilità di sano e costruttivo confronto di una comunità che tiene stretto in mano il proprio futuro. Ancora una volta il vero pensiero della gente rimane racchiuso tra i muri delle case.

Ma il mio ottimismo, anche se fortemente calpestato l’altra sera, non mi ha abbandonata. Amo Folgaria, sono fiera di quel che sto facendo insieme a Daniele e a tanti amici per salvaguardare questo splendido posto, che è l’unica eredità che possiamo lasciare ai nostri figli. Sono orgogliosa di aver insegnato loro il rispetto per tutti, indipendente da chi sono e da dove provengono, e sono altrettanto certa che il popolo di Folgaria prima o poi tirerà fuori l’orgoglio e troverà la forza di pretendere ascolto, condivisione e partecipazione, lasciando a casa la rassegnazione.
Per dovere di cronaca, quel che ho letto nei giorni seguenti all’incontro sui giornali non è quello che si è vissuto lì lunedì sera.

Giorgia

 

Siamo condannati a crescere!

 

L’articolo apparso sul quotidiano l’Adige riguardante la riunione dei commercianti ha moltissime imprecisioni.

Innanzitutto non sono stati i commercianti che hanno voluto l’incontro, il tutto è nato da una pressione esercitata dai “soliti ignoti” affinché si organizzasse una serata con la partecipazione della Carosello ski.

Bisognava azzittire le critiche estive prima della riunione del 9 novembre, nella quale la società impiantistica dovrà esprimersi sulle future scelte. L’invito affisso in qualche locale di Folgaria parlava di un incontro con l’amministrazione e la Carosello per discutere il Piano integrato d’area. Così non è stato.

Il Piano è stato presentato dal Sindaco quasi pro forma, ha solo rimarcato alcuni progetti fondamentali come l’impiantistica e la mobilità alternativa, cioè l’impianto che da Folgaria raggiungerebbe Passo Coe.

Nemmeno il presidente dell’Apt che lo ha curato, nella stesura sintetica, ha aperto bocca. “Noi non abbiamo svenduto il nostro ambiente, è ora di sfatare questo luogo comune”, negli incisi del Sindaco.

 Alle ore 21.30 la parola passa di mano. “Sono l’uomo delle concretezze, sono stato un sindaco battagliero, Folgaria si è appiattita sulla Carosello da troppi anni”, così ha aperto Cappelletti il suo intervento. Nell’articolo il giornalista cita l'esposizione del presidente come sfoggio di filosofia, quando di filosofico non vi era assolutamente nulla: solo imperativi. “Gli impianti verranno fatti per difenderci da una possibile concorrenza veneta, per questo motivo sarà indispensabile collegarci e assumerne la gestione stessa”. “L’obiettivo del Comune è di diventare l’equivalente locale dell’Alpe di Siusi”, altra mitica dichiarazione. Per dare una botta sul cerchio e una sulla botte, ha tirato in causa il turismo estivo annunciando che la Carosello si occuperà della ristrutturazione del forte Sommo Alto.

“È un momento delicato che necessita grande discussione e grande dialogo”, i grandi paroloni espressi, hanno completato l’intervento fino alle ore 23.30.

Nel complesso la serata aveva già uno squilibrio di forma, l’argomento non era quello dell’invito descritto dall’Unione.

Dopo essere sopravvissuti a chilometriche slides è intervenuta una giovane imprenditrice locale, ammonendo i presenti non-operatori economici a rimanere in silenzio. Gli “ambientalisti” citati nell’articolo. Questo è stato gravissimo perché silenziosamente avallato da una numerosa compagine istituzionale presente. Ha colto nuovamente la palla al balzo il presidente: ”Senza intervento privato e pubblico questo progetto non si può fare, siamo condannati a crescere, ogni euro dato agli impianti vuole dire dieci euro al territorio”. L’imprenditoria uditrice è rimasta ammutolita, probabilmente non si è nemmeno accorta dei cinque milioni di euro richiesti alla collettività per rinvigorire i futuri investimenti, altro che discussione e contraddittorio, di sicuro sono mancate le basilari forme di democrazia.
Fortunatamente c’erano quei pochi malcapitati del gruppo “ecologista”.

Serata tutt’altro che da incorniciare negli annali della comunità folgaretana, contrabbandata invece come momento di pubblica condivisione.

Ma la Comunità non è stata invitata e quindi non ha partecipato!

Arturo

 

 

«Siamo noi i veri ambientalisti»
I dati di Remo Cappelletti. Prima 35 impianti ora 15

 

TRENTO - Coglie l'occasione della presentazione delle iniziative per l'inverno a favore dei giovani (vedi articolo sotto) e parla del futuro il presidente della Carosello Ski di Folgaria, Remo Cappelletti: dopodomani c'è l'assemblea della società e già che c'è, annuncia pure la volontà di allargare la base sociale. «I nostri 318 soci a breve raddoppieranno».

