RIFIUTI E BUGIE
CONTINUIAMO AD OPPORCI ALL’INCENERITORE

CONFERENZA STAMPA
NIMBY trentino

 

 

L’acronimo NIMBY contiene le iniziali di “Not In My Back Yard” – Non nel mio cortile – ed è lo strumentale appellativo inventato dagli inceneritoristi americani nel vano tentativo di emarginare l’opinione pubblica contraria alla costruzione degli inceneritori.

I NIMBY trentino sono tutti i trentini che intendono opporsi al progetto dell’inceneritore programmato anche per la nostra provincia.

Allegano il documento che ufficializza la loro nascita e di cui se ne chiede la pubblicazione integrale.

NIMBY trentino intende impegnarsi affinché la questione rifiuto sia affrontata senza ricorrere a pesanti ed inaccettabili “soluzioni” tecnologiche. Non condivide infatti la ragione (puramente legata agli aspetti speculativi), secondo cui per questo tipo di problema debba esistere la sola ipotesi del ricorso all’incenerimento del rifiuto. Ritiene invece che quella sia una non scelta, o meglio una non soluzione, proprio perché i cospicui investimenti di cui necessita, costringono comunque, attraverso la obbligata produzione di elevati quantitativi di rifiuto, al mantenimento di una struttura costosissima, inutile e pericolosamente accentrante e inquinante.

Una politica con diverso tipo di volontà e di agire politico, con coraggio e lungimiranza può fare benissimo altro tipo di scelte impegnandosi da subito, su tutto il territorio provinciale, a pianificare raccolte differenziate al 70% attraverso un effettivo Porta a Porta spinto, quale prima vera misura per affrontare il problema; non servono grandi sforzi ma soprattutto consapevolezza nei propri mezzi, nelle risorse della nostra autonomia e nella volontà dei trentini di voler concorrere a soluzioni moderne e condivise. Anche questa occasione potrebbe diventare “laboratorio” per farci conoscere ed apprezzare nel resto d’Italia e dell’Europa come esempio da imitare. Soltanto ponendosi tale obiettivo minimo iniziale si potrà gradualmente puntare oltre; a raccolte differenziate anche all’80%, così potendo beneficiare della inevitabile risultante riduzione della produzione di rifiuti, innescando tutti i dovuti accorgimenti e disposizioni, dunque affrontandone veramente gli aspetti cruciali.

Se per “ammirare” i 100 metri dell’obelisco dell’inutile impianto industriale di incenerimento e monumento agli sprechi e all’insipienza dell’uomo moderno, ci si dice siano necessari almeno altri 7 anni non si comprende perché in tale periodo non ci si debba impegnare con strumenti e su progetti più leggeri e adeguati. Solo in questo modo possiamo veramente concorrere alla riduzione della produzione di rifiuto residuo giungendo gradualmente a quantità da smaltire sicuramente inferiori a quelle in uscita dagli inceneritori.

Questo si può e si deve fare anche perché il nostro Trentino non presenta ancora particolari problemi di urbanizzazione caotica o di gravissime criticità infrastrutturali presenti in realtà urbane ben più complesse della nostra. E’ sufficiente approfondire ed affrontare le cause delle dinamiche nella produzione, distribuzione e gestione delle merci legate alla disordinata produzione di rifiuti, sovrappostesi negli ultimi decenni, e mettervi mano con Sistemi di qualità ed efficienza ed altro e alto spirito di condivisione tra classe politica e società civile.

NIMBY trentino chiede dunque alla politica diverso tipo di impegno e di senso di responsabilità.

Per rimarcare la ferma contrarietà alla presenza di inceneritori sul territorio provinciale, lo farà anche attraverso le seguenti iniziative.

1. Sottoscrivendo, mediante comunicazione di posta elettronica, di posta ordinaria o via fax, o tramite semplice comunicazione di adesione da inviare ai quotidiani locali, l’allegato documento di NIMBY trentino.


2. Con l’invito ad attaccare sulla propria auto l’ADESIVO di NIMBY trentino “INCENERITORE – EREDITA’ DA RIFIUTARE”.


3. Con l’invito ad esporre un PANNO BIANCO all’esterno della propria abitazione.


4. Con la CATENA DEL DIGIUNO a cui potranno aderire tutti i trentini che ritengono il Trentino degno e capace di altra politica sui rifiuti; il digiuno avrà inizio domenica 21 marzo, quale auspicio dell’inizio di un’altra primavera. Le modalità del digiuno saranno illustrate ai cittadini che potranno richiedere ogni informazione ai sottoscritti indirizzi.

L’iniziativa vedrà la presenza, accanto ai cittadini coinvolti, dei medici dott. Elio D’Annunzio e dott. Fabio Cappelletti che ne garantiranno ai fini della corretta esecuzione e delle modalità operative.


Ogni comunicazione va inoltrata ai seguenti recapiti:

· A mezzo Posta ordinaria:

Casella postale: Ecce Terra – casella postale n° 312 – 38100 Trento.

· A mezzo Posta elettronica:

info@ecceterra.org.

· A mezzo fax al n° 0461 980216, indirizzato a:

Ecce Terra – casella postale n° 312 – 38100 Trento.

 

NIMBY trentino informa che è in preparazione il proprio sito all’indirizzo www.ecceterra.org.

 

Scriveva Alex Langer nel 1992:

…Forse è troppo arduo essere individualmente (…) dei portatori di speranza: troppe le attese che ci si sente addosso, troppe le inadempienze e le delusioni che inevitabilmente si accumulano, (…) troppo grande il carico di amore per l’umanità e di amori umani che si intrecciano e non si risolvono, troppa la distanza tra ciò che si proclama e ciò che si riesce a compiere.

 

Impegnamoci a credere che quella distanza si possa ridurre, che venga evitato al nostro prezioso territorio questo nuovo inutile sfregio.

 

NIMBY trentino ringrazia.

13 marzo 2004

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