Presidente, perché proprio ora la ricerca di nuovi soci? È sintomo di difficoltà finanziarie e dunque un mezzo per rimpinguare il capitale sociale?
«Certo è una mossa per consolidare il patrimonio sociale. Però c'è dietro anche un'altra questione: più la base si estende, più la società viene sentita come parte del territorio. Dunque due motivi: sicurezza economica e partecipazione».

Gli ambientalisti - tra le altre cose - sostengono che la società è in difficoltà economica e che anche per questo è un errore costruire nuovi impianti. Si parla di un buco di diversi milioni di euro.
«È vero, abbiamo fatto ricorso al credito, ma a livelli mediamente pari a quelli di altre società del settore. Il fatto è che nel nostro campo la redditività rispetto allo sforzo economico è piuttosto bassa, perché fare un impianto costa parecchio. E poi, non lo chiamerei buco. Direi, piuttosto, che si tratta di investimenti».

A proposito. Si sono fatte tante cifre. Quanto verrà effettivamente investito (con il copioso aiuto delle casse provinciali) per lo sviluppo del carosello sciistico sull'altipiano?
«Siamo nell'ordine della cinquantina di milioni di euro. Una decina servirà per il nuovo collegamento Plaut che dovrebbe venire realizzato a partire dal prossimo anno. Il resto per tutti gli altri interventi».

A partire dalla grande cabinovia di Folgaria paese?
«Esattamente. Avere un impianto con partenza dal Palasport, stazione intermedia a Francolini e arrivo a Passo Sommo sarà un passaggio strategico. Significa 3,8 chilometri di ovovia e molte meno macchine che si spostano per raggiungere gli impianti. Ditemi se è poco. Si tratta di un progetto sul quale si sta ragionando da 50 anni. E noi lo faremo».

Mi sta dicendo che siete voi i veri ambientalisti?
«Oggi chi non è ambientalista è fuori dal mondo. Noi lo siamo. Pensi che, rispetto al '93 - '94, quando in zona c'erano 35 impianti, ora siamo scesi a 15. Vi pare poco?»

Eppure vi accusano di non rispettare la montagna e di piegare il territorio a logiche di business.
«Secondo me la questione è un po' diversa. Il vero problema è trovare un punto di equilibrio tra lo sviluppo e il ritorno economico per la popolazione che a Folgaria vive e il rispetto della montagna».

Non è un aspetto da poco.
«È un punto fondamentale. E noi, da questo punto di vista, crediamo di aver proposto qualcosa di interessante».

Si parla di investimenti, ma forse si dimentica che per concretizzarli bisogna incidere nel territorio. Insomma, scavare, abbattere alberi, rimodellare la montagna.
«Sì, ma non è che uno scava dove vuole. Gli strumenti, i filtri per controllare e indirizzare il lavoro ci sono. Penso, per esempio, alla valutazione d'impatto ambientale».

Ma vi aspettavate tutta questa attenzione critica del movimento ambientalista attorno alle vostre iniziative?
«No, un po'di discussione sì, ma tutto questo movimento no. Ora, però, scopriamo che esso è alimentato soprattutto da gente che non è dell'altipiano, che abita fuori. Per questo ci preoccupa meno. Per carità, è chiaro che ognuno ha il suo punto di vista, però chi non è di qui, ha una sensibilità sua, che non è comune. Devo dire che in paese la contrarietà ai nostri progetti è davvero marginale».

D.B.

 

La Rurale pensa ai giovani sciatori

 

TRENTO - Se la stagione dello sci è pronta a scattare dal cancelletto di partenza, Cassa Rurale di Folgaria, Skitour dei Forti e Carosello Ski (in collaborazione con l'Apt) non sono da meno. Ieri, alla Federazione della Cooperazione in via Segantini a Trento, il direttore della Rurale Marcello Ciech, il presidente di Carosello Ski Remo Cappelletti e il presidente della Apt Marco Raffaelli hanno presentato l'iniziativa «Il risparmio ti mette in pista». Si tratta di un conto corrente speciale, riservato ai giovani residenti in Trentino che incorpora anche lo skipass stagionale sulle piste degli altipiani di Lavarone e Folgaria.

In soldoni, ciò significa un risparmio per le famiglie dal 24 al 42% sul costo dello skipass, che si aggiunge ai consueti vantaggi legati alle varie tipologie di conti per le rispettive fasce d'età.

Il costo dell'abbonamento sarà spalmato su tutto l'arco dell'anno, con quote mensili che vanno dai 4,5 euro per i più giovani ai 12,5 euro per gli universitari. La quota rimanente viene coperta dalla Cassa Rurale. Quattro le tipologie: «Easy Ski Baby» per i nati dopo il 1° gennaio 1997, «Easy Ski Junior» per i nati dopo il 1° gennaio 1994, «Easy Ski Boy & Girl» per i nati dopo il 1° gennaio 1989, «Easy Ski University» per gli studenti universitari.

Questa iniziativa - è stato spiegato durante la conferenza stampa - è stata fatta proprio per contribuire a creare cultura dello sci e per aiutare le famiglie a far praticare questo sport ai loro figli.
«Una iniziativa giusta ed opportuna - ha aggiunto Diego Schelfi, che va nella direzione giusta di favorire i giovani, vera risorsa per il futuro».

Con l'occasione sono state rese note anche le iniziative dello Skitour dei Forti per le famiglie: si va dagli stagionali scontati per tutti i trentini, agli skipass speciali pensati per ragazzi e genitori. Il tutto sfruttando i vantaggi competitivi del prodotto «Folgaria»: dolcezza della montagna, luoghi adatti alla vacanza attiva, capacità di attrarre giovani e famiglie.

 

 

Relazione sui piani di rilancio, intervengono anche gli ambientalisti

I commercianti chiedono lumi

 

FOLGARIA - Sala riunioni dell'APT gremita come non mai, l'altra sera: arrivano da tutti l'altopiano, il tam tam di Paolo Veneri ha fatto effetto. Dopo le tante polemiche e le notizie di accordi con la Provincia, i commercianti folgaretani hanno voluto incontrare in una pubblica assise il sindaco, Alessandro Olivi, ed il presidente della Carosello Ski, Remo Cappelletti.

Sul tappeto, ovviamente, mille domande legate al progetto di sviluppo impiantistico invernale, ma non solo: anche al rilancio dell'estate, alla rivalutazione ambientale e territoriale.

Comincia il sindaco, il quale ricorda con orgoglio e fermezza le scelte fatte dal suo esecutivo: «Non abbiamo svenduto il nostro territorio», ripete più volte parlando verso gli ambientalisti presenti in aula. I quali sono in molti, giovani, sereni, che ascoltano tutto ed intervengono con grande preparazione e cognizione di causa. Serata da incorniciare, dove finalmente la comunità si guarda allo specchio, esce allo scoperto per poter costruire un futuro di speranza.

Le idee sono contrapposte: la relazione di Remo Cappelletti, supportata da una serie infinita di diapositive, è un po' filosofica, spazia sui grandi temi per poi ricondurre il dibattito nell'alveo locale. Impianti ma non solo impianti. Si fanno le cifre, passano i piani finanziari, le proiezioni economiche. C'è qualche intervento degli ambientalisti, che considerano la serata monotematica, ma il pubblico ascolta Cappelletti con grande interesse, lo fa in silenzio seguendo una lezione che dura oltre tre ore. Nessuno esce dalla sala, c'è voglia di conoscere di tuffarsi dentro quel progetto che in estate aveva suscito le ire di molti.

Ora, a mente serena, il «progetto» espansionistico viene illustrato nelle sue particolarità. «Nulla di segreto, - riporta Cappelletti, - solo voglia di lavorare per dare delle prospettiva a queste terre, che devono gioco forza diventare una stazione turistica e non rimane un paese». Si respira a tratti l'aria dell'internazionalità socio-economica, quella che viene chiamata globalizzazione che incomincia a farsi sentire anche nei villaggi montani più sperduti. In campo entra la filosofia come cerniera trasparente di un sistema che deve fare del dialogo e dell'apertura una sua costante.

Il sindaco Olivi appoggia e difende le scelte fatte, cerca di dare un senso politico e strategico a tutta l'operazione «espansione», alla fine riceve gli applausi del pubblico. Ci sono molti giovani, subentrati nelle attività commerciali ai padri, sembrano condividere a grandi linee i progetti illustrati. Ma non è tutto oro: volano di tanto in tanto frasi poco consone, ma in complesso la serata è da scrivere negli annali della storia folgaretana.

Gianni Mittempergher, ambientalista, del gruppo ecologista «Folgaria 235», scende in campo. Lo fa con signorilità, capacità d'analisi, traspare dal suo intervento un amore straordinario per questo altopiano. E la stessa cosa la si respira negli interventi di Olivi e Cappelletti. Ma si viaggia su binari diversi, su una concezione dello sviluppo che prevede una diversa formulazione; anche se l'amore di entrambe le parti sboccia in sincero orgoglio di appartenenza.

La «lezione» di Cappelletti, che ha più volte sollecitato una collaborazione forte e sicura con Luserna e Lavarone, ha comunque lasciato il segno. La comunità dopo un incontro così partecipato e sentito si sente più sicura, più ricca e sembra aver trovato lo spirito per «aggredire» ed essere protagonista del suo futuro.

«Una serata positiva, un incontro che tutti volevano per capire e conoscere», sintetizza Paolo Veneri, rappresentante dell'Unione Commercio in loco. Con lui a dare una mano Jessica Dalsass e Giorgia Pola. Al tavolo anche il presidente dell'Apt, Marco Raffaelli.

Tiziano Dalprà

l’Adige, 7 novembre 2007

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